Vogliamo raccontarvi una piccola storia sulla riforma del lavoro Renziana, il famoso Job Act. Una medio-piccola azienda di Arezzo ha nella sua forza lavoro, da ormai molti mesi, 17 interinali, cioè lavoratori assunti tramite agenzia, tutti con contratto a tempo DETERMINATO. Con l’approvazione del Job Act, i 17 vengono tutti assunti a tempo INDETERMINATO. Il proprietario, dopo aver riflettuto a lungo, ha optato per questa scelta, ribadendo più volte: “Tanto con questa legge li mando a casa quando voglio”.

Risultato? L’azienda risparmierà per 3 anni più di 400 mila euro in contributi (è logico che l’imprenditore può e deve usare tutti gli strumenti che la legge gli concede per contenere i costi della sua azienda), i neo assunti avranno praticamente le stesse garanzie che avevano con il precedente contratto a tempo determinato. Qualcuno, Renzi, il PD o qualche altro esperto, esulterà dicendo che ad Arezzo si sono creati 17 nuovi posti di lavoro.

A parte il fatto che i posti di lavoro, nel caso in questione (e nell’80% almeno di tutti i nuovi contratti nazionali con il JA), NON aumentano di una virgola, vogliamo fare tre considerazioni.
1. CHI PAGA? Certi che questi “neoassunti” si vedranno versare i contributi figurativi all’INPS dallo Stato, tramite la fiscalità generale, possiamo affermare che SAREMO TUTTI NOI A PAGARE QUESTA MAGGIORE “COMPETITIVITA’” DEL SISTEMA, MAGARI CON IL GIA’ PROGRAMMATO AUMENTO DELL’IVA. Rudurre i lauti compensi dei politici, a partire da quello di Renzi che non ha mai lavorato in vita sua, non è il caso, vero?
2. Come riportato in una campagna promozionale per l’assunzione tramite il Job Act leggiamo: “Vantaggi per l’azienda: Caro imprenditore, potrà godere degli stessi vantaggi a tariffe realmente concorrenziali, mantenendo per la Sua azienda tutta la flessibilità del contratto a tempo determinato!
3. Dopo 3 anni l’azienda può licenziare tutti i 17 “assunti” con il Job Act e il mese dopo riassumerli tramite l’agenzia interinale con il vecchio contratto. Con questa operazione l’azienda ha risparmiato, anche effettuando la conciliazione e riconoscendo ai dipendenti licenziati 1 mensilità per ogni anno, ben 477 mila euro (tra contributi non versati e risparmio provvigione agenzia)!!!

E’ solo un piccolo esempio, e ognuno può e deve esprimere un proprio giudizio su questo, magari approfondendo la cosa e studiando l’inquietante tabella che riportiamo sotto.

Solo un consiglio: attenzione quindi alle bufale che giornalmente vi sommistrano i telegiornali nazionali e le veline locali (a proposito, il risparmio in contributi dell’azienda ipotetica di cui sopra è uguale a quanto ci costa solo uno dei tanti politici nostrani, tipo il Ceccarelli, in 3 anni: più di 400 mila euro…).

Meditate, gente meditate e attenzione all’indigestione di… bufala.