L’Amministrazione Comunale di Bibbiena, con l’assessore all’urbanistica Federico Lorenzoni, chiede con forza una revisione della nuova legge urbanistica regionale, per il necessario snellimento delle procedure, nel rispetto del patrimonio territoriale toscano.
Prima di tutto la nuova legge aggrava alcune situazioni di potenziale conflitto tra Enti e non opera un sostanziale snellimento delle procedure di approvazione dei piani urbanistici, sottoposti a nuovi passaggi in commissioni dove l’autonomia comunale viene limitata da pareri vincolanti di competenza regionale e statale, commissioni che comunque aumentano costi e dilatano tempi, oltre a non dare certezze agli operatori ed a comprimere il ruolo del professionista tecnico.
Inoltre la redazione dei nuovi strumenti obbligatori della pianificazione territoriale comunale è priva di un adeguato sostegno finanziario, nonostante sia imposta, come sono da rivedere i vincoli e gli obblighi temporali previsti per i comuni.
L’adeguamento al PIT – piano paesaggistico e la semplificazione in materia è tutta posta a carico dei Comuni e viene rinviata ad improbabili confronti con il Ministero, che ha sempre l’ultima parola; da eliminare subito la conferenza paesaggistica per i piani attuativi, comunque sottoposti successivamente ad autorizzazione paesaggistica.
Alcune questioni come l’edilizia sociale sono poste in modo ideologico, addirittura come standard aggiuntivo per il privato che costruisce, che si fa già carico degli oneri di urbanizzazione e dell’acquisizione delle aree.
Gli interventi ammessi sul patrimonio edilizio esistente con destinazione d’uso non agricola sono ancora eccessivamente limitati, seguendo un approccio vincolistico che non promuove il recupero delle volumetrie esistenti.
Altro aspetto ritenuto importante per l’Amministrazione di Bibbiena è quello relativo all’attivazione della delega delle funzioni relative all’autorizzazione paesaggistica agli Enti Parco, per le opere interne al loro territorio, superando il doppio regime autorizzativo attuale.
Importante, per Bibbiena, anche introdurre norme di raccordo con altre materie (bonifica siti inquinati e alienazioni immobiliari).
Per Lorenzoni inoltre “non si opera una reale tutela del paesaggio attraverso la conferma dei beni soggetti a tutela paesaggistica vecchi di cinquant’anni, anch’essi da aggiornare all’attualità, e neppure una reale semplificazione non attivando direttamente le aree ove le opere minori non sono più soggette ad autorizzazione. In ogni caso è fondamentale che sia la regione a promuovere per ambiti l’individuazione delle aree compromesse e degradate”.
Infine devono essere realmente agevolati la ristrutturazione edilizia anche ricostruttiva, attraverso una concreta riduzione della contribuzione anche quando l’intervento comporta un aumento di carico urbanistico, ed i cambi di destinazione d’uso effettuati nell’edificato storico con limitate opere di manutenzione straordinaria.
Insomma, una legge con ottimi principi ma con procedure troppo pesanti che allontanano gli investimenti e mortificano i professionisti tecnici.