La parte lesa è il Comune di Bibbiena”, così commenta il Sindaco Daniele Bernardini l’emanazione dell’ordinanza di messa in sicurezza dell’area Sacci, richiesta dalla Procura della Repubblica e dalle autorità ambientali competenti, chiarendo alcuni aspetti inerenti tutta l’annosa vicenda sfociata, negli ultimi giorni, nel sequestro dell’area: “Il recupero dell’area Sacci è sempre stata una delle priorità dell’amministrazione. Non ci sono mai stati problemi di coordinamento con Chiusi della Verna e non abbiamo mai ricevuto progetti di recupero da parte della proprietà. Quella della Sacci è un’area privata, dove il piano regolatore consente qualsiasi tipo di intervento. Per questo abbiamo richiesto alla Provincia di Arezzo prima e alla Regione Toscana ora, di progettare e realizzare la variante alla Strada Regionale 71, che consentirebbe di demolire la fabbrica, attraversandola, ed avviare pertanto il recupero. Siamo ancora in attesa di ricevere il progetto preliminare, che abbiamo sollecitato. Sotto il profilo ambientale nel 2013 le autorità competenti (USL, ARPAT, PROVINCIA) hanno certificato al Comune la non necessità di bonifica del sito, a completamento delle operazioni di rimozione dei rifiuti iniziate nel 2007, e pertanto, l’assenza di rischi ambientali. Oggi queste stesse autorita’ ci dicono che tali rischi, invece, sono presenti”.

Il cementificio fu dismesso circa a metà degli anni ottanta. L’amministrazione di Bibbiena, non ha mai ricevuto dalla proprietà progetti di recupero, nonostante il Piano Regolare consenta, come detto, ogni intervento.

Il sindaco di Bibbiena commenta: “Ci siamo fidati e affidati alle autorità ambientali competenti, le stesse che oggi ci hanno chiesto di emettere un’ordinanza di messa in sicurezza complessiva dell’area, che abbiamo proceduto a fare. Il Comune di Bibbiena vuole mettere un punto a questo problema che lede anche all’immagine della nostra valle, ma nello stesso tempo non può accettare di diventare il capro espiatorio di una vicenda che questa amministrazione, già dal suo primo insediamento, ha cercato di risolvere nel migliore dei modi, sollecitando più volte le parti coinvolte. Gli atti parlano da soli e in modo molto chiaro e non è necessario aggiungere altro”.