“Progetto per Montemignaio“, introduce Federico Dini consigliere comunale uscente e candidate a Sindaco, è un cantiere di Idee e Proposte per meglio rispondere ai bisogni del cittadino ed alle criticità esistenti. Si tratta non di proclami, quanto piuttosto di concrete risposte e progetti. Il tutto inizia dalla istituzionalizzazione delle associazioni mediante modifica dello Satuto Comunale, per permettere una partecipazione attiva ai Consigli Comunali. Obbiettivo è che il Consiglio Comunale ed il Comune nel suo complesso, assumano  un ruolo centrale e vitale nella comunità. Tale ruolo dinamico e partecipativo, è propedeutico ad un allargamento dell’azione dell’Ente, passando dall’ordinaria amministrazione ad una azione più ampia. Riteniamo necessario creare quel clima collaborativo e di stimolo pubblico/privato, per evitare che cittadini ed operatori si sentano un corpo estraneo al territorio. Troppe volte nei nostri contatti con la gente avvertiamo rassegnazione e pessimismo, come se il lento declino di un territorio fosse un destino scritto.

Secondo noi, aggiungono Seghi e Caruso entrambi imprenditori, occorre invertire quel senso di impotenza davanti ai problemi del paese, e la passione, le idee debbono trasformarsi in azione. Ed è proprio sulle idee che abbiamo costruito il nostro programma. Le grandi potenzialità inespresse e non compiutamente valorizzate: turismo ambientale, turismo culturale, artigianato, selvicoltura, commercio, agricoltura, dovranno rappresentare il brand MONTEMIGNAIO sul quale costruire. Per fare questo occorre rimuovere una concezione autoreferenziale delle istituzioni, e trasformarla specie nei centri minori in partecipazione. Secondo Taverni e Masi, abbiamo in Casentino un flusso turistico in continua crescita, ma purtroppo Montemignaio ne è rimasto fuori. Questo nonostante abbia una posizione strategica, abbinata a grandi potenzialità storico culturali. Certo oggi, continua Dini, come possiamo parlare di turismo quando il patrimonio ricettivo di Montemignaio è completamente disperso. L’ assenza di prospettive future, unite alla mancanza di una politica sul turismo, hanno penalizzato oltremodo gli operatori del settore. Il trasformare i paesi della montagna casentinese in un centro di clandestini credo che sia il culmine di una politica miope e bislacca. La mancanza di strutture potrebbe essere risolta attingendo alle opportunità fornite dalla legge regionale 86/2016 di regolamentazione del turismo. Che introduce e disciplina importanti opportunità come l’albergo diffuso, da poter utilizzare per ricostruire il tessuto ricettivo. Accompagnando il tutto con una particolare attenzione alle opportunità fornite da bandi nazionali ed internazionali, che saranno al centro di un incontro organizzato nei prossimi giorni.  Sul turismo e sulle grandi risorse ambientali, aggiunge Orlandi, interagendo con sponsor privati, possiamo mettere in cantiere iniziative sportive di richiamo, lavorando con le associazioni, iniziative tipo quelle realizzate a Badia Prataglia che hanno avuto grandi ricadute sul territorio.

Un “Progetto” in cui occorre arginare lo spopolamento del paese. I giovani residenti e non, devono vedere in Montemignaio il luogo dove costruire le propri famiglie e venire ad abitare, con sgravi ed aiuti per coloro che decideranno di abitare nel nostro stupendo Comune. Concludendo, “Progetto per Montemignaio” rappresenta un elemento di novità e una scommessa forte. Una cosa ci sentiamo di garantire; che nelle vicende future la nostra parte di campo in cui giocare la partita tra sistema e cittadini, sarà sempre quella a fianco della gente proseguendo le battaglie della scorsa legislatura a difesa della sanità pubblica e a presidio dell’Ospedale del Casentino e dell’offerta sanitaria complessiva. Avanti Montemignaio!