Il battagliero sindaco di Chiusi della Verna, noto per la sua elezione sul filo di lana dello scorso anno e, soprattutto, per il “gran rifiuto” che lo portò a rinunciare alla carica di Presidente dell’Unione dei Comuni; torna a far parlare di sé.
Dopo il clamore portato all’interno del “Carrozzone” da Paolo Agostini, la “normalizzazione” tentata dai sindaci PD ha attribuito a lui il ruolo di protagonista ed è stato così riportato a sedere sulla stessa poltrona rifiutata un anno fa, dopo anche qualche dissapore che ha portato Chiusi della Verna a riprendere in proprio alcuni servizi precedentemente delegati.
Cosa è cambiato?
Per Tellini molto, considerate le difficoltà che incontra in casa propria dove la stragrande maggioranza dei cittadini elettori del suo Comune chiedono un referendum per decidere di procedere ad una maxi fusione con Bibbiena e Ortignano Raggiolo. Per ora il fiero sindaco ha risposto con un netto “NO” alla richiesta popolare, arrivando anche a tappezzare il territorio di manifesti in cui ha sintetizzato il suo pensiero sulla questione.
La nuova chiamata al vertice dell’Unione sembra quindi un modo per ridare ossigeno a una leadership forse appannata, ma non sappiamo quanto possa contribuire a risollevare le sorti di un Ente comunque minato alle fondamenta dalle bordate “scozzesi” che, se non altro, con il rumore prodotto hanno contribuito a far aprire gli occhi a molti.
Oltretutto questa nomina ha già sollevato più di dilemma visto che, nella delibera della Giunta n.104 del 3/8/2015 “Elezione del presidente della Unione dei Comuni Montani del Casentino” si prende atto esplicitamente che “Tellini eserciterà la funzione in maniera temporanea finché la giunta non avrà messo a punto un nuovo progetto politico ed amministrativo…”.
Insomma il Presidente c’è ma non è detto che lo sia per molto, e allora nascono le perplessità su cosa realmente possa fare e decidere in una situazione così precaria, che calza comunque a pennello con l’attuale situazione dell’Unione che si sta dimostrando, sempre che ce ne fosse davvero bisogno, davvero un Ente inutile e ingombrante.
Appaiono quindi un po’ singolari i programmi di lavoro a lungo termine che lo stesso Tellini si è dato e non è stato certo una mossa molto innovativa quella di correre a rinominare gli stessi discussi dirigenti dell’Unione dei Comuni Grifagni e Brami.
In tutto questa vicenda sembra che si voglia almeno salvare l’apparenza, e tenere in piedi le cariche del gigante con i piedi di argilla evidentemente rassicura e porta a pensare che possa servire a questo scopo.
Quello che nessuno si è preoccupato di fare è entrare nel merito delle questioni che sono state poste.
Le fusioni dei comuni sono ormai un atto obbligato e la nascita di due Enti in Casentino sono l’unica vera soluzione da perseguire.
In un contesto del genere l’Unione dei Comuni è oggettivamente inutile e quindi il suo superamento nel più breve tempo possibile è necessario, come è irrinunciabile una valutazione del lavoro svolto da chi si è trovato a ricoprire incarichi di responsabilità al suo interno.
Non strettamente legata alla riorganizzazione amministrativa nella vallata, ma assolutamente attuale è anche la questione della difesa del sistema sanitario pubblico in Casentino e in Toscana. Le norme approvate dalla Regione e quelle previste dal Governo minano alla base diritti fondamentali dei cittadini. I sindaci PD dovranno decidere se seguire le direttive del proprio partito oppure schierarsi con i cittadini che rappresentano e, tra l’altro, sostenere il referendum, ammesso dalla Commissione di garanzia, che chiede l’abolizione della Controriforma sanitaria voluta dal Governatore Rossi e dalla sua Giunta, nella quale ricordiamo siede anche Mister 18.000 preferenze.

Tornando al sindaco-presidente Tellini, nel malaugurato caso si trovasse di nuovo “disoccupato” a breve, potrà almeno dedicare più tempo a rispondere alle legittime richieste che vengono dai cittadini di Chiusi della Verna e, bontà sua, se troverà il tempo potrebbe anche rispondere ai quesiti che gli avevamo proposto il mese scorso e che avremmo voluto pubblicare nel nostro giornale. Per comodità li alleghiamo qui sotto non si sa mai…

1) Lei ha nettamente rifiutato la proposta di giungere ad una fusione tra i comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo. Può qui riassumere la sua posizione…

2) In particolare Lei ha affermato che nel suo programma elettorale non era inserito il tema delle fusioni. Ma possiamo ricordare che le elezioni a Chiusi della Verna hanno visto un quasi pareggio e che adesso un comitato, nato tra i cittadini, ha raccolto in pochissimo tempo quasi 1.000 firme (in percentuale più della metà degli elettori del Comune) per chiedere un referendum sulla possibilità di arrivare alla fusione con Bibbiena e Ortignano Raggiolo? Questo cambia la situazione?

3) Mentre in Casentino si discute, il 2016 si sta avvicinando e per quanto previsto dalla Legge regionale 68/2011 dal 1° gennaio la Regione potrebbe imporre fusioni che, per il Casentino, comporterebbero la nascita di un solo comune al posto dei dieci oggi esistenti. Perché quindi non anticipare questa ipotesi e puntare, almeno, alla creazione di due comuni, con più di 15.000 abitanti, in modo da avere Enti più forti e in grado di avere peso nelle decisioni che le politiche di accentramento che si stanno perseguendo allontanano sempre più dai territori?

4) La nascita di due comuni avrebbe anche un indiscutibile vantaggio: la cancellazione dell’Unione dei Comuni. Soggetto, non eletto dai cittadini, sempre messo in discussione, che non è stato in grado di produrre i benefici che prometteva e che sembra avere solo dato spazio ad ambizioni personali e garantito qualche poltrona. Tra l’altro su questo anche Lei ha avuto modo di esprimere più di una perplessità. Quale è adesso il suo giudizio?

5) Dopo le elezioni sembrano andate in frantumi tutte le promesse e le garanzie che riguardavano l’ospedale di Bibbiena e il Punto Nascita. Dopo l’incontro tra la Conferenza dei Sindaci e il Direttore della ASL8 Enrico Desideri è stato emesso un comunicato, a nome di tutti, che conteneva affermazioni poi apertamente smentite dal Sindaco di Poppi Carlo Toni. Come stanno veramente le cose?