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giovedì, 1 Dicembre 2022

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Sull’acquedotto di Sala

Riceviamo e pubblichiamo. Sfogliando le News di casentino2000.it mi sono imbattuto in un singolare articoletto anonimo riguardante l’acquedotto dell’abitato di Sala sito nei Comuni di Poppi e Pratovecchio – Stia e ho sentito la necessità di scrivere anch’io qualcosa in merito, spinto forse da un senso di appartenenza, in quanto residente nella frazione di Sala. Non sbaglia il “Signor X” nel dire che tutte le famiglie di Sala hanno l’acqua in casa, derivante da sorgenti o pozzi. Purtroppo molto spesso non è sufficiente fare un buco in terra per eliminare il problema di un decente approvvigionamento idrico; le sorgenti, per le caratteristiche geo- pedologiche del territorio, non hanno abbondanti portate, ma soprattutto presentano una spiccata variabilità di portata che tende drasticamente a diminuire in concomitanza di periodi siccitosi ed in tal senso gli andamenti climatici degli ultimi anni non hanno certo aiutato.
I pozzi ad uso familiare ubicati nella porzione più pianeggiante della frazione di Sala, pur fornendo, a volte, maggiori garanzie di approvvigionamento idrico sotto il profilo quantitativo, presentano delle criticità di natura qualitativa a causa dei sedimenti di lignite presenti nel sottosuolo (le vecchie miniere di Cà Maggio e di Porrena ne sono testimonianza) che rendono l’acqua emunta di color giallastro e portatrice di una quantità infinita di micro particelle solide in sospensione.
Ma non voglio addentrarmi ulteriormente nella descrizione delle condizioni di approvvigionamento idrico delle famiglie di Sala, in quanto i contributi già pubblicati da alcuni miei concittadini rispecchiano egregiamente lo stato delle cose.
Per quanto riguarda la domanda che si pone il “Signor X” in merito al costo complessivo dell’intervento vorrei fare alcune considerazioni.
E’ indubbio che la realizzazione di questo acquedotto sia palesemente onerosa. Qui non si tratta di fornire acqua ad un nucleo abitativo di ridotta estensione spaziale, ma di creare una rete di distribuzione di alcuni chilometri per fornire acqua a unità abitative distanti tra loro (le così dette “case sparse”). In tal senso l’obiettivo da tener presente non è l’onere sostenuto, ma il beneficio che se ne trae. E quando si parla di erogazione di beni primari come l’acqua, penso che non ci siano molte incertezze. Le Amministrazioni (che qui ringrazio), che hanno voluto la realizzazione dell’acquedotto di Sala, bene hanno fatto, perché questo non fornirà solamente degli indubbi vantaggi alle famiglie che ne beneficeranno, ma le risorse finanziarie impiegate serviranno ad elevare a standard di qualità e benessere maggiori una porzione del proprio territorio e questo sicuramente andrà a vantaggio di tutta la Comunità.
D’altronde i 700.000 euro preventivati per la realizzazione dell’acquedotto non provengono dalle casse comunali, se non per una parte in forma di contributo. Il resto è stato versato direttamente dalle famiglie aderenti al progetto, mentre la quota preponderante è stata erogata dalla società Nuove Acque, proprietaria dell’opera, sotto forma di proprio piano di investimento finalizzato alla futura attivazione dei canoni per l’erogazione dell’acqua da loro stessi gestita. Le valutazioni espresse dal “Signor X”, connotate da qualunquismo e pressappochismo, rispecchiano purtroppo quell’abitudine ancor oggi molto radicata nella nostra società di “sparare a zero” su tutto, magari nell’oscurità dell’anonimato, con il solo intento di offuscare e polemizzare sull’operato degli altri.
Nicola Siemoni

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