di Marcello Bartolini – L’aria frizzante del mattino, con le sue nebbie, cerca di scoraggiare anche coloro che sono dotati di grande spirito di sacrificio. Un appassionato di bici però non può esimersi da uscire, specialmente in quelle giornate di sole che ci regala questa fine di autunno, quasi inverno. I mesi a venire probabilmente porteranno gelo e pioggia, sarà sempre più difficile uscire per attività all’aria aperta, quindi, in piedi e via per una bella escursione in mountain bike.
Se poi non bastasse, pensiamo un po’ a quello che ci aspetta verso la fine di dicembre, pranzi e cene come se piovesse, qualche bicchiere di troppo ed eccoli la… Un paio di chili presi senza nemmeno accorgersi, quindi preveniamo, alziamoci ed iniziamo a pedalare. Con la giusta attrezzatura e con la nostra mountain bike perfettamente funzionante, avviamoci per questo giro nel nostro fantastico territorio che ci mostra il suo aspetto meno eclatante, con la natura che si prende la sua giusta pausa, le foglie che sino a pochi giorni fa coloravano le colline adesso sono quasi tutte a terra, lasciando scoperti rami che, come dita scheletriche, si stagliano contro il cielo.
Partiamo da Poppi e iniziamo subito a salire così il freddo scomparirà in fretta, andiamo in direzione Moggiona, per poi scollinare a Montanino dove un daino ci sorprende osservandoci per un attimo, interrompendo il suo brucare proprio sul lato della strada, ormai da qui passa veramente poca gente e non sono rari certi incontri. Continuiamo per Camaldoli, poco prima di arrivare al Monastero, abbiamo sulla destra un bel castagneto, che ormai ha dato i suoi frutti di cui hanno goduto sia gli umani che le creature del bosco, consiglio una pausa perché il paesaggio merita davvero e, in una giornata soleggiata, è uno dei pochi punti del percorso dove si può godere un po’ il calore del sole.
Ripartiamo e, oltrepassato Monastero e farmacia, prendiamo la stretta via che passa sul retro del Monastero oltrepassato il quale imbocchiamo un sentiero sterrato sulla destra che, immerso nella foresta, ci porta sino alla strada di Casale Camalda, svolta a sinistra e ancora sterrato sino a Pian Del Ponte. Andiamo siano a Partina sulla strada asfaltata, superato l’abitato ancora qualche centinaio di metri e siamo alla Mausolea.
Chi fosse stanco può proseguire sull’asfalto sino a Soci e da qui rientrare a Poppi prendendo la via dei Guazzi, noi invece alla Mausolea andiamo verso destra sul tratturo che attraversa il vigneto dove le viti ormai hanno già compiuto il loro ciclo stagionale e si preparano al riposo invernale; la salita ci porta sino a San Martino a Monte, da qui si va sulla via per il Corniolo e, in discesa, andiamo per un breve tratto in direzione di Farneta, prima di arrivarci subito dopo l’agriturismo sulla sinistra, prendiamo la strada sterrata che ci porta alle Greti e da qui sulla via dei Guazzi per rientrare a Poppi e terminare il nostro giro, non prima di un altro incontro inaspettato, stavolta con una Garzetta che volteggia sui campi probabilmente in cerca di calore e di cibo.
Il Casentino ha davvero tanto da offrire anche nella stagione fredda, con le dovute attrezzature è possibile vivere la pace e la serenità dei nostri boschi, con un ritmo lento che ricorda quello dei nostri antenati, con meno confusione e con la natura che si riappropria dei suoi spazi. Giro abbastanza impegnativo che può essere alleggerito con la deviazione che ho proposto, necessario essere ben allenati e forniti del giusto abbigliamento, nonostante possano esserci dei giorni ben soleggiati adesso il freddo si fa sentire, consiglio di fare il giro nelle ore centrali della giornata.



