Possiamo capire che il sindaco Bernardini sia amareggiato per il risultato del referendum consultivo e che, per il suo futuro politico, lanci anche qualche messaggio alla Regione, magari sperando di ottenere comunque una fusione (quella con Ortignano) che non era oggetto del quesito referendario e quindi andrebbe palesemente contro la volontà degli elettori che hanno votato per una fusione a 3 e non a 2, almeno oggi. Ma, ci sembra, che la sua analisi del voto odierno (o di chi la pensata per lui) sia un po’ troppo avventata, come minimo.

Bernardini dice: “esprimo soddisfazione per un dato che ricalca quello con il quale la Lista Civica che rappresento, ha vinto nell’ultima tornata elettorale. Un risultato politicamente significativo, insomma”. Sicuramente, molto molto significativo…

Allora, il SI a Bibbiena ha vinto con il 61% con 2.094 voti, appena poco sopra il 20% degli aventi diritto. Infatti solo il 36% è andato a votare contro il 74% del 2014. Nel 2014 la sua Lista civica vinse con il 64,64% ma, soprattutto, con ben 4.364 voti di cittadini bibbienesi! Più del doppio di quelli che oggi hanno votato SI! 2.270 voti andati persi!

Forse l’analisi va fatta appena, appena più approfondita…

“Il sì ha vinto nel comune di Bibbiena con una percentuale del 61,38%. Pertanto esprimo soddisfazione per un dato che ricalca quello con il quale la Lista Civica che rappresento, ha vinto nell’ultima tornata elettorale. Un risultato politicamente significativo, insomma.  Parimenti esprimo dispiacere per come, invece, è andata nel comune di Chiusi della Verna, risultato che, di fatto, fa fallire il progetto di fusione a tre. Ma, il popolo è sovrano e anche quel risultato è l’espressione della libertà di espressione di una comunità, quindi prendo atto. I sì hanno vinto con percentuali importanti a Bibbiena e Ortignano-Raggiolo. Quindi direi di concludere questo percorso rimettendo nelle mani e alla volontà della Regione Toscana una progettualità che, nel complesso, ha ottenuto consensi e ha dimostrato che le popolazioni stanno maturando, anche culturalmente, un nuovo progetto di governance”.  (Dichiarazione di Daniele Bernardini)

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