di Mauro Meschini – Non aspettatevi un’intervista che rispetta un minimo di regole e in cui i ruoli tra chi pone domande e chi risponde sono ben definiti. Anzi, non aspettatevi proprio di leggere un’intervista; questo è, invece, il racconto di uno scambio di punti di vista tra due “viaggiatori” che si sono incontrati un po’ per caso, che hanno storie diverse alle spalle e idee diverse per il futuro ma che sinceramente e “a pelle”, si rispettano reciprocamente.
Con Paolo Agostini d’altra parte non può essere che così; o ci parli direttamente e senza problemi gli esponi quello che pensi, senza tanti fronzoli e giri di parole, o rischi di essere mandato direttamente a quel paese.
Ci siamo incontrati la prima volta poco dopo la sua elezione a sindaco nel 2014 e, con il tempo, dopo alcune diffidenze iniziali, abbiamo trovato modi e argomenti per confrontarci e seguire anche in qualche caso, un percorso comune.
Non abbiamo dimenticato quello che è successo nell’anno in cui Paolo Agostini, da Presidente dell’Unione dei Comuni ha posto, a modo suo ma con tutte le ragioni del mondo, la questione di cambiare radicalmente la politica e la gestione del potere in questa vallata. Una battaglia che non poteva non trovarci dalla stessa parte, ognuno nel suo ruolo e con le proprie idee, per questo durante quei duri mesi ci siamo più volte incontrati, questo ha fatto nascere quel legame di cui parlavamo all’inizio e ci ha fatto sentire molto vicini a lui non solo nel momento in cui l’oligarchia locale ha trovato il modo di fermarlo ma anche, e soprattutto, per il difficile percorso che ha dovuto fare in questi ultimi anni per tutelare la sua salute.
Oggi siamo felici di ritrovarlo combattivo e presente, e di poter vedere di nuovo il suo profilo Facebook così “esplosivo”.
Naturalmente questo non vuol dire che, oggi come in questi anni, ci troviamo d’accordo su tutto, anzi, forse in questo momento stiamo seguendo strade ancora più lontane e divergenti, ma questo non ci ha impedito di provare a raccontarci e a scambiarci quello che pensiamo.
Più che un’intervista proviamo a fare una chiacchierata in campo libero, anche perché, oltre alle domande, vorrei aprire un po’ il confronto considerato che non sono proprio convinto di tutto quello che ho letto sul tuo profilo Facebook. Ma partiamo dalle cose che uniscono… davvero sembra che il Casentino abbia voltato le spalle al PD…
«Finalmente anche il Casentino ha voltato le spalle al PD, basta pensare al risultato di Bibbiena, Ortignano Raggiolo, Castel Focognano e soprattutto Castel San Niccolò che fortunatamente ha eletto un grande sindaco come Antonio Fani con oltre il 60% di voti, che secondo me aiuterà anche a cambiare l’unione dei comuni…».
Quello che però è accaduto è che, per quanto riguarda il voto europeo, i consensi si sono riversati su un partito che dovrebbe essere distante anni luce anche dalle tue idee. Sinceramente non posso assolutamente condividere il tuo entusiasmo per il governo “brasiliano”… non credi che sia un pericoloso mix di razzismo, improvvisazione, violenza, populismo e oscurantismo?
«Assolutamente no, caro Mauro, comunisti si è nell’atteggiamento non nelle chiacchiere… e te sai meglio di me che in Casentino, e soprattutto in Toscana, chi ha dato il voto a Salvini sono i compagni operai, agricoltori, artigiani, piccoli impiegati pubblici e privati che non ne possono più di una cosiddetta sinistra che di fatto difende solo i privilegi delle pensioni e degli stipendi d’oro, le banche, la finanza e le multinazionali che di fatto ammazzano il futuro della gente».
Anche a livello di Casentino non è che i risultati delle elezioni amministrative abbiano rappresentato una novità. Per quanto ci riguarda prima del voto avevamo evidenziato come non ci fosse una visione a livello di vallata. Ogni comune è andato per la sua strada e il risultato, meno clamoroso delle Elezioni Europee, offre un quadro molto frammentato…
«Come io avevo previsto già quattro anni fa, l’idea del Comune Unico o della fusione in quattro comuni da me cercata con tutte le mie forze, purtroppo non si avvererà mai… l’unica speranza che ora ha il Casentino per parlare con una voce sola è che il nuovo presidente con la sua giunta riesca davvero a far diventare l’Unione un ente pubblico che funziona, dove con il rientro di Bibbiena e Pratovecchio Stia si possa davvero smettere di sperperare soldi pubblici per fare le stesse cose e organizzare l’urbanistica, il sociale, la forestazione, i tributi, il personale, i vigili e la sicurezza in modo il più funzionale possibile per la gente…».
Non sono d’accordo sul fatto che l’Unione sia la soluzione. Mentre i temi per parlare con un’unica voce istituzionale a livello di vallata ci sarebbero. Intanto restituire funzioni ed efficienza all’ospedale di Bibbiena. Non credo sia facile dimenticare quello che è stato detto e fatto dopo il tuo rifiuto iniziale di firmare i patti territoriali… Ma se vogliamo dare un futuro a questa vallata, che da anni sta perdendo abitanti in particolare nelle frazioni e nei comuni più piccoli, occorre garantire un livello di sicurezza sanitaria elevato… e questo potrebbe anche essere un elemento che attrae nuovi residenti…
«Anche su questo ho detto quello che pensavo cinque anni fa e cioè che l’ospedale del Casentino dopo aver perso il Punto Nascita piano piano sarebbe stato svuotato in modo che al massimo diventasse una mega casa di riposo per far morire dignitosamente tante persone anziane che non trovano più posto nelle proprie famiglie. Io sono stato l’unico sindaco a votare contro la chiusura del Punto Nascita perché come ho detto prima era chiara la direzione che il PD regionale stava dando al nostro ospedale… in quel momento sembrava, sponsorizzati anche da vari comitati della salute, che i Patti Territoriali fossero la panacea di tutti i mali… solo io riuscii a organizzare una riunione a Castel San Niccoló dove c’erano tutti gli attori principali di questo film, dal Desideri ai presidenti dei comitati della salute. Purtroppo mi fidai di quello che tutti quella sera promisero, dalla A alla Z, e firmai i famosi Patti Territoriali… ma ancora una volta avevo ragione io… quei patti si sono dimostrati un bluff che di fatto continua a penalizzare la gente casentinese. A questo punto dobbiamo sperare che creino una struttura, smettendo di mentire e raccontare favole, che accompagni davvero dignitosamente tanti nostri anziani all’ultimo metro di vita in maniera dignitosa, prima che anche quell’edificio diventi una cattedrale nel deserto».
Comunque sia, insisto nel dire che non possiamo dimenticare e non riproporre il tema del Comune Unico. Se ci fosse già oggi avremo avuto l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale al ballottaggio con un panorama politico più trasparente e meno il ricorso ad anonime liste civiche che si inventano last minute per l’occasione…
«Ho già risposto: il Comune Unico è come un ospedale funzionante, come il centro di recupero di Cerromondo, con una piscina vuota da oltre 10 anni… non lo faranno mai… l’unica speranza è una Scozia che conquisti tutto il Casentino».
Prima di parlare della Scozia torno alla politica nazionale, perché non posso rassegnarmi al fatto che tu sia diventato leghista o grillino. Vorrei sapere se credi che valga la pena continuare ad impegnarsi per ridare visibilità e forza ad un’area, che esiste e che chiamiamo per comodità di sinistra, in cui possano incontrarsi e lavorare insieme coloro che non condividono le politiche del PD, ma che non sopportano neppure i rigurgiti fascisti, omofobi e razzisti di troppi tra quelli seduti in parlamento. Uno spazio in cui incontrare coloro che credono sia fondamentale difendere il futuro del nostro pianeta, ma anche tutelare i principali diritti civili individuali e che sono convinti che si debba lavorare per vivere e non il contrario… Prima della tua risposta dico subito che per me è una priorità… e per te?
«Per me la priorità è essere dalla parte opposta di dove è il PD, caro Mauro… come ti ho già detto ci sono tanti compagni passati alla Lega e non si sentono di certo fascisti o omofobi, e tanti altri ne passeranno la prossima volta. Per i valori che ci accomunano a noi due da quando siamo nati ti rispondo con una parola sola: io mi rivedo molto più in Alessandro di Battista è Luigi di Maio che in Grasso, la Boldrini, Bersani, Speranza,  Capanna e chi più ne ha più ne metta, compreso Landini  e la Camusso… tutti fenomeni comunisti che insieme a Napolitano hanno messo lì Monti e la Fornero con tutti i suoi fratelli. Coloro che in una notte hanno messo di mezzo milioni di lavoratori in modo vergognoso e col silenzio assordante di un sindacato che oggi critica quota 100 o il reddito di cittadinanza… Mauro lasciamo perdere sennò mi fai incazzare anche te che ancora metti la faccia per questi… davvero una parola sola… gialloverde tutta la vita».
Dalle scelte di molti di questi personaggi sono personalmente distante anni luce, ma gli ideali e i valori che credo fondamentali mi portano a cercare altre strade da seguire… e a proposito di obiettivi… La Scozia casentinese alla fine che cosa è? Una provocazione? Il modo di attirare attenzione? Oppure uno strumento che può diventare utile per costruire altro… ma con chi e per cosa?
«L’ho già detto, è l’unica speranza che attraverso uomini e donne capaci, trasparenti, seri e soprattutto onesti… può far rinascere Castel San Niccoló in primis e il Casentino dopo. La Scozia è sola, non ha tessere di partito, non ha partiti, ma solo uomini e donne libere e, soprattutto, oneste che non sperpereranno mai soldi pubblici. Castel San Niccoló ne sarà la prova concreta».
Vedremo cosa accadrà, anche se rimango più che convinto che il colore di questa “Nuova Scozia” non mi piace proprio per niente.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 308 | Luglio 2019) NB Questo articolo è stato realizzato prima della caduta del Governo giallo-verde.