Era il dicembre del 2014 quando tutti i comuni del Casentino – ad esclusione di Bibbiena, di Pratovercchio-Stia e di Poppi – adottarono con il pieno consenso dei gruppi di maggioranza la presa d’atto per sancire il passaggio di tutte le funzioni fondamentali all’Unione dei Comuni. Un passaggio considerato “obbligato” ma gestito in maniera colpevolmente improvvisata e senza dare ai Cittadini nessuna certezza. Del resto il sistema politico casentinese ha sempre “tifato” per l’Unione dei Comuni e anche quando poteva optare per dare vita al modello delle convenzioni preferì il modello dell’Unione. Un modello che negli anni ha dimostrato di non essere all’altezza delle sfide del territorio e soprattutto divenendo, com’era prevedibile, un ulteriore centro di spesa e di burocrazia.

Oggi scopriamo che gli stessi sostenitori dell’Unioni iniziano a fare passi indietro. Il primo passo di rottura viene dal Sindaco di Chiusi della Verna che in data 16 marzo fa protocollare una lettera nella quale, di fatto, fa uscire il suo Comune dall’Unione e sancisce un atto di sfiducia al sistema. Un lettera “bomba” anche perché Giampaolo Tellini non è solo il Sindaco di Chiusi ma è stato Presidente dell’Unione, politicamente “decapitato” ma subito reinserito come Vicepresidente. Insomma: l’uomo difensore dell’Unione che di quell’apparato e modello tante volte si è fatto paladino, oggi se ne va. Se ne va senza dire nulla al Consiglio Comunale e ai Cittadini, se ne va e porta via il Comune di Chiusi senza dare giustificazione alcune di quali sono le ragioni visto che nemmeno sei mesi fa aveva deciso diversamente. Fermo restando che il Comune di Chiusi non è proprietà di Tellini e che certe scelte debbono passare in Consiglio Comunale, registriamo tuttavia che siamo dinnanzi alla fine stessa dell’Unione.

Una “fine” che noi da tempo vediamo e anche auspichiamo ma che non può essere decisa nelle segrete stanze e soprattutto non può essere presa in solitudine da chi oggi è oltre che Sindaco di Chiusi della Verna anche Vicepresidente di quella medesima Unione che dà Sindaco lo stesso Tellini ha messo un discussione. Non solo Chiusi, ci giunge voce che altri Comuni siano ad un passo dallo sbattere la porta. E’ evidente che avevamo ragione noi quando come minoranza civiche dicevamo che il Casentino andava istituzionalmente organizzato in modo diverso tramite convenzioni tra Comuni, microfusioni fino a valutare il Comune Unico del Casentino. Ciò che è inaccettabile è questo “fuggi fuggi” generale fatto politicamente alla chetichella. Se l’Unione deve essere superata noi siamo d’accordo, ma non siamo d’accordo ad una resa dei conti tutta interna e silenziosa dove il Casentino rimane solo spettatore magari anche ostaggio di qualche nervosismo interno al PD in prospettiva delle elezioni regionali.

Chiediamo quindi un’assemblea aperta per ridiscutere tutto, per mettere al centro il territorio ed i modelli di governo possibili e per sancire il fallimento politico dell’Unione.I servizi in assocato non sono ancora iniziati, ma alcun sindaci già si stanno ritirando. Bocciatura non tecnica ma politica, dove ancora una volta la logica delle poltrone ha prevalso sugli interessi del cittadino. Va da sé che chi fino ad oggi ha tessuto le lodi di questo sistema, come Tellini, e che di questo sistema è stato protagonista con incarichi di peso, non può pretendere di fuggire dalle proprie responsabilità. Non può farlo né come Sindaco né tanto come Vicepresidente dell’Unione. Noi crediamo nella coerenza, nel nostro territorio e la politica dell’unione targata PD, ha deluso fortemente. Soprattutto si denota la mancanza di coraggio di affrontare i problemi dalla testa e non dalla coda, la mancanza di scegliere progetti unitari per tutto il territorio.

Gruppo civico
Consiglieri di minoranza Unione dei Comuni