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mercoledì, 6 Luglio 2022

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Partecipate, Mugnai (FI): “Il problema ad Arezzo non è la politica, è il Pd”

“Nel gennaio scorso, in una nota congiunta insieme a Lucia Tanti e Francesco Conti, feci una vera e propria apertura di credito alle dichiarazioni dell’on. Marco Donati perché, in merito al rapporto politica-partecipate, sembrava delineare uno scenario nuovo. Dicemmo che se il buon giorno si vedeva dal mattino eravamo certi che le nostre proposte, presentate nel lontano luglio 2011, potevano finalmente trovare un interlocutore attento. Forse quell’interlocutore attento c’è ancora, ma registriamo che il Pd aretino continua a sconfessarlo ad ogni occasione”.

Così Stefano Mugnai, consigliere regionale di Forza Italia, nel richiamare la presa di posizione del partito espressa insieme ad altri due esponenti azzurri sul tema dell’invadenza della politica nella nomina delle partecipate.

“Purtroppo ciò che è emerso ieri è che il PD aretino usa Renzi per racimolare voti – e chissà fino a quando funzionerà – ma poi agisce come nella migliore tradizione della sinistra ‘occupa-tutto’. Il passaggio di consegne tra Dindalini, oggi coordinatore del Pd, e Seri alla guida di LFI è la dimostrazione che il metodo è e rimane quello di sempre perché il Pd è esattamente quello di sempre. Non cambia pelle, non cambia metodi, cambia solo i messaggi elettorali. Il punto, poi – prosegue il consigliere regionale – è ancora più grave perché ad Arezzo non è la politica che occupa le partecipate, ma è solo il Partito democratico che lo fa. Il problema è il Pd aretino, non la politica aretina, e fa male chi mette strumentalmente tutto insieme. Basta con le nomine e le partecipate usate solo per far politicamente tornare i conti in casa Pd. Questo è quello che accade ad Arezzo, una roccaforte renziana della renziana Toscana, tanto a livello comunale quanto a livello provinciale. Sono mesi che si sentono annunci da parte di Renzi sulla volontà di far cambiare verso all’Italia, nelle ore scorse lo abbiamo sentito affermare che farà cambiare verso anche all’Europa; ma perché allora non iniziare dal cortile di casa propria?”, conclude Mugnai.

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