Il Casentino, come tutta la Toscana, è stato inserito nella zona “gialla”, quella con minor criticità Covid. L’inclusione o meno all’interno di una zona o di un’altra, non è data solo dal numero dei contagi, ma anche da tanti altri fattori che, valutati nell’insieme, determinano poi la collocazione di una regione. E la differenza tra zona e zona è molto importante; finire nella zona arancione o addirittura in quella rossa, comporta tante limitazioni in più di quella “libertà vigilata” odierna in cui i toscani e i casentinesi si trovano da oggi.

Forse anche per recuperare il tempo perso dietro alla campagna elettorale, dobbiamo dire che la Regione Toscana sta lavorando intensamente per far sì che la nostra terra resti almeno gialla. Si stanno cercando strutture per posti letto alternativi (come i 500 di Prato), si sfrutteranno di più gli ospedali periferici (sarà coinvolto anche quello di Bibbiena), i medici di base finalmente faranno i tamponi, si sono messe in piedi le centrali di tracciamento dei positivi (una è da oggi operativa ad Arezzo al Centro affari), sono previste assunzioni di nuovo personale medico ed infermieristico (speriamo!), si stanno cercando ulteriori posti letto anche nelle strutture sanitarie private.

Insoma vi è in atto uno sforzo importante della Regione e delle Asl per fare restare la Toscana almeno gialla. Anche a dispetto di quei catastrofisti che per un like in più sparano sentenze e titoli che vedono la Toscana quasi già arancione, sembra quasi che ci sperino… Forse per trovare una dimensione e avere un’importanza che, senza emergenza Covid, altrimenti non avrebbero.

Insieme alle istituzioni, i casentinesi intanto possono contribuire anche loro in maniera decisiva a questa “battaglia gialla” (che è per la nostra salute) tenendo i comportamenti ormai noti; distanziamento, mascherine, lavaggio delle mani ed areazione dei locali.

Essere contenti per dover rispettare SOLO il coprifuoco è davvero surreale, ma, adesso, in questo drammatico inverno, è davvero tanto…