ODomenica 2 Marzo a Bibbiena, in Piazza Resistenza, a partire dalle ore 16.30, l’amministrazione invita tutti i cittadini ad un “Open day”, ossia un pomeriggio di visita libera al nuovo Centro Semiresidenziale Diurno “L’isola che non c’è”.
Il binomio sul quale ha puntato la Cooperativa Koinè – che si è aggiudicata la gestione della struttura a seguito di bando di gara – è “qualità e quantità”, ossia alta qualità dei servizi offerti, quantità di ore di personale professionale che ammontano a circa 6.137, il 50% pro capite in più per ogni ospite rispetto ai parametri ( 4153 ore). In aggiunta a questo e in pianta stabile ci sarà uno psicologo, anche questo realtà aggiuntiva rispetto a ciò che è previsto dai parametri. Il centro, oltre all’apertura 9.00-17.00 per 235 giornate, consente l’apertura 9.00-14,30 per 26 sabati all’anno. Una peculiarità assoluta nel territorio. Altro aspetto davvero significativo è il fatto che attraverso la cooperativa locale“Albero del Pane”, si sono stretti nel territorio oltre 50 accordi di partenariato che permettono di acquisire circa 3 mila ore di prestazione di servizi integrativi.
Il Centro consente l’ospitalità notturna in caso di emergenze familiari, laboratori per le autonomie abilitative e quindi per migliorare il potenziale effettivo di vita autonoma, e un sostegno psicologico continuo. I posti all’interno del centro sono 10, ma l’impostazione di una programmazione “sulla persona”, consentirà di rispondere ad un numero più elevato di utenti. La messa in rete di questo servizio con gli altri presenti sul territorio non è solo auspicata ma fortemente ricercata, inoltre si punterà ad un coinvolgimento importante dei genitori sia nella definizione delle opportunità, sia nella programmazione.
Il centro si organizza su uno spazio di 240 metri quadrati e si trova in Piazza della Resistenza a Bibbiena, in pieno centro storico. La ristrutturazione è stata seguita dagli architetti della ditta Archè i quali hanno visitato, a questo scopo, molti centri diurni in Toscana. Ciò ha reso possibile la realizzazione di qualcosa di molto funzionale e “costruito sulle persone”. La filosofia ispiratrice è quella di uno spazio domestico, cosa che devono ritrovare gli ospiti, con uno spazio residenziale vetrato di 65 metri quadrati, spazi specialistici come cucina, camera, spazio pluriuso. Un ambiente definito dagli architetti “fatto per la gioia del vivere”. In questo lavoro i professionisti di Archè hanno lavorato in team con lo psicologo e gli operatori. Perseguito con forza anche l’obiettivo di una integrazione completa con la comunità circostante, tanto che all’interno è stato previsto anche uno spazio espositivo dove artisti locali potranno realizzare le loro mostre personali o collettivi e attraverso i quali la comunità potrà entrare nel centro e viceversa. Una sorta di “spazio filtro” fatto apposta per superare la disabilità attraverso il contatto esterno/interno.
Koinè ha una esperienza più che ventennale sul territorio con al suo attivo circa 500 lavoratori, 75 servizi gestiti, 1800 utenti giornalieri ed un approccio alla innovazione continua. La Cooperativa partner, ossia “Albero del Pane”, parimenti, ha un’esperienza pluriennale sul territorio e sulle problematiche trattate.
Il Sindaco Daniele Bernardini commenta: “Sono particolarmente soddisfatto per questo risultato. Il centro è un luogo adeguato ma anche accogliente e familiare, ed il progetto di gestione proposto da Koinè rappresenta la summa della filosofia che ha ispirato la realizzazione di un nuovo centro. Insieme all’esigenza di avere uno spazio proprio per un comune che ha molti cittadini fragili e bisognosi, la necessità di iniziare un percorso virtuoso sul “Dopo di noi”, quindi l’opportunità di riabilitare e seguire, ma soprattutto integrare e rendere partecipi anche coloro ai quali la vita ha dato meno possibilità, ma altrettanti diritti. L’opportunità offerta da questo centro di adeguare i programmi alle persone, di seguirli per le loro potenzialità, ma anche il rafforzamento della propria autonomia sono aspetti che ci stanno particolarmente a cuore. Domenica dunque è un giorno di festa per tutti”.