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lunedì, 28 Novembre 2022

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Versari: “ora Bibbiena dica cosa vuol fare”

La delibera di Consiglio Regionale di martedì scorso, negativa rispetto alla fusione a tre fra i comuni di Bibbiena, Ortignano Raggiolo e Chiusi della Verna, se da un lato ha chiuso un capitolo di questa vicenda, di fatto ne ha riaperto un altro, cioè l’iter di fusione a due fra Bibbiena e Ortignano Raggiolo, un percorso già approvato la scorsa estate da entrambi i Consigli Comunali. Oggi il Sindaco di Ortignano Raggiolo Ivano Versari torna a chiedere “Il rispetto del mandato che ho ricevuto dal mio Consiglio Comunale”, rivendicando la paternità di una decisione “nella quale io ho continuato a credere dall’inizio, facendo i passi burocratici conseguenti affinché potesse esprimersi la volontà popolare”.
La Commissione Affari Istituzionali della Regione Toscana convocherà a breve i Sindaci dei due comuni che già hanno deliberato di fondersi. “Ora non è più il momento di giocare a carte coperte” – aggiunge Versari. “Ognuno dica cosa vuole fare, per quanto mi riguarda l’importante è portare i cittadini a votare e ad esprimersi col referendum sulla fusione dei due comuni in un unico, nuovo Ente. Non serve a nessuno scaricare la responsabilità sugli altri mettendoci sopra la targhetta di un colore politico. Il PD ha dimostrato anche in questa occasione di rispondere alla volontà di due consigli comunali, e che le fusioni le vuole e le favorisce quando non sono improvvisate ma fatte correttamente seguendo gli iter previsti dalle leggi”.
Una decisione comunque non è più rinviabile: “Siamo ancora in tempo – conclude il Sindaco di Ortignano Raggiolo – a proporre ai nostri elettori una fusione che benefici degli incentivi economici regionali e statali previsti, che invece dal prossimo anno non ci saranno più. Ribadisco che io, supportato dal parere dei consiglieri del mio comune, ho creduto da subito in questo progetto e lo sto portando avanti, mi aspetto che la volontà di Bibbiena a questo punto venga fuori con chiarezza, a questo servano le indicazioni dei Consigli Comunali”.

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