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martedì, 5 Luglio 2022

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Un Subbiano da… Promozione

di Riccardo Buffetti – Dopo due anni di attesa e momenti di sconforto dovuti al proseguire incessante della pandemia che pareva non voler abbandonare il tessuto sociale mondiale, a settembre 2021 sono ripresi ufficialmente i campionati di calcio di tutte le categorie italiane.

Vero, nei mesi di gennaio-febbraio il ritorno del Covid ha temporaneamente sospeso i tornei, ma finalmente tutto l’apparato sportivo è riuscito a tornare alla normalità; oggi gli stadi sono pieni, i tifosi possono viversi da vicino e incitare il loro campione preferito o la squadra del cuore, ma soprattutto si possono tornare a festeggiare le vittorie. E sono proprio i trionfi i cardini trascinanti che mancavano da qualche anno al territorio di Subbiano, ma la stagione sportiva 2021-2022 ha visto questo tabù finalmente sfatarsi: la formazione calcistica del Marino Mercato Subbiano, infatti, ha vinto il campionato di Prima Categoria e ha di conseguenza ottenuto il pass per giocarsi nel prossimo anno il torneo di Promozione!

I numeri parlano chiaro: la formazione gialloblù ha dominato la categoria dalla prima giornata all’ultima, chiudendo la regolar season al primo posto con 57 punti, frutto di 17 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta, ottenuta nell’ultima partita disputata contro il San Clemente, per un filotto di risultati utili consecutivi che è durato ben 23 giornate di campionato! Inutile dirlo, le statiche vedono il Subbiano anche protagonista come miglior attacco (54 gol fatti) e miglior difesa (14 reti subite) della Prima Categoria, con nelle proprie file il Capocannoniere dei marcatori Nicola Terzi (18 gol siglati).
Protagonisti della esaltante stagione non sono stati solo i giocatori in campo e l’ambiente stesso, ma anche chi ha avuto il merito di credere nella società e di allenare i ragazzi; per questo non potevamo non dare spazio al Presidente Alessandro Cini e all’allenatore Dimitri Bronchi, che abbiamo avuto il piacere di intervistare.

Presidente Cini, una stagione da incorniciare per la squadra gialloblù. Da dove parte la programmazione che ha portato al successo in campionato?
«Questo Subbiano nasce da un progetto che avevamo iniziato subito dopo la retrocessione di qualche anno fa. Per via degli eventi legati al Covid ci siamo visti rimandare due campionati, ne abbiamo approfittato per migliorare tutta la struttura organizzativa, in attesa di riprendere e consci che tornare a giocare dopo tutto questo tempo sarebbe stato difficile. Il primo passo di questa riorganizzazione ha visto coinvolte le persone vicine alla società, con l’arrivo per esempio del Ds Marco Lucherini, persona capace e competente sia per gli aspetti legati alla società che nella selezione dei giocatori, e di mister Dimitri Bronchi. Settembre è stato l’inizio ufficiale di questo nuovo percorso, con la composizione della squadra effettuata per cercare il salto di categoria; il paese di Subbiano ha una tradizione nei campionati superiori di Promozione ed Eccellenza, ed era giusto ritornarci».

Una squadra creata per vincere, ed è riuscita appieno nel proprio obbiettivo.
«Il divario era grande fra la nostra rosa e il campionato di Prima Categoria. Ce la siamo giocata con altre tre compagini come il Rassina e il Bibbiena, che sono delle formazioni discrete, credo che alla fine il Subbiano abbia avuto il vantaggio su una migliore gestione della squadra: è importante quando i giocatori riescono ad inserirsi e a creare un gruppo giusto. Certo, per gli allenatori il compito più difficile è unire tanti giocatori bravi, il mister sinceramente ha fatto funzionare tutto molto bene. Come etica a Subbiano è vero che puntiamo su giocatori bravi, ma gli stessi devono essere prima ragazzi seri, quadrati per poter affrontare anche questi campionati. La maggior parte dei giocatori che compongono la nostra rosa sono abituati a disputare gare in livelli superiori, per cui poteva essere quasi difficile giocare in questa categoria, ma tutti sono stati eccezionali dal punto di vista caratteriale e si sono calati nel modo più corretto, aiutati da un livello societario molto alto. Un altro dei punti favorevoli di quest’annata è il gruppo di tifosi, molto giovani, del luogo, che ci hanno seguito fornendo quell’entusiasmo che coinvolge anche il meno appassionato. Devo dire che è stato tutto impeccabile in questa stagione, tutto perfetto».

Nel frattempo, sono arrivate le conferme di allenatore e direttore sportivo per la prossima stagione. Vedremo nuovamente un Subbiano protagonista?
«I nostri dirigenti sono già al lavoro per programmare il prossimo campionato. Per via delle quote si stravolgeranno dei piani, ma ne eravamo ben consapevoli, per cui cercheremo di puntare sugli under giusti. È chiaro che quando ci si diverte a vincere, poi fare le comparse non piace a nessuno, e il Subbiano non la farà, anche se adesso dire quali saranno gli obbiettivi è troppo prematuro. Partiamo già da un mister che ha tutta la nostra stima, ci siamo trovati entrambi bene; quindi ci è sembrato logico proseguire il rapporto. Ci piacerebbe essere sempre fra i protagonisti, ma dobbiamo lavorare nel modo gusto».
Ringraziando il Presidente Cini, passiamo a mister Bronchi. Con uno sguardo alla classifica finale, il Rassina è stata la squadra che vi ha dato più filo da torcere, rimanendo nella vostra scia fino alla penultima giornata.
«La “rivalità” con il Rassina ci ha fatto sicuramente migliorare. È stata una concorrente importante per noi con la pressione costante che avevamo alle spalle. Abbiamo vinto il campionato uscendo quasi imbattuti, è stata dura tutto l’anno contro una squadra che ha fatto bene e che forse si meriterebbe la promozione, così come è stata da noi ottenuta. Il campionato è stato avvincente, siamo stati bravi a conseguire qualcosa di importante. Devo ringraziare il gruppo, composto da uomini più che da giocatori, e non è una frase di circostanza: ci siamo ritrovati per la prima volta a fine estate dopo due anni di difficoltà, che comunque era un punto in comune di tutte le squadre, i ragazzi si sono sempre applicati, non mollando mai una partita, sempre sul pezzo. Ci sono stati derby importanti, tra cui quelli contro il Capolona, le sfide contro il Rassina e il Bibbiena, ma i numeri finali parlano chiaro».

Qual è stato quell’elemento che vi ha permesso di fare la differenza rispetto alle altre formazioni?
«Premetto e sottolineo che non era un campionato facile: senza quote e senza guardalinee, il tipo di calcio è molto diverso rispetto alle categorie superiori. In tutto l’anno abbiamo ricevuto una sola espulsione, siamo stati sempre attenti senza mai perdere la testa nonostante il Subbiano da giugno fosse la squadra da battere per tutti. L’approccio a livello mentale è stato formidabile, sapevamo che ogni squadra che saremmo andati ad affrontare non avrebbe avuto un approccio alla partita errato, per cui partivamo quasi sempre svantaggiati; e lì siamo stati bravi. La squadra indubbiamente è forte, voleva vincere e ha vinto! Sicuramente gran merito della conquista di quest’anno va alla società, in cui militano figure importanti come Marco Lucherini, persona che conosce e parla di calcio, per me è stato quasi facile allenare questa squadra perché dietro avevo una figura forte come lui. Dietro a tutto questo c’è il Presidente Cini che ha fatto cose importanti, così come tutto lo staff e i collaboratori del Subbiano. Nel corso della mia carriera ho vinto due campionati e lottato per non retrocedere, per cui sono convinto che vincere sia molto più difficile che salvarsi. Stiamo già iniziando a programmare la prossima stagione, che sarà diversa da quella attuale già dagli under che dovremmo avere in squadra, e che faranno la differenza: non avendo esperienza di prima squadre, devono rapportarsi con i grandi e anche gli over dovranno capire come far crescere i giovani. Diventa importante, al di là del valore tecnico dei ragazzi, ancor di più l’unione del gruppo».

Mister quanto è stato importante per la squadra il supporto dei tifosi durante l’arco della stagione?
«I tifosi sono stati tutto l’anno al seguito della squadra, ci hanno sempre supportato e sopportato. In queste categorie avere ogni domenica 100 ragazzi che cantano e ti incitano è stimolante. Credo che alla fine siamo riusciti a regalare al paese grandi soddisfazioni».

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