Anche in questa tornata elettorale riesce difficile a chi ha perso, ammettere la sconfitta. Sono tutti vincitori … come no. Bernardini si lamenta che la stampa abbia strumentalizzato il referendum, che lo abbia accostato più ad un risultato personale su di esso e non sulla fusione.
Eppure ricordo benissimo quando il sindaco di Bibbiena, sapendo di non portare a casa il risultato, chiamò Teletruria per dire che si sarebbe ricandidato in caso di vittoria del Si (cosa che ha fatto arrabbiare anche la parte PD che voleva la fusione) sperando di muovere il suo elettorato. Quindi chi ha personalizzato, la stampa o lui?

Invece di prendere atto di una sonora sconfitta, che ha portato alle urne solo il 36% dei cittadini di Bibbiena, cerca di far passare il messaggio che il Si nel suo comune ha preso le stesse percentuali della sua lista civica … giusto per rimarcare ancora che a personalizzare sia stata la stampa. Sui 9500 aventi diritto al voto, più di 6mila persone sono rimaste a casa. Segno inequivocabile del disinteresse generale all’appello fatto da Bernardini. Da sottolineare sono i risultati della sezione del centro storico (dove il No ha perso per dieci voti) e di Bibbiena stazione dove il No ha vinto. Giusto per ricordare al sindaco le politiche fallimentari adottate in quelle zone. Rispetto alle percentuali di votanti a Chiusi (70%) e Ortignano (61%), quelle di Bibbiena fanno notare un’altra verità: più il comune è grande e più distanza c’è tra politica e cittadino, che poi sfocia nel disinteresse … e i risultati lo dimostrano. I risultati dimostrano anche che il fan club di Bernardini sta scomparendo e che in pochi ormai credono alle sue promesse.

Il povero assessore Caporali cerca di far ricadere la colpa del loro fallimento alle “idiozie e fandonie” della controparte, dimenticandosi che sono stati loro a portare un programma elettorale fantasmagorico invece di parlare di riassetto istituzionale, come abbiamo fatto noi del NO.
Venti giorni fa si aspettavano di vincere a man bassa questo referendum e di potersi ricandidare, invece il buon lavoro del No ha portato ad una sconfitta clamorosa che ha visto perdere il SI in tutte e 3 le sezioni di Chiusi compreso il Corsalone che già davano scontato a loro favore, nel comune di Ortignano Raggiolo il Si ha vinto per soli 40 voti quando invece si prospettava un 80% contro un 20% a favore, mentre a Bibbiena sono andati a votare in pochissimi. E’ vero che il Si ha vinto con 700 voti di scarto, ma più della metà di questi voti sono arrivati dalle sezioni di Soci, dove Bernardini ha una marcata vicinanza al mondo dell’associazionismo, alla pro loco e alla squadra di calcio.

Non vorrei che adesso il sindaco spingesse in Regione per la fusione con solo Ortignano, visto che il quesito referendario era basato sulla nascita di un comune con più di 15mila abitanti, quindi su un progetto completamente diverso.
D’altronde questa è la ragione che ha spinto Bernardini a bocciare di sua iniziativa la prima proposta di fusione con Ortignano. Ha dichiarato che non serviva a nulla la fusione, se non fosse nato un comune più forte. Se non facesse così, allora si paleserebbe l’interesse personale di ricandidarsi a sindaco.

Forse è l’ora di tirare i remi in barca caro sindaco. Non ha avuto il coraggio di guidare e di cambiare l’unione dei comuni, preferendo la strada della non collaborazione con gli altri Enti; non è riuscito a portare avanti nessuna fusione su tutte quelle che ha proposto; non è riuscito a essere una valida alternativa al Pd casentinese, anzi sembrate la stessa cosa; non è riuscito a far rinascere il centro storico; ha riempito di supermercati e capannoni una città, facendo diventare Bibbiena stazione un enorme parcheggio; non riesce nemmeno a rispettare la minoranza del suo consiglio comunale. Ci faccia un piacere, si dimetta … non abbiamo bisogno di altri fallimenti.

P.S. Lo stesso discorso vale per il sindaco di Ortignano, Pistolesi. Le famiglie che avevano appoggiato la sua candidatura a primo cittadino, quando si dichiarava contrario alle fusioni, lo hanno abbandonato. Può dimettersi anche lei … tanto il suo comune lo voleva regalare a Bibbiena.

Pietro Pennisi, Consigliere Indipendente Bibbiena