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martedì, 17 Febbraio 2026

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Riabilitazione, solo a secco…

di Melissa Frulloni – Basta fare un semplice cerca sul sito di CASENTINO2000 per leggere la mole di articoli che abbiamo scritto sulla piscina riabilitativa di Certomondo, a Poppi. Pensate che correva l’anno 2017, quando nel numero di gennaio del giornale eravamo usciti con “ESCLUSIVO: La piscina riabilitativa di Certomondo mai usata”, con tanto di foto della vasca scattate all’interno della struttura.

È stato proprio CASENTINO2000 a portare i casentinesi a conoscenza dell’esistenza di questo (dis)servizio, voluto dal Comune di Poppi nel 2011, destinato ad un uso pubblico e (quasi) mai utilizzato dai pazienti della vallata. Gli articoli sono andati avanti nei mesi e negli anni successivi: abbiamo assistito nel 2018 ad una finta inaugurazione, che aveva portato ad affermare (almeno sui giornali) che la piscina sarebbe stata utilizzabile e invece nulla; si erano susseguiti vari guasti tecnici, poi il Covid che aveva rallentato ancora la risoluzione dei problemi, infine, nel novembre del 2021, grazie all’amministrazione Toni che (dobbiamo dargliene atto) si era interessato da subito alla vicenda, assumendo una posizione netta e cercando soluzioni dai vari interlocutori, fu messo un punto alla questione, risolvendo le magagne tecniche della vasca e istituendo una convenzione con la ASL per renderla fruibile dai pazienti.

Le notizie sulla vasca “si perdono” in quell’anno; anche noi abbiamo messo la questione in stand-by e spento i riflettori, sicuri del fatto che la piscina fosse in funzione e stesse servendo alla riabilitazione dei pazienti casentinesi. Questo fino a qualche mese fa, quando più segnalazioni arrivate in redazione ci hanno spinto ad informarci di nuovo sull’argomento. E così abbiamo scoperto che sono anni (almeno dal 2024) che la vasca non viene utilizzata e che siamo tornati esattamente al punto di partenza, a quel lontano 2017: la piscina riabilitativa di Certomondo c’è, ma non funziona!

E pensare che in quella vasca è possibile fare l’idrochinesiterapia, ossia “una fisioterapia svolta in acqua riscaldata (32-35°C) che sfrutta le proprietà fisiche dell’acqua (galleggiamento, spinta idrostatica, resistenza) per facilitare il movimento, ridurre il dolore e il carico articolare, indicata per patologie ortopediche, neurologiche e reumatologiche, anche dopo interventi chirurgici. Permette esercizi più ampi e meno dolorosi, grazie alla diminuzione del peso corporeo percepito.”

Sempre da alcune segnalazioni, ma è facile intuirlo visto l’utilizzo che si potrebbe fare della vasca, sarebbero molte le persone che potrebbero usufruire di questo servizio che, come accadeva in passato, sono invece costrette ad andare ad Arezzo per sottoporsi a questo tipo di terapia.

Ci siamo mossi subito per ottenere risposte sulla vicenda, visto che ci era stato parlato di nuovi guasti e problemi strutturali difficili da riparare che non permettevano appunto l’uso della vasca. Abbiamo contattato la ASL Toscana Sud Est (che ha in carico la struttura) e l’Istituto Agazzi (gestore del servizio); abbiamo anche chiesto l’intervento del sindaco di Poppi, Federico Lorenzoni.

Non abbiamo ricevuto alcuna risposta dall’Istituto Agazzi; stiamo continuando a reperire contatti e cercheremo di ottenere un loro intervento sul tema per poterne parlare già nel prossimo numero del giornale. Stessa cosa per la ASL. Una prima risposta arrivataci dall’ufficio stampa è stata “sentite Agazzi”, lasciandoci sinceramente allibiti di tanta leggerezza e superficialità; poi siamo riusciti a scambiare alcune considerazioni con Marzia Sandroni, direttrice del distretto. Purtroppo ad oggi, al momento in cui necessitiamo di andare in stampa, non abbiamo però ricevuto alcun commento ufficiale sulla questione; ci hanno riferito che la direzione generale ritiene che il tema riguardi Agazzi. Idem con le dichiarazioni di Lorenzoni che per adesso si è limitato a dirci: “Dovete sentire Agazzi che la gestisce e la USL. Il Comune non c’entra nulla.”

È sempre interessante notare la non volontà, non tanto di prendersi delle responsabilità (perché è anche plausibile che in questo caso non siano imputabili al comune di Poppi o alla ASL), ma di voler almeno fare qualcosa. E farlo, oltre ad essere un atto dovuto nei confronti di un giornale che cerca di far luce su una questione che riguarda tutta la comunità, lo anche nei confronti di tutti i casentinesi che potrebbero aver bisogno di usufruire del servizio. Non è anche questo il compito dei nostri sindaci ed enti territoriali? Cercare di fare qualcosa per i propri cittadini, informandosi, scendendo in campo, provandoci almeno…

Perché ormai funziona così: i problemi si affrontano con un post. Nonostante questa sui una storia complessa, una vicenda sanitaria di lunga data, la risposta è sempre la stessa “non è competenza mia”. Peccato che, quando c’è da inaugurare, tagliare nastri, sorridere in foto e scrivere “al servizio della comunità”, la competenza diventa improvvisamente di tutti. Nel frattempo la piscina resta lì: esiste, ma non serve. E mentre i sindaci presidiano Facebook, il Casentino continua a fare riabilitazione ad Arezzo.

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