Alcuni giorni fa ci siamo recati al Genio Civile di Arezzo per visionare e ottenere una copia delle varianti 3, 4 e 5 della pratica 47180 relativa alla costruzione delle nuove scuole medie di Stia. Una cosa del tutto normale e, a nostro dire, semplice, che non avrebbe dovuto creare nessun problema, invece…
La nostra “avventura” è iniziata con questa frase pronunciata dal responsabile all’accesso agli atti: «Come sapete, in base alla legge regionale 40 del 2009, tutti possono accedere agli atti amministrativi.» E in effetti è proprio così, l’articolo 5, sezione I, capo I, del titolo II della legge recita: “La presente sezione disciplina le modalità di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi, riconosciuto a tutti senza obbligo di motivazione.” Ma come avrete capito le cose sono andate diversamente.

Dopo aver compilato i moduli necessari per visionare le pratiche, ci è stato detto che non era possibile ottenere, per il momento, una copia dei documenti a causa di un’istruttoria che era, ed è, tuttora in corso. Siamo rimasti sbalorditi dal fatto che l’istruttoria, ossia la verifica di eventuali anomalie nel progetto iniziale, fosse ancora in corso dato che i ragazzi di Stia e Pratovecchio sono già nelle aule della nuova scuola da metà settembre e credevamo che tutto fosse già a posto e, soprattutto, già controllato da tutti gli organi competenti.

Abbiamo deciso di prendere un appuntamento con chi sta svolgendo l’istruttoria, chiedendo direttamente a questo incaricato se era possibile ottenere una copia delle pratiche. Al telefono l’ingegnere è stato molto cordiale, dandoci la possibilità o aspettare la fine dell’istruttoria e far mandare il progetto in copisteria, per averne una copia più precisa, o recarci direttamente al Genio Civile per tentare di fotocopiare, con gli scarsi mezzi dell’ufficio, le pratiche che ci occorrevano. Abbiamo scelto la seconda opzione pensando che i tempi di attesa, sia per la fine dell’istruttoria, che per il lavoro della copisteria fossero troppo lunghi. Così ci siamo recati all’ufficio per ottenere le copie che ci interessavano, ma quello che abbiamo trovato sono stati degli umori completamente diversi da quelli sentiti al telefono e delle persone molto meno cordiali e disponibili. Ci è stata comunque data la possibilità di visionare le pratiche, ma non ci è servito a un gran che. Ci è comunque stato detto che era impossibile fare delle copie dei documenti subito lì in ufficio (ricordiamo, possibilità presentataci al telefono direttamente dall’ingegnere). Così abbiamo pensato di fotografare le pratiche, credendo che la cosa assomigliasse molto al farne una copia, ma siamo stati guardati come dei pazzi…
Inoltre è sorto un altro problema, che ci auguriamo sia solo una “trovata” per non mostrarci subito i documenti. L’ingegnere ci ha detto che la variante numero 3 della pratica è sparita, all’ufficio nessuno la trova e sembra ormai dispersa nei meandri di uno dei tanti uffici della burocrazia italiana…
La nostra richiesta non ci sembrava così straordinaria o problematica, come giornale abbiamo pensato che fosse giusto approfondire ancora la vicenda sulle nuove scuole medie di Stia, dove dovranno crescere i nostri ragazzi. Meglio dei containers la nuova scuola va meglio di certo, basta però che sia a norma e tutto in regola.

Quindi ci chiediamo: perché tanti problemi per mostrarci delle semplici pratiche edilizie? Perché c’è ancora un’istruttoria in corso quando i ragazzi sono già dentro la scuola da molto tempo? C’è forse qualcosa da nascondere? Restiamo dunque ancora in attesa di risposte e… di visionare finalmente le pratiche. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo sugli sviluppi di questa vicenda.