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giovedì, 30 Giugno 2022

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Residenti in fuga dal Casentino. In 10 anni 2.525 persone in meno. Tutti i numeri dei Comuni

di Mauro Meschini – In questa pagina siamo andati indietro nel tempo per provare a fare un confronto relativo al numero di persone che abitava e che abita in Casentino. Le informazioni sono state raccolte sul sito www.tuttitalia.it, sulla base dei dati forniti periodicamente dall’ISTAT, e sono riferiti al 31 dicembre 2009 e allo stesso giorno del 2019, 10 anni quindi, un periodo di tempo che permette ad una qualsiasi bambina, o bambino, di concludere il suo percorso obbligatorio di istruzione scolastica. Noi abbiamo voluto verificare dove, invece, questo periodo ha portato il territorio casentinese che, come se il tempo in questo caso si fosse fermato, si trova ancora frammentato in piccoli e piccolissimi comuni e con un Ente sovracomunale, l’Unione dei Comuni, di cui non si conosce pienamente lo stato di salute e che, in ogni caso, rappresenta meno della metà della popolazione considerato che due dei comuni più abitati, Bibbiena e Pratovecchio Stia, non ne fanno parte.

La tabella che trovate qui sotto fornisce in maniera abbastanza evidente il risultato che abbiamo ottenuto confrontando il numero di abitanti del 2009 e del 2019 (il dato 2009 riferito a Pratovecchio Stia è il risultato della somma dei dati dei due comuni che fino al 2014 sono stati divisi, n.d.r.). Abbiamo una serie ininterrotta di segni “meno” per tutti i comuni casentinesi, la conferma di una fase di declino che, osservando i grafici dei singoli comuni, risulta in alcuni casi essere ormai in atto dall’inizio del millennio.
Probabilmente già più di uno aveva forse il dubbio che qualcosa non stesse andando proprio per il verso giusto, forse è sufficiente passare qualche ora in qualche paese o in qualche frazione del Casentino per rendersi conto che ormai molte realtà produttive non sono più presenti, che le strade dei centri storici, ma anche di altre zone commerciali, mostrano spesso saracinesche ormai abbassate per sempre.
Questi sono i segni tangibili che poi portano, e hanno portato, molti a fare la scelta più drastica, lasciare questo territorio, cercare altrove opportunità di lavoro e di vita che permettano di trovare risposte alle esigenze delle famiglie.
I numeri come si vedono non sono trascurabili, 2.525 persone in meno in 10 anni, come se un ipotetico undicesimo comune del Casentino fosse completamente scomparso, lasciando un grande vuoto, quel vuoto che si percepisce ogni volta che da tante finestre o portoni dei condomini si vede troneggiare i cartelli “affittasi” o “vendesi”.

Si,il Casentino per una larga fetta è in vendita, sono in vendita le case, i fondi commerciali, anche qualche azienda. Un inestimabile patrimonio, non solo immobiliare ed economico, ma soprattutto umano e sociale, è a disposizione del miglior offerente, anche se non è che all’orizzonte si vede tutto quell’interesse per questo territorio. Così un patrimonio prezioso e importante resta inutilizzato e rischia di perdere valore e diventare macerie.
Quella sequenza di segni negativi dovrebbe essere lo stimolo per rispondere in modo adeguato a questa situazione, perché in questo caso non bastano gli articoli sui giornali o le immancabili inaugurazioni, qui occorre essere in grado di vedere il territorio con una visione d’insieme che fino ad ora è assolutamente mancata, anche perché si continua a ragionare solo avendo come priorità il proprio campicello e non il territorio casentinese. Quella lunga lista di segni negativi indica che, continuando a guardare la punta del proprio naso, non si andrà da nessuna parte, solo una spinta coraggiosa e cambiamenti radicali, anche alla macchina amministrativa, potranno permettere di costruire il contesto più favorevole per far nascere e circolare nuove idee, competenze e progettualità.

Non abbiamo troppa fiducia che questo verrà messo in atto, anche se il 2021 dovrebbe essere l’anno in cui si deciderà il destino dell’Unione dei Comuni, adesso assolutamente inutile e, come detto, neppure rappresentativa della maggior parte della popolazione. Già in passato abbiamo sentito alcune posizioni dei politici del territorio più interessati ad avere, eventualmente, un Ente che non sia troppo d’intralcio agli affari dei singoli comuni, più che impegnati cercare di costruire un soggetto che fosse realmente utile e presente.

Da parte nostra, come sapete, non ci rassegniamo a pensare che la proposta di costruire uno o al massimo due soggetti amministrativi non torni all’ordine del giorno, per essere realmente discussa e conosciuta, visto che fino ad ora un vero dibattito costruttivo non c’è mai stato in quanto l’obiettivo della classe politica casentinese è stato, a priori, non quello di comprendere questa proposta, ma affossare questo progetto in ogni modo.
I numeri sono lì a dire che la strada intrapresa per adesso è quella sbagliata.
Ci sarà l’umiltà e la lungimiranza di cambiarla?

Microsoft Word - 1Tabella Comuni.docx(tratto da CASENTINO2000 | n. 326 | Gennaio 2021)

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