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giovedì, 30 Giugno 2022

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Unione dei Comuni del Casentino: la legge Del Rio non “salverà” il segretario Grifagni

Il 7 aprile è entrata in vigore con il n° 56/2014 la legge Del Rio e tutti i commenti si sono accentrati sul caos che deriverà dall’abolizione degli organi elettivi delle province e dall’istituzione delle altrettanto caotiche città metropolitane. Ma c’è dell’altro, che riguarda in piccolo anche il Casentino. Si stabilisce infatti che “Il presidente dell’unione di comuni si avvale del segretario di un comune facente parte dell’unione, senza che cio’ comporti l’erogazione di ulteriori indennita’ e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, ma subito si precisa che “Sono fatti salvi gli incarichi per le funzioni di segretario gia’ affidati ai dipendenti delle unioni”.
E’ fatta, avrà pensato il dott. Paolo Grifagni, segretario generale dell’Unione dei Comuni del Casentino, anche questa volta è arrivata la deroga “ad personam”. Peccato per lui, bene per il Casentino, che l’articolo 30 dello statuto dell’Unione stabilisca che “La durata in carica del segretario- generale … non può eccedere il mandato del presidente dal quale è stato nominato”. Quindi, col nuovo presidente, gli incarichi “già affidati” decadranno e l’Unione dovrà avere un segretario nominato tra quelli in servizio nei comuni aderenti, con il dott. Grifagni che resterà -in attesa di conoscerere l’esito dei procedimenti penali in corso- come semplice dirigente. Peccato per lui, perché la legge Del Rio aveva anche dato ai segretari generali delle Unioni il potere di rogare i contratti in forma pubblica amministrativa, potere che Grifagni potrà esercitare solo per un paio di mesi, in attesa dell’insediamento del nuovo consiglio e dell’elezione del nuovo presidente. Ma, se la legge ha dato questo potere a partire dal 7 aprile 2014, come ha potuto il Grifagni rogare i contratti, anche se senza chiedere i diritti di segreteria, nel periodo dal 1° gennaio 2012 allo scorso 6 aprile? Il giudice deve ancora pronunciarsi su questo argomento, ma una domanda va fatta ai nove sindaci dell’Unione: come avete potuto permettere che Grifagni imponesse il rogito dei contratti, che potevano essere fatti in forma privata e senza spese, quando non ne aveva nessun potere?

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