Un cantiere fermo da mesi, milioni di euro di soldi pubblici già esborsati. Lavori infiniti per realizzare una variante di poco più di un chilometro lungo la SR 71 nei pressi di Santa Mama, una serie impressionante di incidenti proprio nel tratto di strada interessato dai lavori, nel quale si sono avuti morti e feriti in numerosi incidente stradali. Una situazione di gravissima insicurezza che deve finire.
Su questo sfondo, nel leggere il comunicato stampa, un vero atto di accusa sui ritardi nella conclusione dei lavori di quella maledetta variante diffuso urbi et orbi dal Presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino, nonché Sindaco di Castel San Niccolò Paolo Agostini, un brivido di gioia misto a stupore ci è corso lungo la schiena.

Non che fossimo stati profetici prima di Lui nel commentare quell’obbrobrio di cantiere, ma stante l’importanza del ruolo istituzionale che riveste detta figura, lo invitiamo invece del dire e non dire tipico di altri ben più nefasti messaggi provenienti da un mondo a noi lontano anni luce, a riferire i nomi di quelli che egli chiama come i protagonisti della “novella dello stento”; che novella non è un granché se è vero quanto dice a proposito del concreto rischio di vedere sfumare ulteriori milioni di soldi pubblici stanziati per il completamento dell’opera attesa più a sud. Quella che collegherà Santa Mama a Calbenzano.

Minacciare (chi?) se entro la fine dell’anno non saranno completati i lavori, quei lavori che già dovevano essere completati, prendendo per buone le precedenti promesse pronunciate nel corso di un sopralluogo nel cantiere avvenuto il 14 marzo 2014, quando l’Assessore Regionale Vincenzo Ceccarelli ed il Presidente della Provincia Roberto Vasai rassicurarono tutti che i lavori sarebbero finiti entro la fine dell’anno (Anno Domini 2014), rappresenta pertanto un’ inaccettabile condotta che un uomo delle istituzione non si può permettere. Ed allora trovandoci a differenza Sua all’opposizione presso l’Unione dei Comuni Montani del Casentino ed essendo più curiosi di Lui, intanto lo anticiperemo con un’interrogazione. Sarà così che se quei nomi a noi non ce li vorrà dire, rivolgeremo la domanda a chi di dovere perché sia fatta completa luce su questa indecorosa vicenda.

Perché a noi, francamente, più dei nomi, ci interessano a questo punto le responsabilità.

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