di Denise Pantuso – Covid-19: forse è utile cercare di riflettere su quello che è successo, almeno dal punto di vista delle decisioni assunte per contrastare l’emergenza. Le pesanti regole imposte e l’uso così frequente di strumenti giuridici diversi è stato opportuno? Abbiamo voluto raccogliere il punto di vista di Gianni Baldini, Avvocato e Professore di Biodiritto nell’Università di Firenze e Siena (al centro nella foto), componente dell’Istituto Italiano di Bioetica, esperto legale della Commissione Regionale di Bioetica della Toscana.
Come giustificare da un punto di vista etico giuridico la limitazione delle libertà fondamentali (circolazione, riunione, salute, libeertà economica,privacy)? È compatibile col sistema democratico una limitazione come quella che abbiamo vissuto?
«Da un punto di vista etico-giuridico la limitazione alle libertà fondamentali che abbiamo vissuto, a maggior ragione quando questa avviene in un sistema democratico dove in via ordinaria non sarebbe mai ammessa, è giustificabile solo nell’ottica di un bilanciamento con il super-valore della solidarietà nel contesto della salvaguardia della salute collettiva, con specifico riguardo ai più vulnerabili (anziani, malati, etc). Da ciò consegue che in tali momenti la decisione politica deve fondarsi sulla conoscenza scientifica, ma mai essere legittimata solo da questa, rendendosi indispensabile un dialogo aperto tra scienza, etica e diritto».
Che cosa è la solidarietà, parola di cui molti si riempiono la bocca ma di cui pochi conoscono il significato?
«Il mio Maestro oggi scomparso, il Prof. Rodotà, definiva la solidarietà come “Un’utopia necessaria”… La solidarietà è la forza dei deboli, così come la solitudine è la debolezza dei forti. Un proverbio africano descrive questo concetto in maniera esemplare “Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme”. Ecco questa è la solidarietà: una condotta individuale e collettiva che esprime un impegno etico sociale verso gli altri senza il quale non vi è una comunità… ma al massimo una mera convivenza regolata di singoli… un po’ la società dentro la quale stiamo vivendo in questi anni… Poi quando per una qualsiasi ragione (sanitaria, economica, politica) scoppia una crisi… torniamo con i piedi per terra e comprendiamo che “nessuno si salva da solo!” (Papa Francesco)».
Legiferare per ordinanza: natura, contenuto e limiti del potere…
«La limitazione delle libertà fondamentali resa necessaria dall’emergenza sanitaria ha avuto effetti oltre che nella sostanza anche nella forma dell’intervento normativo, sostituendo alle garanzie della ‘legge’, l’auctoritas ‘dell’ordinanza’. Ordinanze nella forma di DPCM del potere centrale accanto alle quali si sono aggiunte le ordinanze dei governatori Regionali e dei Sindaci.
È evidente che tutto ciò è incompatibile con un sistema democratico ed è giustificato solo dallo ‘stato di emergenza’ di per sé temporaneo… In assenza di regole chiare che vista l’esperienza che stiamo ancora vivendo forse varrebbe la pena definire, in taluni casi ciò a creato confusione, disorientamento tra i cittadini, ridotta efficacia delle azioni di contrasto dell’emergenza. Ragionevolezza e proporzionalità delle scelte in rapporto alla situazione da regolare così come gerarchia e competenza tra e delle istituzioni dotate di tali poteri, ovvero i parametri fondamentali che definiscono il contenuto e la corretta relazione tra i soggetti, sono stati in molti casi travolti da pericolosi protagonismi, irresponsabili proclami, ingiustificate limitazioni spesso frutto di strumentalizzazioni delle paure della gente, talvolta per calcolo politico di parte, talaltra per mera ignoranza e/o incompetenza da parte di politici di ogni risma soprattutto a livello locale.
È stata davvero triste la rincorsa tra alcuni Sindaci che senza ragionevole ed espressa motivazione dettata da specifiche esigenze locali, hanno adottato ordinanze ulteriormente restrittive in una ‘rincorsa a chi la spara più grossa’ assecondando le paure dei cittadini anziché provare a governarle. Insomma che senso ha, superata una prima fase, applicare le medesime regole di Milano al Casentino? Per non parlare di chi, in giro per il mondo, ha proposto di farsi ‘flebo di candeggina’ come possibile terapia, ovvero ritiene questa poco più che una banale influenza che farà un po’ di pulizia degli scarti…».
Fake news e poteri regolatori… per evitare il caos e la disinformazione di massa…
«Nella società fluida… la comunicazione fluida (come diceva Umberto Eco “nel web frotte di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino senza danneggiare nessuno e poi venivano messi a tacere… oggi hanno lo stesso diritto di parola di un premio nobel”) ha mostrato la sua potenzialità devastate in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo dove l’incertezza scientifica riguardo al virus è stato lievito che ha portato all’esplosione delle fake news. Tutte le informazioni hanno la stessa tribuna ne web se non si è educati a verificare preliminarmente quale sia la fonte. Ma non di sola di ignoranza, incompetenza, ciarlataneria si è trattato, ma anche di speculazione e approfittamento anche economico verso i più deboli e suggestionabili che in una situazione di grande incertezza ha portato a vere e proprie truffe…».
Cambiando argomento: e per i danni ingiustamente patiti dalle persone potranno ipotizzarsi azioni risarcitorie?
«Non è difficile ipotizzare che medici ed infermieri applauditi urbi et orbi dai balconi come eroi col sottofondo degli inni nazionali, potranno essere, finita l’emergenza, messi sul banco degli imputati e divenire oggetto di richieste risarcitorie per quelle morti che, in presenza di protocolli sanitari certi e di presidi di sicurezza adeguati, forse si sarebbero potute evitare… Le richieste in tal senso iniziano a pervenire agli studi legali non solo in Italia. Per evitare che si riproponga l’eterno dilemma ”Gesù o Barabba?” non potrà certo farsi riferimento unicamente all’etica forense, dell’Avvocato coscienzioso, risultando a mio avviso necessario adottare provvedimenti normativi specifici che integrino, nel nostro caso, la legge Bianco-Gelli sulla responsabilità medica ampliando l’area di esclusione della responsabilità degli operatori sanitari in una situazione come questa ove accanto all’emergenza vi è stata anche a una totale impreparazione ad affrontare la situazione anche a causa dell’assenza di certezze scientifiche in merito.
In questo caso, diciamolo, l’Italia ha fatto molto meglio di tanti altri… siamo arrivati a questo tragico appuntamento per secondi, dopo la Cina… ma se pensiamo al’impreparazione e ai risultati di tanti altri paesi (Gran Bretagna, Spagna USA, etc.) che avevano anche noi come esempio… Cosa dovrebbero dire i cittadini di quei paesi che spesso ci vogliono fare lezione?».
Quale la tutela dei soggetti fragili nel momento dell’emergenza?
«Forse questo è uno degli aspetti più delicati… la psicosi-collettiva che una situazione come quella che stiamo vivendo ha determinato, ha fatto perdere di vista ai decisori politici così come ai cittadini comuni, il contatto con un dato di realtà: “non si muore di solo Covid-19… si continua a morire anche di tutto il resto…”. Solo tra qualche tempo potremmo fare i conti con i numeri alla mano di quello che è stato l’incremento delle morti per mancata assistenza o mancata terapia (di cardiopatici, oncologici, psichiatrici, etc.), ma anche per l’abbandono degli anziani soli che tra distanziamento sociale e spostamento totale di attenzione e risorse sull’emergenza virus, sono morti in casa da soli ovvero si avviano a farlo per consunzione… Stiamo parlando di circa il 15% della popolazione (circa un milione e mezzo di persone) costituita da anziani che vivono soli e ricevono una qualche forma di assistenza sociale e/o sanitaria che in questo momento è venuta meno … Proprio in questi giorni arriva il dato che i morti di infarto sono in poco più di tre mesi triplicati a causa del mancato accesso agli ospedali… Ho l’impressione che tra decessi direttamente e indirettamente dovuti a mancata assistenza… supereremo abbondantemente i trentamila morti per Covid-19!».
Meglio un sistema democratico e un regime “autoritario” in una pandemia?
«L’esempio Cinese, sicuramente regime autoritario, ci dimostra che se apparentemente il sistema autoritario può sembrare più efficiente nella gestione di una situazione di emergenza come questa, i dati non trasparenti, l’impossibilità di dare una comunicazione immediata sgradita alle autorità sui rischi di una pandemia che una stampa libera e Autorità tecniche di controllo indipendenti potevano lanciare subito e non tre mesi dopo i primi casi (che risultano essersi prodotti già a novembre…) dimostra che alla fine, per quanto imperfetto, la Democrazia è il migliore sistema che l’uomo ha al momento concepito.
Aggiungerei che tra il modello liberale americano della sanità a pagamento e delle fosse comuni non c’è dubbio che il modello solidaristico dell’Europa, dove nessuno può essere lasciato indietro, pur con tutti i suoi limiti, si è mostrato come il migliore dei sistemi possibili».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 319 | Giugno 2020)