Sabato 7 febbraio, a partire dalle ore 10.30, un gruppo di genitori dell’Asilo Nido Ambarabà di Soci scenderanno in piazza.
La manifestazione, organizzata dal comitato dei genitori, prenderà avvio da Piazza Tarlati per poi muoversi in corteo fino al Comune di Bibbiena.
Il gruppo di genitori ha deciso di mobilitarsi perché, dopo la chiusura del nido, “siamo stati lasciati soli. Sappiamo che trovare una soluzione non è semplice – scrivono – ma avremmo avuto bisogno che qualcuno, a partire dal Sindaco Vagnoli, ci provasse davvero. Invece ci siamo sentiti abbandonati, senza risposte e senza un confronto reale. E in una comunità come la nostra questo fa ancora più male”.
I promotori dell’iniziativa chiariscono che lo scopo della manifestazione non è chiedere il dissequestro della struttura, che segue tempi e percorsi legali definiti, ma piuttosto richiamare “attenzione, responsabilità e la valutazione concreta di soluzioni alternative, mai realmente percorse. Vogliamo accendere i riflettori sull’assenza di dialogo e su una mancanza istituzionale che pesa sulle famiglie e sui bambini. La manifestazione è aperta a tutta la cittadinanza, anche a chi non è direttamente coinvolto nella vicenda, ma crede in una comunità che non lasci indietro nessuno”.
La mobilitazione in piazza sarà seguita anche da un momento istituzionale di confronto. Martedì 10 febbraio, alle ore 20, è infatti previsto, presso la Sala delle Bandiere del Comune di Bibbiena, un consiglio comunale straordinario aperto al pubblico, convocato per affrontare il delicato tema della chiusura del Nido.

La Lista di Comunità, che ha richiesto il Consiglio comunale aperto, ha rilasciato questa nota:
Questo Consiglio aperto è fondamentale perché riporta il tema all’interno di un percorso istituzionale trasparente, sottraendolo al silenzio che alimenta solo sfiducia e disorientamento. È l’occasione per i genitori di esprimere direttamente le proprie difficoltà e per l’amministrazione di assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza.
Un’occasione per i cittadini di non essere solo spettatori, ma protagonisti della vita politica della propria comunità.
Consiglio ordinario, Consiglio aperto e Question Time
Ricordiamo che, sebbene le sedute consiliari siano sempre pubbliche e aperte a chiunque voglia ascoltare, solo nella forma del “Consiglio aperto” la parola passa ai cittadini.
Il Consiglio Comunale ordinario permette infatti ai cittadini di assistere ai lavori ma senza diritto di parola. Diverso è il Consiglio aperto, previsto dall’articolo 28 del Regolamento, che trasforma l’aula in un luogo di confronto diretto tra amministratori e cittadini. Qui cittadini, comitati e soggetti interessati possono esprimere esigenze e proposte sulle tematiche all’Ordine del Giorno, in un dialogo trasparente con l’amministrazione. Le proposte emerse dovranno poi essere formalizzate in una seduta successiva, poiché il Consiglio aperto ha carattere non deliberativo.
In aggiunta, l’ordinamento comunale prevede il “Question Time”: venti minuti all’inizio di ogni seduta in cui i residenti iscritti possono porre domande su temi di interesse generale, ricevendo risposte concise dagli amministratori.


