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mercoledì, 22 Settembre 2021

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Trent’anni di storia e di bandiere

di Riccardo Buffetti – Il Casentino è da sempre una terra ricca di storia e i suoi segni sono rimasti negli anni a tracciare le linee guida della civiltà moderna. Modernità che non è sinonimo di abbandono delle tradizioni, anzi: la maggior parte dei paesi che ci compongono riescono, ogni anno, a riportare alla luce vecchie usanze o rievocazioni di fatti importarti realmente avvenuti nel territorio. Uno di questi è sicuramente Subbiano: si possono ancora toccare con mano testimonianze delle vecchie civiltà che hanno abitato in questo luogo prima di noi; analizzando anche solo il nome stesso notiamo delle influenze importanti; si presume che Subbiano derivi dall’espressione latina “Sub Jano conditum”, tradotto “Costruito al tempo di Giano”. Queste tracce e la passione per il passato e per il coinvolgimento del paese hanno portato trent’anni fa alla nascita dell’Associazione Rievocazioni Storiche – Gruppo Storico Musici e Sbandieratori “Città di Subbiano”.

«Ci siamo costituiti nel 1991, nati dalla passione e dall’attaccamento alla Terra di Subbiano. Il gruppo è costituito da figuranti, sbandieratori e musicisti (chiarine e tamburi). – Dice Michele Neri, Presidente da oltre 18 anni del Gruppo A.R.S.S. – È iniziato tutto perché Subbiano voleva avere una rievocazione storica per l’evento che ogni anno si festeggia nel mese di settembre, la festa dell’uva. Un gruppo di amici chiese aiuto all’allora parroco Don Guido per capire come potersi muovere. Dobbiamo a lui l’intuizione di creare un gruppo locale. Le ricerche ci hanno poi portato al 1380, scovando un evento interessante da riproporre come usanza: la sottomissione della balìa di Subbiano alla Repubblica Fiorentina».

Quello è stato il primo passo per creare una tradizione nel territorio subbianese…
«Esattamente. Da quel punto di partenza Don Guido, anima del gruppo e allora direttore artistico, facendosi aiutare dalle sarte del paese iniziò a creare i vestiti, ispirandosi con estremo rigore (e quando possibile adoperando vecchi tessuti di broccato e damasco) a dipinti di Piero della Francesca e di Masaccio. Dai vestiti passammo poi ai musici grazie alla collaborazione con la banda di Subbiano, insieme riuscirono ad organizzare lo spettacolo con le chiarine. In integrazione vennero aggiunti successivamente, per un gruppo a piena funzionalità, anche gli sbandieratori. Dal ’91 fare la rievocazione storica sempre prima della festa dell’uva, in una delle piazze più importanti di Subbiano (Piazza Castello) è diventata una tradizione. La manifestazione ha successivamente portato alla nascita anche della cena medievale nel borgo del paese, nella quale i commensali potevano gustare vivande preparate su vecchie ricette».

Eventi che hanno permesso all’intero gruppo di sbarcare anche fuori dal proprio territorio…
«Nel 1999 abbiamo avuto la nostra prima uscita all’estero, in Corsica. Siamo stati per molti anni in Francia, insieme a Talla, e in Germania e Slovenia. Ovviamente giriamo molto spesso la nostra penisola, così come siamo molto attivi, grazie alla collaborazione con il Comune di Subbiano, nelle iniziative locali. A proposito di iniziative, piuttosto recenti, vorrei evidenziare che durante le fasi acute della pandemia, non potendo svolgere la nostra attività, abbiamo messo a disposizione i nostri mezzi (oltre che noi stessi) per aiutare “Gli Amici della Spesa”, gruppo che si è creato durante il lockdown per supportare le famiglie in difficoltà. L’associazione deve fare anche del sociale verso la popolazione».

Ma quante persone compongono oggi il gruppo storico?
«L’Associazione, tra raffiguranti, sbandieratori e musici conta oltre cento persone! Dal 1991 ad oggi sono passate tante generazioni, ma alcuni fondatori, come me, il capo dei musici e il capo sbandieratori, sono rimasti per cercare di tirare le fila. Siamo sempre andati in crescendo grazie all’inserimento graduale di ragazzi e ragazze del paese».

A settembre l’associazione compirà trent’anni, un traguardo importante…
«Per l’occasione volevamo riproporre la sottomissione e tutta la rievocazione, l’atto con cui è nato questo gruppo. Dobbiamo capire se con le restrizioni Covid possiamo provare a riproporre il tutto. L’attività è comunque ripresa da quando abbiamo potuto suonare fuori (aprile, maggio). Nonostante la temperatura non fosse proprio favorevole e la paura ancora tanta, la risposta è stata davvero molta. Il futuro? Speriamo di trovare sempre dei ricambi generazionali per portare avanti le tradizioni di Subbiano, per le persone che hanno creduto nell’Associazione e che oggi non ci sono più, oltre al territorio stesso».

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