13.7 C
Casentino
venerdì, 17 Aprile 2026

I più letti

Sullo scandalo del gruppo Facebook “Mia moglie”

Lo scandalo del gruppo Facebook “Mia moglie” dedicato alla condivisione, spesso non consensuale, di immagini private di donne, ora al centro di un’indagine della Polizia Postale, riguarda un po’ anche il Casentino. All’interno del gruppo, aperto nel 2019 e completamente libero, sembra figurino nomi di residenti sul territorio. Ieri il gruppo, segnalato da diverse associazioni femminili, è stato chiuso.

Sulla vicenda interviene Eleonora Ducci in qualità di Assessora alle pari Opportunità dell’Unione del Comuni Montani del Casentino, Sindaca di Talla e per un decennio delegata Anci Toscana per il contrasto alla violenza di genere.

Sindaca, Jim Lovell sull’Apollo 13 disse “Huston abbiamo un problema”, qui ne abbiamo 32 mila e sembra, anche vicini. Esatto. Ci siamo scandalizzati per il caso Pelicot, un caso lontano, che invece non è così lontano e lo dimostra ampiamente il gruppo “Mia moglie”. Perché il problema non è solo di coloro che hanno condiviso foto senza il consenso delle mogli ma anche di coloro che – vogliamo dire con leggerezza? – hanno messo mi piace e hanno partecipato senza chiedersi nulla e senza fare nulla, di chi sta a guardare senza chiedersi cosa ci sia dietro, se quelle donne sapessero o volessero”.

Abbiamo cioè un problema con il tema del consenso? E’ un punto dolente in Italia quello del consenso, in realtà non ne stiamo parlando a sufficienza e quando accade è in cerchie ristrette di persone che si stanno adoperando in questo senso con non poche difficoltà. In Francia per esempio, se ne parla molto, sia dal punto di vista sociale, educativo e a livello di giurisprudenza, dove si è andati anche oltre, definendo confini e affrontando il tema del consenso insieme a quello del desiderio. Purtroppo in Italia abbiamo in questo senso un problema educativo che parte da lontano, cito solo un titolo “Dalla parte delle bambine”, un libro che dice tanto sulla questione femminile nel nostro paese”.

Qual è il suo punto di vista su questa vicenda? Sarò diretta: si tratta di un gruppo di cialtroni che fanno online quello che nella vita quotidiana non riescono a fare. E comunque resto dell’idea che non possiamo derubricare la cosa come una leggerezza, una cosa tanto per ridere o cose simili. Certamente ad indagare penseranno le autorità, ma già è emerso che situazioni del genere servono comunque per altro, per adescare e questo ci riporta nuovamente al caso Pelicot. Non possiamo abbassare la guardia, anche se l’abuso sembra solo digitale diciamo. Rilancio la domanda di un libro che ritengo illuminante: “Possiamo vivere con gli uomini? La risposta è agire, noi come donne ma anche gli uomini che non si ritrovano in questa cultura. Tacere non è possibile”. 

Cosa si sta facendo anche a livello locale sul fronte dell’educazione alla cultura di genere? La Regione Toscana in questo è molto sensibile, sono state stanziate risorse importanti nei PEZ per portare nelle scuole progetti sulla parità di genere e sull’educazione verso questi temi. Come zona abbiamo attivato da tempo uno sportello territoriale a Poppi dedicato alle donne, collaboriamo con il Pronto Donna con tante iniziative nelle scuole; siamo partners di un progetto sulla tratta e promuoviamo direttamente anche percorsi negli istituti scolastici del Territorio. Ma rimane il tema dell’educazione all’affettività che non si vede e non si fa e questo non aiuta. Dobbiamo aiutare anche le famiglie che non riescono ad arginare ad esempio il problema dei social, sui quali le pratiche sessuali e i corpi esposti come merce, ci rendono tutti fragili, impreparati”. 

Sindaca il privato è politico, come si diceva in altri tempi? Io dico che siamo soggetti collettivi e chi amministra ha ancora più responsabilità in questo. La questione che molti definiscono banale del linguaggio è un tema tra tanti: se non declino al femminile i ruoli, significa che le donne in quei ruoli sono invisibili e un corpo invisibile è un corpo che può essere utilizzato anche senza il consenso. Abbiamo come amministratrici e amministratori un obiettivo collettivo. Parlo di sorellanza: non possiamo tacere e non agire quando accade qualcosa che coinvolge una donna nel suo essere parte di una società e di un soggetto collettivo, quello delle donne, si tratta di un vero e proprio progetto politico che è innanzitutto un percorso di rispetto reciproco e di equità”.

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.