Seppur afoni qualcosa abbiamo detto, coerentemente con quello che avevamo proposto al consiglio comunale di Poppi in tema di Fusioni, già qualche anno fa.
Ci ritorniamo su perché la misura è colma.
Qualche settimana fa ci siamo chiesti perché nessuno (o quasi) parlasse più di fusioni, un percorso che era così caldamente auspicato dal PD.
Qualche mese fa ci siamo chiesti quale fosse la reale utilità di una Unione che più che unire (in percorsi virtuosi) stava dividendo.
Nessuna risposta, né alla prima né alla seconda domanda. Né con parole né con fatti. È tutto “congelato”, in stand by, in attesa di chissà cosa.
L’unico cambiamento ha portato ad avere due presidenti dell’Unione. Ma anche con la doppia forza i comuni sono bloccati, fermi.
Difficoltà quotidiane da affrontare, chiedete agli uffici comunali.
Cavilli, problemi, procedure, titolarità di funzioni non chiarite, zero coordinamento, assenza di uffici (la centrale di committenza dell’Unione dove è andata a finire? E l’ufficio gestione del personale? Due esempi due che si ripercuotono nella gestione quotidiana dei comuni), assenza di responsabilità. Tutto lasciato al caso, a volte , nel migliore dei casi, a bravi dipendenti comunali che risolvono problemi in autonomia, a volte (più spesso) si improvvisa, day by day, senza nessuna visione futura, guidati da miope sopravvivenza.

Ha da finire. Non ne possiamo più di parole che servono solo a scaldare gli animi e tengono fermi i servizi.
Non ne possiamo più di scambi, a volte anche violenti, tra rappresentanti di un unico partito che, come vediamo, conduce il viaggio, senza sapere la meta. In gioco c’è il Casentino, c’è una comunità, ci sono donne, uomini e bambini che hanno il diritto alla serietà, alla responsabilità, al governo.
Per inciso, non fa certo bene all’immagine delle istituzioni espressione del Casentino, l’attacco frontale che Agostini ha rivolto pubblicamente all’assessore regionale Ceccarelli, sul quale naturalmente non entriamo nel merito, ma che è segnale del superamento del livello di guardia.
Non può e non deve essere una resa di conti interna ad un partito. La situazione è grottesca, deprimente, ridicola.
Se uno dei due presidenti ha qualcosa in mano che tiri fuori tutto nelle sedi appropriate, che chiarisca con gli organi competenti e con l’altro presidente, e con la giunta (che sono i nostri sindaci che dovrebbero amministrare i nostri comuni).
Se non si fa significa che non si vuol fare (non lo vuol fare il primo presidente, non vuol fare il secondo, non lo vogliono fare i sindaci) e che si preferisce aspettare, perdere tempo, per lasciare tutto nel caos e nell’impossibilità di governare questa nostra vallata. ”
Chiudere tutto, resettare, e ripartire, da zero. Con l’auspicio di superare un Unione ormai svuotata di senso e procedere con le fusioni.
Serve amministrare, governare, guardando avanti e immaginando un futuro. Lavorare ORA, per costruirlo.

PSI Casentino