di Marco Roselli – Rosa L., 1753 è un genere della famiglia delle Rosacee che comprende oltre 250 specie, diffuse in Nord America, Europa, Africa e Asia. Fossili ritrovati sulle Montagne Rocciose mostrano segni di foglie di rosa. Si tratta delle tracce più antiche della rosa che risalgono all’era Paleolitica, circa 35-32 milioni di anni fa. Il genere comprende specie cespugliose, sarmentose, rampicanti, striscianti, arbusti e alberelli a fiore grande o piccolo, a mazzetti, semplici o doppi, con frutti ad achenio contenuti in un falso frutto; le specie spontanee in Italia sono oltre 30. Da un punto di vista pratico le rose sono raggruppate in botaniche, antiche e ibridi moderni, come meglio di seguito descritto.
Rose botaniche Le rose botaniche sono il nucleo primitivo da cui derivano le rose moderne. Si tratta di arbusti che crescono spontanei, quasi sempre non rifiorenti. Producono molti polloni dando vita a cespugli aggrovigliati, con rami lunghi e flessibili. I fiori sono molto semplici, con solo 5 petali, nelle tonalità del bianco e del rosa. Tra le specie più note abbiamo la Rosa canina, largamente diffusa nelle colline del Casentino, che in in autunno inverno porta fruttificazioni di colore rosso vivo, e la rosa Rosa gallica. Le rose botaniche sono molto rustiche e resistenti alle malattie più comuni. Le rose botaniche hanno una sola fioritura in primavera oppure a metà estate e producono fiori singoli a cinque petali e frutti decorativi in autunno (cinorroidi). Il loro uso, oltre che ornamentale è anche medicinale. Greci, romani e persiani già conoscevano l’uso medicamentoso. (Plinio)
Rose antiche Le rose antiche vengono classificate in base a parametri storici, botanici e genetici, con risultati spesso discordanti a causa dell’origine sovente incerta. Le denominazioni indicate per i gruppi sono quelle utilizzate da Edward A. Bunyard in Old Garden Roses, del 1978, mentre tra parentesi è indicato il nome della specie capostipite. I colori delle rose antiche vanno dal bianco a tutte le tonalità di rosa, fino al cremisi e violetto. Spesso la fioritura è unica. Si dividono in due grandi gruppi: uno denominato “A”, di origine europea e un altro “B”, costituito da ibridi tra rose europee e orientali. Le caratteristiche comuni delle rose antiche sono quelle di avere un colore verde opaco del fogliame e una fioritura unica in maggio – giugno. Esistono tuttavia rose antiche rifiorenti ottenute per ibridazione tra soggetti appartenenti ai due gruppi indicati.
Gruppi di rose antiche
Rosa Alba (R. alba)
Rosa Bourbon (R. bourboniana)
Rosa Centifolia (R. centifolia)
Rosa Damasco (R. × damascena)
Rosa Sempervirens (R. sempervirens)
Rosa Muscosa o Moss (R. centifolia muscosa)
Rosa Muschiata (R. moschata)
Rosa Polyantha (R. multiflora)
Rosa Portland (R. portlandica)
Rosa Rugosa (R. rugosa)
Rosa Tea (R. tea)
Rose moderne Nell’anno 1867 nasce la prima «rosa moderna», il primo Ibrido di Tea. Questa data si considera, per convenzione, una sorta di spartiacque tra le rose antiche e quelle moderne. I colori delle rose moderne abbracciano tutti quelli dello spettro, tranne il blu scuro. La rifiorenza, che si prolunga fino a settembre inoltrato è un carattere delle rose moderne, così come il verde lucido del fogliame.
A seconda dell’habitus vegetativo e del portamento, abbiamo:
- Rose a cespuglio
- Rose ad alberello
- Rose arbustive
- Ibridi di Teae Floribunde
- Rose miniatura
- Rose tappezzanti
- Rose sarmentose

La potatura delle rose
Quando potare Nelle nostre zone è consigliabile effettuare la potatura a febbraio-marzo. È comunque opportuno intervenire sempre prima della ripresa vegetativa, in quanto una potatura tardiva pregiudica e ritarda la prima fioritura, con notevole sforzo per la pianta. Questo aspetto è molto importante nelle rose molto vecchie che per loro fisiologia hanno meno vigore.
Come potare Regole generali di potatura delle rose
Quelle che seguono sono indicazioni di massima che valgono solamente come regole generali in quanto, per poter intervenire correttamente, risulta fondamentale conoscere le tipologie di rose che dobbiamo gestire e le loro specifiche esigenze.
Come molti altri arbusti le rose si dividono in piante che fioriscono sui rami dell’anno e arbusti che fioriscono sui rami dell’anno precedente. Una ulteriore suddivisione è relativa al carattere della fioritura la quale, come già detto, è propria di molti arbusti moderni e meno delle rose antiche; totalmente assente nelle botaniche.
Gli arbusti che fioriscono sui rami dell’anno vanno potati presto in inverno (febbraio) e con tagli piuttosto drastici in modo da favorire l’emissione di rami nuovi vigorosi che porteranno i fiori. Le rose che fioriscono nei rami dell’anno precedente, invece, vanno potate dopo la fioritura avendo cura di sfoltire i rami e favorire l’emissione di germogli nuovi che andranno a fiorire l’anno successivo.
- Distanza di taglio sui rami e loro inclinazione Diciamo subito che le forbici devono essere ben affilate in modo da effettuare un taglio netto, senza che il tessuto esterno si disorganizzi, permettendo l’ingresso delle malattie. Il primo taglio da sinistra è troppo alto rispetto alla gemma e ciò farà disseccare la parte distale. Il taglio centrale è troppo vicino alla gemma e ciò rischia di intaccare il tessuto generativo della stessa. Il taglio a destra è corretto. Il taglio di potatura va praticato non più di 6-8 millimetri al di sopra di una gemma rivolta verso l’esterno del cespuglio.
Aspetti tecnici comuni
In fase di potatura secca:
- Asportate i rami morti, quelli troppo vecchi e quelli spezzati o ammalati, tagliando all’altezza di una gemma rivolta verso l’esterno;
- Eliminate i rami deboli o sottili, per favorire gli steli più vigorosi;
- Asportate i rami che si incrociano, eliminando i più deboli e quelli che si dirigono verso il centro del cespuglio per permettere alla pianta di ricevere luce e aria anche all’interno.
Durante l’estate si procede alla potatura verde la quale prevede le seguenti operazioni:
- Eliminazione dei polloni (rami selvatici che crescono dalle radici o dal fusto sotto il punto d’innesto);
- L’eventuale diradamento dei boccioli per ottenere fiori più grandi;
- L’asportazione dei fiori sfioriti dalle varietà rifiorenti, per favorire una seconda fioritura;
- L’eliminazione di parte del fogliame che cresce all’interno, per alleggerire il cespuglio, far circolare l’aria e impedire le infezioni fungine.
Potatura dei differenti tipi di rose
Rose arbustive e a cespuglio – rosai moderni che fioriscono sui rami dell’anno
Negli ibridi di Tea si procede ad accorciare la vegetazione di un anno, tagliando sino a tre gemme sopra
il punto di partenza di ogni ramo e conservando da 3 a 5 rami principali, mantenendo la forma a coppa aperta dell’arbusto.
Rosai sarmentosi
I rosai sarmentosi sono piante vigorose con fusti lunghi e flessibili, ideali per pergolati e muri, divise in “Climber” (rami più rigidi, fiori grandi e rifiorenti) che si potano in modo regolare, avendo cura, nel caso dei rosai a spalliera o ventaglio, di piegare i rami di rinnovo in modo da favorire la fioritura (inversione del gradiente di vegetazione). I rosai sarmentosi detti anche “Rambler”, che hanno un portamento strisciante e rami più flessibili, hanno spesso una fioritura unica, pertanto, la potatura si effettua dopo la fioritura con un taglio di ritorno, in modo da far sviluppare al meglio nuovi rami che fioriranno l’anno successivo.
Rose antiche
Per le rose antiche la potatura va limitata all’eliminazione (ogni 2 o 3 anni) del legno molto vecchio; se l’arbusto si presenta molto disordinato, si possono accorciare i rami troppo lunghi, eliminando i residui della fioritura.
Rose botaniche
I rosai botanici necessitano solo di interventi da effettuare a fine inverno se si vuole godere dei colori dei cinorrodi.
Si effettua una rimonda dal secco e ogni 2-3 anni si elimina il legno troppo vecchio, fino all’altezza di un nuovo
germoglio. Qualora il cespuglio si presentasse troppo disordinato, si possono accorciare di un terzo i rami esageratamente lunghi, affinché non si spezzino.
Rosai ad alberello
I rosai ad alberello rifiorenti si devono potare secondo il tipo di rosaio che è stato innestato sul tronco (ibrido di Tea, Floribunda, miniatura, ecc.), cercando di ricomporre la forma a vaso; eliminate con un taglio netto anche tutte le gemme che si sono sviluppate lungo il tronco e rinnovate i legacci che lo tengono accostato al tutore.
Nel caso di rosai a portamento pendulo e non rifiorenti, la potatura si effettua solamente al termine della fioritura (giugno-luglio), eliminando i rami che hanno portato fiori e conservando i rami nuovi dell’anno che sono in fase di sviluppo.
In questi casi dopo aver eliminato il legno vecchio e quello che ha fiorito si lasciano rami di un anno da inclinare per mantenere invertito il gradiente di vegetazione e favorire la fioritura. Se i rami fossero verticali fiorirebbero poco. Questo tipo di rose devono essere assolutamente potate massimo a fine inverno.
Prevenire le malattie In fase di potatura e durante la stagione vegetativa cercate di prevenire almeno le malattie principali delle rose. Nelle foto che seguono due malattie fungine molto comuni che si prevengono con zolfo (Oidio) e rame (ticchiolatura della rosa). In caso di attacchi importanti, visto che le malattie svernano nel materiale infetto (in questo caso le foglie) sarebbe auspicabile eliminarlo e non lasciarlo nelle immediate vicinanze delle piante.
Curiosità Dato che le rose sono attaccate dall’oidio con sintomi del tutto analoghi alla forma che colpisce la vite, ma con un certo anticipo, si è tempo diffusa la pratica di piantare rose in cima ai filari dei vigneti, in modo da segnalare tempestivamente l’avvio dei fenomeni infettivi.


