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lunedì, 14 Settembre 2026

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«La Nostra Storia Camminando» I cartelli che spiegano il Casentino #25: Casalecchio

di Giorgio Innocenti Ghiaccini – CASALECCHIO m. l. m. 350. Un documento del giugno del 1031 dà la certezza che una via “antica” pubblica passava da quella parte dell’Arno dove si trova Casalecchio, località a valle di quello che nel 1117 era lo spedale di Montione (oggi Casa fraternita). Questa antica via pubblica venne ricordata per indicare due dei quattro confini un pezzo di sei staiori di terra.

Questo terreno si trovava presso l’attuale Casalecchio, nel territorio della pieve di Socana, in un posto che era ancora un semplice casale: “[…] est infra comitato Aretino infra iudicaria de plebe S. Antonini sito Socana in casale Casalicclo [ … ] III et IV via antica publica, et sunt sist. IV […]”. (Regesta Cam. Doc. 116). Questa via, che verrà ricordata anche come strada, evidentemente era molto transitata da pellegrini e viandanti e per questo la Chiesa di Casalecchio aveva come patroni i SS. Jacopo e Cristoforo.

La chiesa fu visitata da il 4 agosto 1424 dal Vescovo Francesco da Montepulciano che la trovò “ruinosa et medietas discoperta” e gli venne detto che il pievano di Socana la gestiva e ne riscuoteva i frutti. Alcuni beni ne erano stati venduti e in particolare un certo Giuliano di Francesco da Firenze aveva comprato alcuni terreni della chiesa da Cecco di Dotto che li aveva venduti personalmente. Il Vescovo ordinò che Cecco, entro otto giorni, gli mostrasse l’autorizzazione e la licenza vendere sotto pena di 100 lire e la scomunica.

La mattina del 27 agosto 1944 quella via fu utilizzata dai primi Partigiani che arrivarono al Pollino di Bibbiena e così ne ricorda un diario di guerra: “L’alba del 27 agosto ci trova pronti. Partiamo da Rassina e avanziamo lungo la strada di fondo valle, sulla destra dell’Arno. Superiamo il cementificio Begliano e giungiamo a Casalecchio, a metà strada tra Rassina e Terrossola. Qui incontriamo una pattuglia di una decina di Tedeschi, che non accetta il combattimento e si ritira su Campiano. Ora occorre procedere con cautela …”.

Nel 1034, il piano tra Casalecchio e l’Arno era chiamato “Migliarino”: “[…] alia est in plano da Milliarino: I de supto fluvio Arno, II de super via publica […]”. Etimologicamente ricorda la presenza di un miglio romano (Regesta Cam. Doc. 139).

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