di Elisabetta Bini – Sono anni, anzi decenni, che ci dicono che dobbiamo riformare lo Stato. Referendum per cambiare la Costituzione, minacce di abbandonare la vita politica ma poi, nelle cose semplici di tutti i giorni, aumentano i vincoli e la burocrazia. Non bastano a gestire i nostri boschi la Regione, l’Unione dei Comuni, i Carabinieri Forestali, il Parco Nazionale e chi più ne ha più ne metta. Ora sopra una certa altitudine per tagliare un appezzamento di bosco c’è bisogno anche dell’autorizzazione della sovrintendenza alle belle arti! Tutto per creare vincoli e disagi a chi lavora. I casentinesi non hanno bisogno di lezioni da nessuno quando si parla di gestione del patrimonio boschivo, la sinergia con le istituzioni preposte al controllo dimostra nei fatti che nei nostri monti la foresta prospera, avanza in estensione, e ancora riesce a dare lavoro a tante persone. Nelle prossime settimane in Consiglio Regionale saranno poste in votazione due mozioni che chiedono di fatto al Governo di ritornare sui suoi passi, una a firma del Vice Presidente Casucci e una del capogruppo PD Ceccarelli. Speriamo che in Consiglio si trovi una sintesi tra le due posizioni perché agli operatori del settore poco importano i giochi politici, al Governo infatti andrebbe chiesto semplicemente di non gravare di altri oneri burocratici ed economici un settore strategico per noi cittadini di periferia, e questa volta basta semplicemente abrogare una norma assurda. Anche nei prossimi Consigli Comunali casentinesi, per l’interessamento di alcuni consiglieri, saranno portate mozioni proprio a sostegno dell’azione intrapresa dal Consiglio Regionale verso il Governo. Vedremo quali Consigli decideranno di sostenere il settore delle biomasse rinnovabili e chi invece rimarrà su posizioni moderate per non disturbare il manovratore di Roma.

Consigliere Comunale di Patto Comune, Elisabetta Bini