“Basta aumenti di balzelli e carrozzoni inutili”. Tasse e tariffe, per una che scende (poco) l’altra sale (parecchio). E’ una spirale dalla quale sembra impossibile uscire, nonostante che sia l’ultima cosa di cui c’è bisogno nel Paese con la più alta pressione fiscale d’Europa”. E’ questo il commento di Confartigianato Imprese Arezzo dopo le notizie pubblicate sulla stampa locale circa la possibile diminuzione, in alcuni casi e per percentuali molto basse, dell’Imu e della Tosap ma anche dell’aumento delle tariffe per i rifiuti.
“Prendiamo atto dell’impegno dichiarato dall’assessore Dringoli – dicono a Confartigianato – per cercare quantomeno di limitare il danno, ma dobbiamo comunque dire che il ventilato aumento del servizio è del tutto inaccettabile. Non è possibile che ogni volta le tariffe aumentino invece che diminuire.” E stavolta oltre il danno c’è pure la beffa.
“Non solo la Tares, per ora solo rinviata, farà lievitare il balzello per le piccole imprese e lo farà scendere per le grandi banche – sottolinea il presidente provinciale Ferrer Vannetti – ma ci si mette anche il nuovo Consorzio Sei Toscana che ha presentato un piano che prevede l’aumento dei costi medi del 20% con punte del 30%. E pensare che l’arrivo del Consorzio era stato reclamizzato come un bene perchè doveva essere in grado di abbattere le spese e dunque i costi con importanti economie di scala. E invece….”
Da via Tiziano parte dunque una presa di posizione e un appello. “No, nel modo più fermo e assoluto ad aumenti che vadano a gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini e delle imprese. Ai nostri rappresentanti nelle Istituzioni, a tutti i livelli, facciamo un appello perchè sventino il pericolo e si impegnino, una volta per tutte, a far sì che non nascano sempre nuovi balzelli e nuovi carrozzoni di cui nessuno sente il bisogno.”