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giovedì, 30 Giugno 2022

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Unione: manca il numero legale in Giunta. Agostini pronto a dimettersi

Tutto rinviato a lunedì. La Giunta dell’Unione dei Comuni, che ieri avrebbe dovuto decretare la riorganizzazione del personale dell’Ente secondo il progetto scritto dopo il 2 luglio (allorché vennero azzerate le posizioni organizzative), non ha potuto deliberare per mancanza del numero legale. Erano presenti solo i Sindaci di Castel Focognano, Ortignano Raggiolo e Montemignaio, oltre al presidente dell’Unione Paolo Agostini, Sindaco di Castel San Niccolò. Preso atto di ciò, lo stesso Agostini ha riconvocato la Giunta per le ore 12 del 20 luglio, precisando che “Faccio questo perché voglio dare un’altra possibilità ai sindaci per far lavorare i Comuni e l’Unione stessa, che devono dare ai cittadini i servizi fondamentali a cui hanno diritto”.
“Avevamo concordato 15 giorni fa un percorso – prosegue Agostini – condiviso con le parti politiche e quelle tecniche nell’Unione e nei Comuni; ci eravamo dati la scadenza odierna per approvare la riorganizzazione e per ridare le deleghe ai sindaci. Quest’ultima cosa, che compete a me, io l’ho fatta. Ma non si è potuti andare oltre, perché con solo 4 Sindaci la Giunta non può deliberare un progetto che – lo ricordo – garantisce ai precari la continuità del lavoro in questo Ente e consente un risparmio annuo all’Unione di oltre 250.000 euro, che vengono da tagli fatti solo agli stipendi più alti”.

Nei colloqui di queste ultime 2 settimane, fra l’altro, “Avevamo individuato tre referenti fra i dipendenti dell’Unione: Daniela Nocentini per l’area dei servizi alla persona, Siria Ceccarelli per l’area finanziaria, Stefano Milli per il SUAP. Molti passaggi erano stati fatti per portare a termine il progetto”. Che cosa ha portato alla situazione di blocco? “Diverse cose, a partire dalla decisione di Poppi di non partecipare più ai lavori della Giunta, un atteggiamento che è stato sottolineato nel documento che Massimiliano Mugnaini ha lasciato alla riunione odierna, nel quale evidenzia molte incoerenze da parte dei comuni più grandi; ma cerchiamo di andare oltre”.
Guardare avanti dunque, ma come? “I Sindaci decidano cosa fare: o mi seguono e si prendono deleghe e responsabilità, oppure votino la sfiducia se pensano di fare qualcosa di meglio per il Casentino. Nascondersi non serve a nulla, se lunedì lo faranno sarò io a dimettermi e a far saltare tutto il processo di rinnovamento che ho iniziato nel mio Comune e nell’Unione. Ma la gente deve sapere che in questo modo rimarranno il “carrozzone” e tutti i privilegi, nell’Unione e nei comuni, mentre a rimetterci saranno solo le decine di lavoratori precari che mandano avanti l’Ente prendendo pochi spiccioli.

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