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domenica, 26 Giugno 2022

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Poveri Sindaci, nessuno li capisce…

Quelli che hanno una certa età si ricorderanno di un film che dalla fine degli anni sessanta ha furoreggiato sulle varie reti televisive. Stiamo parlando di “Incompreso,” riduzione del libro di Florence Montgomery, un dramma dei buoni sentimenti e della difficoltà nel rapporto tra padre e figlio. Il figlio, l’incompreso appunto, è stato uno dei personaggi più sfigati della letteratura e del cinema; faceva di tutto per compiacere il burbero e severo padre, ma non gliene andava bene mai una!

Pensando alla nota sotto, divulgata dai Sindaci che hanno votato a favore della proroga a Nuove Acque, ci è tornato in mente quel film. Possibile che ogni volta, oh, non una, sempre, i Sindaci non siano capiti dai loro Cittadini! Anche in questa vicenda Loro hanno votato per la proroga per il bene di Noi Cittadini comuni. Nessuno li ha capiti, ma per Loro è giusto così. Possibile? O sono troppo avanti Loro o sono troppo indietro i Cittadini che amministrano e li hanno votati. E’ un po’ come per il Punto Nascita che i nostri Sindaci hanno chiuso; si chiude il Punto Nascita per migliorare il reparto Maternità (!?!), per aumentare i servizi alle donne in Casentino (!?!). Nessuno li ha capiti, ma Loro, con il labbrino alzato, se la sono presa; è solo colpa nostra che non arriviamo a capire simili finezze e meravigliosi miglioramenti.

Ora, la storia si ripete. Ci dicono che in questo modo si rinegoziano i mutui (chi si allungheranno, probabilmente), si contiene l’aumento delle bollette (che aumentano comunque), ecc. Qualcuno, candido candido, dice che una volta gli acquedotti erano colabrodi e ora invece no. A parte il fatto che le perdite sono ancora a livelli di guardia, ma, vorremmo vedere che il servizio non fosse nettamente migliorato, paghiamo l’acqua con tariffe tra le più alte d’Italia, cento volte più di quando era gestita dai Comuni!!!

Ma forse ai nostri incompresi Sindaci non è arrivata la notizia che nel referendum del 2011 i Cittadini del Casentino hanno espresso il loro voto per la ripubblicizzazione dell’acqua: SOLO il 95% dei votanti casentinesi hanno detto si… Quindi qui non si tratta di strappare le briciole, ma di cambiare totalmente rotta! Altro che limitare gli aumenti, dobbiamo ridurre i costi attuali! Ma i nostri Incompresi dicono, Nuove Acque è a maggioranza di capitale pubblico (54%), ecco allora è la prova ancora più lampante che qualcosa non ha funzionato…

Ma siamo noi, tutti quelli che pagano le bollette e che SOLO per il 95% ha votato per la ripubblicizzaione dell’acqua che non capiamo, i nostri Sindaci, ragionieri incompresi, sono troppo avanti e, come affermano, sempre con il labbrino alzato: “il meglio per i nostri cittadini, non lo svendiamo per nulla al mondo…” Sic! (Il Badalischio)

NOTA dei Sindaci che hanno votato a favore della proroga a Nuove Acque. Quando, a larghissima maggioranza, con il voto favorevole anche del Comune di Arezzo (erano presenti 19 Comuni, ha votato contrario solo il Comune di Sansepolcro tutti gli altri favorevoli: Arezzo, Bibbiena, Bucine, Castel Focognano, Castiglion Fibocchi, Castiglion Fiorentino, Chianciano, Chiusi (SI), Civitella, Cortona, Foiano, Laterina, Lucignano, Monte San Savino, Montepulciano, Ortignano Raggiolo, Sinalunga, Torrita), chiesero all’Autorità di Ambito maggiori investimenti per almeno 72 milioni di euro in più rispetto ai 46 previsti dall’attuale Piano, considerati assolutamente insufficienti rispetto ai bisogni evidenziati (portandolo quindi a 118 milioni).
Fu così richiesto alla società Nuove Acque di procedere con uno studio economico con l’obiettivo di incrementare in maniera importante gli investimenti e contestualmente ridurre le tariffe, anzi cercando di stabilizzarle al ribasso per tutta la durata della concessione.
Da queste esigenze il gestore Nuove Acque ha elaborato un Piano che prevede la possibilità di allungare la concessione al 31.12.2027 (rispetto alla scadenza naturale del 2024) che permette, oltre ai maggiori investimenti per 92 milioni di euro, la stabilizzazione della tariffa fino al 2027, con un aumento medio annuo dell’1/1,5% (quindi al di sotto dell’inflazione e soprattutto al di sotto del 5% contrattualmente previsto per gli anni a venire), con un risparmio per i contribuenti di almeno 2 milioni di euro all’anno fino al 2021. L’allungamento della concessione permetterebbe la rinegoziazione dell’attuale finanziamento portando il tasso di interesse abbondantemente sotto il 2% mentre l’attuale supera il 4,5% , con un risparmio complessivo di interessi di almeno 4 milioni di euro (totali). Non è stato possibile votare la proposta del Comune di Arezzo (che ha condiviso con noi tutto il percorso fino a 20 giorni fa), cioè il rinvio a dopo il 4 marzo, perché far slittare la Conferenza Territoriale a dopo le elezioni politiche, per poi andare in Assemblea Regionale il mese successivo e con i 90 giorni di tempo necessari all’ AEEGSI, l’Autorità Nazionale che ha l’ultima parola sul Piano, non ci sarebbero stati i tempi per partire con il progetto nel 2018. Ciò avrebbe fatto perdere il beneficio, già a partire dal 2018, e fatto pagare ai cittadini già da giugno, termine ultimo per l’elaborazione del Piano tariffario, almeno 2 milioni di euro in più e così negli anni a venire, con l’assenza di investimenti assolutamente necessari”. L’assemblea ha anche accolto tre emendamenti ritenuti importanti dai sindaci. In sintesi quello di “non applicare nessun aumento tariffario fino alla definizione del percorso di proroga (1,5% in caso di proroga, 5% senza proroga)”; quello di “non riconoscere le prestazioni accessorie a favore del privato per gli anni di allungamento della concessione”; e di dare “priorità nel nuovo piano degli investimenti a quei territori che nel 2017 hanno avuto vere emergenze idriche”. La proroga servirebbe anche a scongiurare il rischio che il “gestore regionale” sia meno attento agli investimenti sui nostri territori, alla luce della previsione per cui dal 2021 la stazione unica appaltante per il rinnovo concessorio di tutta la Toscana sarà il Capoluogo Regionale. A quel punto, fatta la gara, alla scadenza dei singoli ambiti, tutti verranno incorporati in un unico gestore regionale e Nuove Acque, sano economicamente e avendo realizzato buona parte degli investimenti necessari, rischierebbe di essere fagocitato dagli altri territori e tutti noi contribuenti costretti a pagare gli investimenti degli altri e forse anche i debiti di altre società di gestione. Quindi ancora una volta sono i Sindaci, in funzione istituzionale e sopra la politica, sopra le scelte elettorali del momento, che si sono presi la responsabilità per dare le risposte ai propri cittadini, in primis trovando le risorse per dare a quante più persone possibili una risorsa indispensabile e di altissima qualità come l’acqua di Montedoglio e calmierare la tariffa nei prossimi anni partendo già da quest’anno, di mettere in sicurezza gli acquedotti, di migliorare gli impianti di potabilizzazione, di investire sull’ampliamento dei collettori fognari per ampliare quanto più possibile la depurazione anche con nuovi impianti di depurazione. Quindi fare investimenti per proteggerci dall’emergenza idrica dettata dalla scarsità delle piogge come nello scorso anno e salvaguardare il nostro ecosistema. Va poi ricordato che Nuove Acque è una società a controllo pubblico per il 54% e con un partecipazione privata del 46% di Intesa aretina. All’interno di Intesa aretina quasi 2/3 sono di proprietà di Suez e 1/3 di Acea con piccole quote di altri soggetti. I Sindaci, nel rispetto delle normative vigenti, faranno il possibile negli anni a venire per aumentare quanto più possibile il controllo pubblico dell’acqua. Ma questo in maniera concreta, condivisa e trasparente e su questo che chiediamo di avviare un tavolo tra tutti i Comuni della CT4 per assumere decisioni che possano avere ricadute positive sul territorio e su tutti i cittadini.
Ricordiamo che il lavoro dei Sindaci è quello di tutelare i propri cittadini di cui sono i rappresentanti e questo avviene prima e dopo le elezioni politiche. Le falsità e le pressioni fatte in queste settimane di campagna elettorale mostrano il vero volto di chi si nasconde dietro slogan politici o decisioni prese dall’alto e chi ancora una volta deve mettere la propria responsabilità davanti a tutto. Siamo disposti a collaborare e confrontarci con tutti ma il meglio per i nostri cittadini, che avranno una bolletta più leggera e infrastrutture migliori, non lo svendiamo per nulla al mondo.

 

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