I primi a festeggiare sono stati i piccioni; in piazza Tarlati un grande pennaio ha salutato la mancata fusione di Bibbiena con Ortignano, ma per loro, e per moltissimi altri in verità, soprattutto la mancata possibilità di Bernardini di ricandidarsi. E non certo per paura, tutt’altro, la sua candidatura in fondo sarebbe stata fin troppo debole e attaccabile.

E’ stato il dato di Ortignano Raggiolo ad annullare tutta l’operazione messa in piedi appena dodici mesi dopo quella del referendum a tre, anch’essa fallita, per la volontà di Chiusi. Nonostante sindaci in carica e sindaci passati, Biancaneve e compagnia cantante, abbiano spinto decisi per la fusione, a Ortignano ha vinto nettamente il NO, fine dei giochi.

Il tenero Pistolesi si è subito dimesso con uno scatto di orgoglio di altri tempi. In primavera ci saranno le elezioni quindi anche nel comune di Ortignano.

Nel comune di Bibbiena ha prevalso invece il SI con un distacco di 400 voti, nel referendum del 2017 fu di quasi 800, con una percentuale di votanti simile. L’affluenza anche questa volta è stata decisamente bassa, non oltre il 36%, solo un bibbienese su tre è andato a votare. Un aspetto importante da sottolineare è che, se si escludono le sezioni di Soci e Partina, a Bibbiena il SI ha vinto solo per 19 voti, nel 2017 per oltre 300. Nella sezione del centro storico e a Bibbiena Stazione ha vinto il NO.

Una vittoria del SI a trazione sociana, guarda caso. Forse a Bernardini non resta che tentare, per ricandidarsi, di costituire il Comune di Soci-Camprena e magari tentare l’annessione di Badia. Sicuramente il presidente del Consiglio regionale Giani darebbe il suo convinto appoggio e Bernardini giustificherebbe il neonato comune come “un passo ulteriore verso il Comune Unico del Casentino”. (sic!?!)

Di questa vicenda referendaria che sta mettendo e metterà fine alla “luminosa” carriera di molti (speriamo), resta soprattutto la sconcertante (non) posizione della Regione Toscana che ha dato il via a un referendum, riproposto solo dopo un anno da quello del 2017, voluto da una ventina di consiglieri comunali (di Bibbiena e Ortignano) che hanno deciso per oltre 13.000 abitanti e hanno chiesto un altro referendum senza consultare minimamente i cittadini dei loro comuni! Queste iniziative nate nelle segrete stanze, che poi costano anche diversi soldi pubblici, invece dovrebbero essere promosse con la più larga e consapevole partecipazione popolare possibile.

Come momento top della campagna elettorale, in cui gli amministratori sono entrati a gamba tesa facendo una spudorata propaganda invece di essere come logica e legislazione vuole al di sopra delle parti, è stata l’uscita infelice del giovane assessore Vagnoli (“Chi vota NO odia il Casentino”), affermazione priva di senso e misura che dovrebbe restare a futura memoria come esempio da non seguire per chi vuole fare l’amministratore della cosa pubblica.

Comunque sia, ora iniziano i giochi per le elezioni amministrative di maggio, in cui quasi tutto il Casentino rinnoverà i suoi primi cittadini e i suoi consigli comunali.

Dopo questo referendum di una cosa siamo certi; a Bibbiena ci sarà un nuovo Sindaco…

Il Badalischio