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martedì, 9 Giugno 2026

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Sagresto, il brigante con la canna in mano e il fucile a tracolla

di Terenzio Biondi – È da poco iniziata la primavera ed è il momento migliore per andare a pescare nei torrenti dell’Alpe di Catenaia. Si è sciolta anche l’ultima neve ai Prati della Regina e l’acqua della Gravenna è abbondante e comincia a riscaldarsi sotto i raggi del sole. Lascio l’auto poco a valle di Vogognano e prendo un sentiero che attraversa boschi di castagni secolari fino a raggiungere il torrente. Preparo con calma la mia telescopica di otto metri e il necessario per la pesca alla casentinese: tre metri di lenza, amo di grosse dimensioni e un bel piombo. Per esca naturalmente lombrichi di campo trovati in giardino dietro casa nella mia lombricaia presso il muro di cinta. In ogni pozza avverto il “pizzico” della trota. Che fame devono avere dopo il lungo letargo invernale!

Ora poi sono arrivato alle belle pozzette ai piedi delle Cascate dello Spisciolo. Fantastico! In ogni pozza aggancio una fario. Scatto anche qualche foto con la mia piccola macchina digitale nella mano sinistra, mentre la mano destra tiene saldamente la canna. Voglio provare anche a spinning. Chissà che non riesca ad agganciare qualche grosso esemplare! Sistemo la canna telescopica nella sua custodia di tela e me la metto a tracolla. Faccio qualche lancio e recupero con calma. Niente!

“Strano – dico tra me – Eppure qualche trotella dovrei riuscire ad agganciarla. Proverò nelle pozze a monte delle Cascate dello Spisciolo”. E prendo a salire su per il bosco di castagni che circonda il torrente. Arrivato sopra le Cascate dello Spisciolo, mi siedo un attimo per riprendere fiato ai piedi di un castagno. Solo allora vedo, a pochi metri di distanza, uno che mi sta guardando.

Lo saluto e ci mettiamo a parlare. È Tullio, di Vogognano. “è un bel po’ – mi dice – che ti sto osservando pescare. Lì per lì ti avevo preso per il brigante Sagresto”. E si mette a ridere. “Il brigante Sagresto? Non capisco…” rispondo.

“Come, non lo sai? – dice Tullio – Sagresto era un bravo pescatore. E spesso, quando si nascondeva nei boschi dell’Alpe di Catenaia braccato dai carabinieri di Anghiari e di Arezzo, non poteva procurarsi la cacciagione sparando (il rumore del fucile lo avrebbe tradito); così rimediava procurandosi del pesce pescando nella Gravenna con una canna di bambù. Offriva le sue trote anche ai contadini e ai pastori che lo ospitavano”.

“Ma – dico io – sei sicuro?”. “Sicuro? Sono sicurissimo. Qui a Vogognano tutti possono confermare quello che i nostri vecchi raccontavano di Sagresto, chiamato anche “lo spauracchio di Anghiari”. Se non ci credi fermati in paese e domanda un po’ in giro”. E si mette a raccontarmi di come la zona a monte dello Spisciolo fosse quella preferita da Sagresto. Più a valle il bandito non si avventurava mai, nel timore di essere scoperto.

E naturalmente procedeva sempre lungo il torrente con la canna in mano e il fucile a tracolla. La gente del luogo dice che catturava certe trote! Tullio adocchia poi il mio cestino (non vi dico quante trote avevo catturato), lo apre e… “Accidenti – esclama ridendo – anche tu non scherzi. Sei peggio di Sagresto!”.

Mi confessa che non ha mai pescato a spinning. Tanti anni fa, da ragazzetto, pescava con le mani, insieme ai compagni di scuola di Vogognano, e qualche trota riuscivano sempre a catturarla. Qualche volta aveva anche pescato al tocco usando una canna di bambù, ma a spinning nel Torrente Gravenna giura di non aver mai visto nessuno.

Guarda e riguarda il mio lancino da fosso, incuriosito; lo prende in mano e accenna a qualche lancio. Gli spiego con parole semplici la tecnica della pesca a spinning e lo invito a provare qualche tiro nelle pozzette lì vicino.

Contento come un ragazzetto alle prime esperienze di pesca, Tullio prova e riprova una decina di lanci. Aggancia inizialmente una minuscola trotella che riesce a slamarsi prima di toccare la riva, e poi un… sì, un ramo sommerso sotto la cascata che opponeva una resistenza enorme quasi fosse una balena. Scoppiamo a ridere entrambi.

Facciamo poi merenda in riva al torrente e decidiamo di andare a pesca insieme, domenica prossima, nel tratto più a monte del Torrente Gravenna. Facciamo anche un patto: io insegnerò a Tullio le tecniche di pesca in torrente, e lui mi mostrerà le pozze più belle, quelle dove una volta pescava il brigante Sagresto.

Non ci crederete: poco dopo, mentre passavo a piedi per Vogognano con la canna da spinning in mano e la telescopica a tracolla nascosta dentro la custodia di tela come se fosse un fucile, mi sembrava di essere il brigante Sagresto che cent’anni fa andava a pesca nel Torrente Gravenna con la canna di bambù in mano e il fucile a tracolla.

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