di Elisa Fioriti – Prendete il laaaaa…. Vibrano in perfetta armonia le voci di Mirio Detti, Sandro Cutini e Patrizio Paoletti, rispettivamente il vicepresidente e due membri del direttivo della “Diapason AMC – Associazione musicale casentinese”, che siamo andati a incontrare nella loro sede di Rassina. Pronti ad ascoltarli?

Com’è nata la vostra associazione? Mirio: «Da un’amicizia… nel segno della musica. Eravamo al tempo, nel 2005 (ben undici anni fa!) un gruppettino di amici, ognuno con la sua professione ma tutti amanti della chitarra, una passione sincera, e per coltivarla e condividerla abbiamo iniziato a prender lezioni dal maestro Davide Mastrangelo dell’accademia Lizard di Fiesole. Così, primo embrione dell’associazione, in sinergia con il Comune di Castel Focognano, ha visto la luce la “Modern Music School”, per offrire ai casentinesi l’opportunità di avvicinarsi al mondo della musica, conoscerne la storia, gli strumenti, e lasciarsi ispirare anche nel quotidiano dai suoi valori profondi, d’armonia, rispetto, gioia dello stare insieme».

Patrizio: «La musica non ha limiti. Appunto la scuola, incurante dell’età, apre le porte a giovani e meno giovani: bambini, ragazzi d’otto-dieci anni, over sessantenni, persone desiderose di rispolverare lo strumento che gli impegni e la vita avevano fatto loro accantonare. Quanti allievi, non solo del Casentino, di Arezzo, son passati qua da noi (se ne contano una quarantina l’anno), intraprendendo un percorso di formazione e di crescita, approdando chi poi al Conservatorio, chi a una carriera musicale… Molte band locali hanno messo le radici nella nostra scuola».

Sandro: «Trascorsi i primi tre anni, infatti, abbiamo affiancato ai corsi di chitarra quelli di basso, batteria, violino e canto, con lezioni individuali pomeridiane (dalle 14.30 alle 21.00 nei locali del Comune di Rassina, in piazza Mazzini), a tu per tu con insegnanti d’alto livello, più momenti collettivi di teoria, pratica musicale e seminari. Seguendo il calendario scolastico, i nostri corsi durano da ottobre a maggio, mese suggellato dal saggio degli allievi, grazie a cui sperimentano l’impareggiabile emozione d’esibirsi sul palco, assaporando l’unicità del contatto diretto col pubblico».

Certo quella della musica live è una dimensione curata particolarmente dall’associazione… Mirio: «Gli spettacoli che abbiamo allestito a Rassina e al Teatro degli Antei di Pratovecchio, collaborando con le Amministrazioni comunali, hanno fatto spirare nella vallata i venti della grande musica internazionale. L’amicizia con Pierpaolo Adda, tra gli organizzatori del “Soave Guitar Festival”, la rassegna italiana della chitarra elettrica e acustica da collezione, in provincia di Verona, dove Pierpaolo gestiva il suo musical box, ci ha permesso di portare in Casentino chitarristi del calibro di Johnny Hiland, Ed Gerhard, John Jorgenson, Monte Montgomery, Greg Kock!»

Patrizio: «Chi si scorda, poi, nel 2008 il concerto de “Le Orme”, gruppo emblema del progressive nostrano, o quello di Beppe Gambetta nel 2012».

Sandro: «E un capitolo a parte servirebbe per ogni annata di “Rassina in musica”. Troverete le locandine sul sito dell’associazione: nel 2009 “The Lamb”, la tribute band dei “Genesis” protagonista dell’ultima serata (tre di solito, a ingresso libero) della manifestazione; nel 2012 l’omaggio a De Andrè della “Faber Band”, nel 2014 quello a Vasco Rossi dei “Colpa d’Alfredo”; mentre l’anno scorso abbiamo celebrato la X edizione tra le note dei mitici “Pink Floyd” con i “The Echoes”, che ci hanno proposto pure l’arrangiamento della suite dell’album “Atom Heart Mother”, assieme a un coro d’una ventina d’elementi».

Mirio: «In quanto manifestazione votata alla musica, interamente e a tutto tondo (niente a che vedere con festicciole o sagre: facciamo il pieno, sì, ma di buona musica), la Diapason AMC ha bandito per il decennale il concorso fotografico “Immagina la musica”: musica come bene comune, espressione dell’identità culturale e del territorio; musica come occasione sociale, d’aggregazione, condivisione, convivialità, memoria; musica da ieri a oggi, la nostra storia, la nostra arte. Ne è scaturita una mostra fotografica, in un intreccio di eventi collaterali, proiezioni di filmati d’epoca, incontri…»

Patrizio: «Non è mancato lo spazio per i giovani: è consuetudine che durante la prima serata suonino i talenti emergenti giacché “Rassina in musica” rappresenta la naturale estensione dell’attività della Scuola. Popolare è la seconda serata, tipo quelle Battistiane del 2011 e 2014 o quella Anni Settanta del 2015, con l’esibizione, attesa ormai dagli amici, dalla gente del posto, che continua ad accorrere numerosissima agli appuntamenti, della “Diapason Band”, il gruppo sorto in seno all’associazione, e che con lei si evolve: adesso siamo tre chitarristi, io e Mauro Casasole, chitarra acustica e cori, più Mirio, chitarra e voce, in aggiunta alla cantante Lucia Rossi, il bassista Lorenzo Bertocci, la violinista Matilde Righi, Giovanni Gabrielli alle tastiere, Andrea Bondi alla batteria. Che divertimento suonare, alle prove, malgrado le difficoltà nel ritrovarsi tutti per colpa degli impegni! Metteremo su quattro-cinque concerti l’anno… E grazie a Sandro, nei panni di coordinatore, direttore artistico, nonché cantante, presentatore».

Sandro: «Ecco, prendendo spunto dal diffondersi (in Italia intorno a metà anni ’70) del fenomeno delle radio libere, abbiamo allestito nel 2012, e bissato nel 2013, “Radio Live”, uno spettacolo altamente dinamico, con la “Diapason Band” sul palco, pronta a eseguire canzoni su richiesta, che gli passavamo in due dalla console, ricevendo telefonate e dediche dal pubblico, intrattenendo con commenti, aneddoti, immagini e video riferiti al periodo dei brani».

Carlo Conti vi sarà in debito per il programma televisivo “I migliori anni”! Mirio: «Lo spettacolo di qualità presuppone un dispendio di risorse, tempo ed energie. Ma ne abbiamo fatto scaturire dei successi: da “Quei favolosi anni ‘60”, replicato più volte, a “Rock Age. Io c’ero… e tu?”, opere musicali, tuffi nella storia, inediti, non banali, dal sapore personale, alla (ri)scoperta di un’era, per arrivare fino alla poesia, ad esempio quella del poeta-muratore casentinese Jacopo Bordoni, messa in scena e in musica con la Società del Chiassobujo.

Perché la sfida che si è lanciata e che lancia l’associazione Diapason, sotto la guida del presidente Geppi Pieri, è riuscire a coinvolgere le persone, entusiasmarle alle bellezze della musica, di là dalle loro esperienze, dalle competenze di settore, dal loro vissuto. Semplicemente, educando all’ascolto». Ezio Bosso ha detto: “La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 270 | Maggio 2016)

modern music school 2016