di Melissa Frulloni – Qualche settimana fa ho avuto il piacere di trascorrere una mattinata alla Scuola Secondaria di Primo Grado “Bernardo Dovizi” di Bibbiena, invitata dalla professoressa Giulia Cafaggi, che segue il progetto del giornalino scolastico School News.
I ragazzi che partecipano alla redazione provengono da classi diverse e hanno età differenti. Formano un gruppo eterogeneo, unito però dalla stessa curiosità e dalla voglia di raccontare ciò che accade dentro e fuori la scuola. Un po’ come una vera redazione.
L’incontro era nato per presentare CASENTINO2000 e WEARE, ma fin dall’inizio ho cercato di evitare l’impostazione della classica lezione frontale. Più che spiegare, volevo coinvolgere, più che parlare, volevo ascoltare. Così le ore trascorse insieme si sono trasformate in un laboratorio fatto di giochi, confronti e sfide. Abbiamo parlato di fake news e di come riconoscerle, di titoli clickbait e del perché spesso attirino la nostra attenzione, dell’uso dei social come principale fonte di informazione e della necessità di verificare sempre le fonti prima di condividere una notizia.
Abbiamo anche scoperto insieme come nasce un giornale, quali sono gli elementi che compongono un articolo e quale ruolo abbiano titolo, sommario e testo nel raccontare una storia in modo efficace. La parte più divertente è arrivata alla fine: ho lanciato ai ragazzi una sfida, scrivere un articolo di giornale in appena venti minuti! In palio c’era un premio concreto, il migliore sarebbe stato pubblicato sulle pagine di CASENTINO2000.
Il vincitore è stato Andrei, il cui articolo trovate pubblicato proprio in queste pagine. Ma sarebbe ingiusto fermarsi al nome di chi ha conquistato il primo posto. Tutti i partecipanti hanno saputo proporre argomenti interessanti, sviluppare idee originali e dimostrare una sorprendente capacità di osservazione e sintesi. Qualcuno doveva vincere, certo, ma il livello generale è stato davvero alto.

Tornando in redazione ho ripensato a lungo a quella mattinata; mi ha lasciato addosso una sensazione molto simile a quella che avevo provato durante il laboratorio di giornalismo realizzato con WEARE al Liceo Petrarca di Arezzo: quella di aver incontrato ragazzi attenti, preparati, curiosi ed entusiasti. Spesso sentiamo parlare delle nuove generazioni solo attraverso una lente negativa; si raccontano i casi di cronaca, le baby gang, il disinteresse, la disattenzione. Problemi reali, certo, che esistono e che non vanno ignorati, ma non possono diventare l’unica narrazione possibile, perché esistono anche ragazzi che leggono, che fanno domande, che hanno opinioni, che cercano di capire il mondo e di trovare il proprio posto al suo interno. Ragazzi che meritano fiducia prima ancora che giudizi.
Nel precedente editoriale, intitolato “Se cambia il vento”, riflettevamo proprio sulla necessità di guardare con occhi diversi alle nuove generazioni. Dopo questa esperienza alla scuola media di Bibbiena, mi sento di dire che quel vento, forse, sta già cambiando. E che, in Casentino, soffia nella direzione giusta.
Complimenti ad Andrei e a tutti i ragazzi di School News, continuate a fare domande, a coltivare la curiosità e a raccontare il mondo con i vostri occhi. Il giornalismo, in fondo, nasce proprio da lì.
I tre consigli più importanti per sopravvivere alle scuole medie senza grandi problemi Spesso le scuole medie fanno paura ai ragazzi per vari motivi: troppe verifiche, troppo studio e gli esami finali. Per questo motivo molti pensano di non poter più uscire e giocare con gli amici e affrontano già il primo giorno con molta ansia e stress, sia perché è una nuova esperienza sia per la paura di non trovare amici. A volte queste paure accompagnano gli studenti fino alla fine del percorso triennale.
Per iniziare, dovete dimenticare ciò che spesso viene detto per spaventare i più piccoli, cioè che non ci sarà più tempo per uscire. In realtà non è vero: nel fine settimana, per esempio, potrete uscire senza alcun problema. Anche durante la settimana potrete organizzare un’uscita con gli amici: prima studiate e fate i compiti, poi concedetevi un po’ di svago come ricompensa per l’impegno nello studio.
Come secondo consiglio, non pensate continuamente al tempo e non imponetevi limiti troppo rigidi durante lo studio. Non fatelo nemmeno se praticate uno sport, perché fissare un tempo preciso potrebbe aumentare l’ansia di non riuscire a terminare tutto. Di conseguenza, rischiereste di imparare meno. Piuttosto, iniziate a studiare con un po’ di anticipo e chiedete ai vostri genitori di avvisarvi poco prima di dover uscire: in questo modo non avrete paura di arrivare in ritardo.
Come terzo e ultimo consiglio, organizzate sempre bene il tempo tra studio e sport. È utile portarsi avanti con i compiti scritti, come gli esercizi, lasciando lo studio e il ripasso per il giorno precedente alle verifiche. Inoltre, cercate di studiare regolarmente ogni pagina che vi viene assegnata. Così eviterete le “scorpacciate” di studio all’ultimo momento, non sarete costretti a studiare fino a tarda notte e ricorderete gli argomenti in modo più semplice e naturale.
Andrei P.


