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martedì, 13 Ottobre 2026

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Ritrovato un bombardiere americano nel bosco di Subbiano

Sono i resti di un bombardiere leggero, modello A-20, quelli che sono stati riportati alla luce dalla squadra di Quelli della Karin, l’associazione storica subbianese che da anni si impegna per tenere viva la memoria del passaggio della Seconda Guerra Mondiale nel territorio aretino attraverso la raccolta di oggetti e documenti risalenti a quel periodo. Dopo le campagne del mese di ottobre che avevano portato al rinvenimento di uno spitfire a Gratena e di un bombardiere nella zona di Pratovecchio,  lo scorso 30 dicembre un altro velivolo americano è stato individuato e riportato in superficie nell’area del bosco di Subbiano, a ridosso dei Monti Rognosi. Un risultato di non poco valore reso possibile anche grazie alle intuizioni e al tempestivo intervento di Alessio Fabbri e Fabio Adamo, due appassionati di storia che, durante un’escursione nel bosco in compagnia di Bruno Fabbri (già componente attivo del team di Quelli della Karin) hanno rinvenuto i resti di un A-20 che la terra ha voluto restituire dopo decenni.

“Quella che abbiamo compiuto è stata una scoperta incredibile quanto casuale – spiega Alessio Fabbri, appassionato di storia e figlio di Bruno, membro dell’associazione Quelli della Karin- Usciamo spesso alla ricerca di resti storici con il metaldetector, ma mai ci saremmo aspettati di riportare alla luce i resti di un bombardiere statunitense. Abbiamo iniziato a scavare consapevoli che avremmo trovato qualcosa, ma quando ho visto spuntare dal terreno un bottone americano ho compreso che quel ritrovamento avrebbe superato le nostre aspettative. Mio padre ha subito chiamato la squadra di Quelli della Karin e il presidente Lapini ha subito contattato gli Archeologi dell’Aria per avviare i lavori di scavo e di studio secondo il protocollo”.

La catalogazione dei reperti, la ricerca dei codici univoci e delle sigle individuati in alcuni pezzi dell’aereo e lo studio incrociato con alcuni documenti ufficiali e mappe dell’epoca hanno portato ad una veloce identificazione del velivolo e dell’equipaggio a bordo nel momento dello schianto. Grazie alla collaborazione con l’associazione emiliana ADA (Archeologi dell’Aria) è stato infatti possibile ricostruire una vera e propria pagina di storia: il 29 giugno 1944 tre aerei modello A-20 vennero abbattuti mentre sorvolavano il territorio del Casentino, colpiti dalla contraerea tedesca al ritorno da una missione di bombardamento su Cesena. Fondamentale ai fini dell’identificazione dei velivoli sono stati documenti di archivio americani e una cartina che, seppur sommariamente disegnata dai commilitoni dei tre equipaggi abbattuti, indica i luoghi in cui si sono verificati i tre terribili schianti. Una volta identificato l’aereo riportato alla luce, è stato possibile risalire, in tempi brevi, alle identità dei membri del suo equipaggio.

Il velivolo in questione era pilotato dal primo tenente Fredrick H. Stephenson, classe 1920, originario della Contea di Edgecombe nella Carolina del Nord, arruolatosi nella U.S. Army Air Corps nell’aprile 1942. Appartenente alla 12° Air Force, 47° gruppo di bombardamento, volava con il Douglas A-20, velivolo leggero di stanza nel teatro di guerra del Mediterraneo. In alcuni documenti ufficiali statunitensi (consultabili anche sul portale www.47thbombgroup.org) si legge: “il 29 luglio 1944, il primo tenente F. H. Stephenson è stato ucciso in azione durante una missione di bombardamento colpito dalla contraerea tedesca […]. A causa di un guasto al motore, il quale si incendiò di lì a poco, entrambi i motori si bloccarono; l’aereo entrò in avvitamento schiantandosi a terra nel territorio aretino. In quello sciagurato incidente, due dei quattro componenti dell’equipaggio persero la vita”.

Vittima dell’impatto fu infatti anche il bombardiere Harland P. Pelton, mentre gli artiglieri Mike Jessie e Kenneth R. Perley furono fatti prigionieri, ma riuscirono in seguito a tornare a casa. Una ricerca approfondita sulle basi delle informazioni ottenute ha inoltre permesso all’associazione subbianese di mettersi in contatto oltreoceano con i familiari ancora in vita di Stephenson.

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