A distanza di una settimana dall’avvio della campagna contro i ripetitori sul Castello dei Conti Guidi, mi sento intanto in dovere di ringraziare quanti sino ad oggi hanno risposto all’appello lanciato dalla Lista Civica Poppi Libera in difesa della bellezza e della salute pubblica.
Come ho sempre riferito a chiunque mi abbia posto domande sull’ argomento, ho premesso con l’apprezzamento verso ogni discussione aperta che trattasse del tema, sentendo della necessità di questa condivisione.
Vi scrivo da cittadino di Poppi e del Casentino e non come membro della minoranza consiliare di Poppi.
Amando Poppi (e non per interessi elettorali, dal momento che la forza dell’ avversario è tale che se avessi ragionato da politico, nemmeno avrei mosso penna), ho umilmente posto degli interrogativi.
Può il Castello essere luogo per adibirvici dei ripetitori? Possiamo escludere con assoluta certezza quelli che sono i rischi per la salute pubblica?
In ragione del fatto che la decisione di concedere in locazione i locali della torre del Castello non è stata condivisa con i cittadini, mi sono posto l’ interrogativo con ancor più vigore. Ecco perchè oggi sono contento quando sento o leggo di commenti (anche se a me critici), seppur rammaricandomi del ritardo con cui si è arrivati a questo dibattito.
E allora la mia riflessione è stata che un Comune come Poppi, che poggia (o dovrebbe) inevitabilmente (e per fortuna che ce le abbiamo), le sue basi economiche sulle leve turistiche, ha un futuro di sviluppo economico in gran parte ancora da scrivere: sicuramente superiore a quei preziosi 25.000 Euro.
Quando scrivo della bellezza con riferimento al Castello dei Conti Guidi, non lo faccio per denigrare un avversario politico, o peggio ancora, come già detto, per assicurarmi qualche voto in più. Il sottoscritto ha pur già votato in Consiglio Comunale proposte della maggioranza, perchè giudicate come buone. Questo per rimarcare che a differenza di vecchi e superati schemi, per me, che sono un uomo libero che non risponde ad ordini di scuderia, quando una proposta è buona, non la giudico da schifo perchè non è la mia!
Non più di otto mesi fa mi sono prestato a questa esperienza da uomo della strada di passaggio, nella speranza di contribuire GRATUITAMENTE al bene pubblico, per contribuire a migliorare una macchina complessa quale il Comune dove mi sono candidato, con impegno e passione civica. Ed allora da queste premesse, ho espresso il parere che accettare di condividere una scelta già presa di dare in locazione una parte dei locali della Torre Campanaria a delle Compagnie telefoniche concedendo così di installare dei ripetitori sul monumento simbolo del medioevo nel mondo, non fosse la cosa giusta. Chi potrà domani garantire che su un’abitazione privata, o sullo stesso Castello o altro monumento storico, potranno essere negati permessi di analoga fattura se sul monumento simbolo, quel monumento, si permette l’ installazione di opere che nulla hanno a che vedere con il sito che le ospita? Posso dire che il precedente mi preoccupa? Uno perchè personalmente ritengo quei ripetitori una “bruttura” (ma capisco che potrebbe essere questa una percezione soggettiva); due perchè lancia il segnale che da domani tutto potrebbe essere permesso: a Poppi che come noto è altresì “Uno dei Borghi più belli d’ Italia”. E, mi spiace, Poppi oggi non gode di vivacità.
L’immagine di Poppi che vorrei vedere costruita in questi anni a venire, è quella di un centro vitale, aperto al turista in tutti i suoi angoli. Penso ad un turista che possa essere accompagnato alla scoperta di Poppi e dei suoi tesori, fino alle sue caratteristiche frazioni, senza dimenticare del turismo enogastronomico che qui troverebbe un suo naturale sbocco.
Quanto potrebbe rendere allora al Comune una nuova gestione turistica del suo patrimonio? Questa è la domanda che pongo a chi ha la responsabilità di governare. Di questo certo avrei preferito discutere e non della vicenda dei ripetitori sul Castello che stride, rispetto alle vocazioni che gli competono e che ci riportano ad essere piccoli, obbligatoriamente chiamati a guardare con ansia ai magri margini di bilancio ed alle sempre minori entrate.
Ecco allora che su questa strada i preziosi 25.000 Euro per il canone di locazione tornano non solo utili, ma davvero irrinunciabili. Perché discutere di cultura e di arte per alcuni fa un po’ chic, ma se non arrivi a fine mese di questo non mangi.
Esperienze a noi vicine ci insegnano che questa è la strada. Invito, per non fare torto a nessuno in casa nostra, a guardare alla Valdichiana!
L’impegno è arduo, ma non impossibile se il cittadino prende coscienza che abbiamo in casa tutte le risorse per essere grandi e gli amministratori di favorire quella presa di coscienza ponendo i cittadini in condizione di crescere e di cogliere queste immense opportunità.
Che viviamo in un tempo di crisi, ormai, lo hanno capito anche i muri. Avendo quanto basta per uscirne (ricordo i già oltre 33.000 visitatori paganti all’anno che varcano le sole soglie del Castello) che sia arrivato il momento di rompere lo spirale depressivo che finisce per autoalimentarsi attraverso un’autentica operazione di rilancio condivisa con tutti i cittadini: Poppesi e non?
Quanto all’altro tema della campagna, la salute pubblica, sottolineo quegli interventi che si sono concentrati su alcuni comportamenti. Cito una frase che riassume il concetto: sarebbe opportuno “buttare via i cellulari che da anni abbiamo in tasca” prima di discutere dei ripetitori.
Ovviamente trattasi di una condotta che riguarda la coscienza privata dei singoli. Diverso è qui il caso, dove l’ installazione di SEI antenne, mi spiace contraddire quell’ opinione contraria, costringono i più vicini a subire quel comportamento che non hanno scelto, che rappresenta ancora un fattore di rischio su cui la scienza non ha espresso un’opinione unanime.
Ricordo poi al lettore che nessun tecnico dell’ ARPAT è ancora giunto al momento sul posto a fare misurazioni, essendo i pareri sin qui scritti (con il rilievo al fatto che i rischi non sono significativi per la salute) sono stati rilasciati sulla base dei progetti presentati dalle Compagnie.
Un ultimo inciso circa la resa economica dell’ operazione, argomento in parte trattato sopra.
Proprio perchè il sottoscritto, insieme agli amici consiglieri di minoranza, non ha espresso un no a prescindere a dei ripetitori (tutti sappiamo dell’importanza che rivestono le nuove tecnologie nell’era della comunicazione digitale) abbiamo chiesto di stimolare la ricerca di siti alternativi all’ attuale. Ma in tutta risposta l’argomentazione è stata che la decisione è da considerarsi irrinunciabile e già presa.
Invito pertanto chi non lo avesse ancora fatto ad aderire alla campagna di petizione, per affermare con un no la tutela della bellezza e della salute pubblica, certo che con questa espressione di civiltà, le Autorità del processo decisionale (Sindaco di Poppi, Soprintendente, ARPAT) sapranno essere stimolate ad un’ancora maggiore attenzione al tema sollevato con la campagna di petizione.

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Enrico Lettig