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di Muzio Cordo – Abbiamo analizzato la realizzazione delle nuove scuole medie a Soci e a Stia e quello che abbiamo scoperto è assai singolare. Nelle nostre scorribande abbiamo cominciato a fare raffronti tra modi di vivere e di pensare e a chiederci perché accadono alcune cose.
Abbiamo così registrato che il Casentino è diviso in due, il Sud e il Nord di Campaldino: la madre di tutte le battaglie.
A Nord i suoi castelli intatti, i cittadini attaccati al proprio feudatario, sudditi operosi e obbedienti, firenzocentrici e un po’ snob, di quelli che se la tirano un po’ e come nobili decaduti vogliono sentirsi ancora aristocratici.
A Sud botoli ringhiosi, senza castelli, legati ad Arezzo, abituati al rapporto con l’imperatore lontano, dove anche il Vescovo era ghibellino e che hanno in se la dinamicità dei liberi comuni. Non è un caso se l’unica vera rivolta al sistema si sia incarnata proprio a Bibbiena.

Un altro esempio sono i due paesi di Soci e Stia, entrambi cresciuti all’ombra di importanti lanifici ma con evoluzioni molto diverse.
Soci è oggi il paese più grande della vallata, il suo lanificio dopo numerose fasi alterne di decadenza e splendore ancora è in attività, anche se molto ridimensionato, i suoi abitanti sono stati in passato in gran parte artigiani e commercianti e fino ad oggi dimostrano uno spirito libero e dinamico.
A Stia invece con la morte del lanificio anche il tessuto economico ha intrapreso una china discendente e inarrestabile proprio a causa di una cultura “operaia” cioè dipendente, ieri dal feudatario, oggi dal sistema.
A Soci tutto gravita intorno alle varie associazioni in un rapporto di competizione e collaborazione senza che nessuna domini sulle altre, diverso il peso di alcune associazioni dominanti a Stia. Son partito da lontano, per comprendere il perché di due risultati molto diversi in due progetti simili, per capire che a volte non è la “politica” la causa di errori e malgoverno, ma la “cultura” di un “popolo”, di una “tribù” che determina scelte più o meno azzeccate.
Abbiamo analizzato la realizzazione delle nuove scuole medie a Soci e a Stia e quello che abbiamo scoperto è assai singolare.
A Soci la spinta è stata di spirito privatistico ed imprenditoriale, come normale per un’opera “sociana”, a Stia invece l’approccio è stato di tipo “statalista” (leggi feudale), a Soci la struttura è semplice e funzionale, a Stia architettonicamente più contorta e molto più onerosa.

A Soci si è inserita l’opera cercando di dare una sistemata anche alla viabilità della zona con tutti i limiti imposti dalle finanze e dalle strutture esistenti, a Stia le strutture viarie sono, come dire, vorrei ma non posso.
A Soci si è realizzata la scuola in un anno e si è inaugurata alla presenza di un rappresentante del Governo, a Stia i tempi di realizzazione molto più lunghi e ancora nessuna inaugurazione ufficiale.
A Soci l’ultimo pezzo del vecchio lanificio avviato ad una valorizzazione da parte di privati, a Stia la vecchia scuola demolita da privati con soldi pubblici (190.000 Euro).
Alla fine la scuola media di Stia è costata quasi il doppio di quella sociana e quello che colpisce è proprio l’approccio finanziario. Il Comune di Bibbiena non ha sborsato un euro fino a che non ha preso in carico la struttura e grazie al risparmio dell’affitto della vecchia scuola poco inciderà sui bilanci futuri la rata di ammortamento del Project. Diversa la situazione nel neonato comune di Pratovecchio Stia, lì una scuola c’era, ma la nuova costruzione graverà nei prossimi bilanci comunali, nonostante il Project abbia già incassato a vario titolo circa 2.700.000 Euro di contributi pubblici, più o meno quello che Bibbiena pagherà in 30 anni.

Considerando che il comune di Bibbiena è due volte quello di Pratovecchio Stia l’operazione appare ancora più spropositata. Altra nota importante è il fatto che sopra la scuola bibbienese c’è un impianto fotovoltaico, assente in quella stiana.
Per gli amanti dei numeri vi proponiamo sopra una tabella comparativa in cui tutto quello fin qui detto trova una sintesi chiara per uno strumento, il Project, tutt’altro che semplice. Se poi consideriamo che a Pratovecchio Stia dentro il Project ci sono finite anche l’illuminazione pubblica, risparmiando in realtà poco o nulla, e le aeree di sosta Camper, per le quali ancora niente è stato fatto, il disastro sembra ancora peggiore. Mentre il Sindaco Bernardini ha realizzato una “vera” pista ciclabile, il Sindaco Caleri, capo fila del Turismo in Casentino si ritrova con due aree sosta camper nel proprio Comune, una interessata da tempo da un movimento franoso e l’altra in attesa di una riqualificazione da parte del Project.
Quale tra i due viene pagato di più?

Sveglia siamo nell’Italia di “Quo vado”, la meritocrazia non è di questo mondo. Da tutto questo emerge la diversità di progettare con sistemi diversi stesse realizzazioni necessarie per rendere servizi efficienti ed economicamente sostenibili ai cittadini, i quali, scegliendo direttamente il Sindaco, determinano il futuro delle proprie comunità. Nessuno è perfetto, ma a volte qualcuno è meno perfetto di altri.
(tratto da CASENTINO2000 | n. 267 | Febbraio 2016)