di Federica Andretta – «Nella vita, come nella corsa in montagna, l’importante non è arrivare per primi ma continuare a muoversi, ad avanzare, ad affrontare ogni salita con determinazione». Così Kilian Jornet, considerato una leggenda del trail running e dello sci alpinismo, paragona la corsa in montagna ad un percorso di vita nel quale la perseveranza si rivela più importante della velocità. Filosofia perfetta per introdurre il protagonista di questo mese: Niccolò Rialti, bibbienese di 37 anni che ha recentemente partecipato alla “Lavaredo 120K” (120 km e 5.800 m di dislivello), la più importante tra le cinque distanze di gara di trail running della La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB® (evento nato nel 2007) con partenza e arrivo a Cortina d’Ampezzo, meta delle prossime Olimpiadi Invernali 2026. Oltre alla 120K, sono previste anche la “Lavaredo 80K” (80 km e 4.600 m di dislivello), la “Lavaredo 50K” (50 km e 2.600 m di dislivello), la “Lavaredo 20K” (20 km e 1.000 m di dislivello) e la “Lavaredo 10K” (10 km e 300 m di dislivello).
Trail running di vallata Ovviamente il Casentino non è da meno e ci propone: il “Trail Sacred Forests” lungo i sentieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, del Monte Falterona e Campigna; la gara – giunta domenica 1 giugno 2025 alla sua decima edizione – è organizzata dall’ASD Badia Prataglia 2001 con il supporto della Pro Loco Badia Prataglia, in collaborazione con l’ASD Trail Running Project e col patrocinio del CSI Arezzo (Centro Sportivo Italiano – comitato di Arezzo). Le distanze di gara disponibili sono tre: la “Sacred Forests Long Trail” da 50 km e 3.000 m di dislivello, la “Sacred Forests Trail” da 25 km e 1.500 m di dislivello e la “Sacred Forests Short Trail” da 14 km e 800 m di dislivello; è inoltre prevista la “Eco Camminata”, escursione non competitiva sempre da 14 km con 800 m di dislivello.
Il “Trail del Falterona” lungo i sentieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, del Monte Falterona e Campigna e del Comune di Pratovecchio Stia. Giunto quest’anno alla sua quindicesima stagione, mette a disposizione tre distanze di gara quali la “Short Trail” da 14 km e 550 m di dislivello, la “Trail” da 27 km e 1.400 m di dislivello e la “Long Trail” da 45 km e 2.100 m di dislivello. L’evento nasce nei primi Anni 2000 da un’idea del CAI Stia-Casentino (Club Alpino Italiano – sezione di Stia) come gara di corsa in montagna quando ancora la corsa trail non era molto diffusa; dopo una fase di gestione da parte del CAI ha trovato nuova linfa vitale grazie ai giovani podisti del GS AVIS Pratovecchio che per l’evento si sono presentati al pubblico come “Falterona Run”, dando una rinnovata impronta all’evento.
Fatta questa premessa, che cos’è il trail running? Un’esperienza che unisce lo sforzo atletico all’esplorazione e all’amore per l’ambiente. Il trail running (letteralmente corsa su sentiero) è una disciplina sportiva che, a differenza della corsa su strada, consiste nel correre a piedi in un ambiente naturale, tipicamente su sentieri sterrati, di montagna, boschi, colline o parchi, lontano dall’asfalto spesso su terreni irregolari, con salite, discese e dislivelli significativi, combinando così sport e natura. Diversamente dalla corsa tradizionale il trail running richiede scarpe specifiche che garantiscono una maggiore aderenza e protezione e spesso attrezzatura aggiuntiva come zaini idrici, bastoncini da trekking e un abbigliamento tecnico. Gli atleti devono inoltre sapersi adattare al tempo atmosferico e al terreno. È quindi una specialità sportiva che necessita di una forte connessione con la natura, un grande spirito di adattamento e molta resistenza sia fisica sia mentale.
Niccolò Rialti da alcuni anni si cimenta in questa disciplina. Niccolò, quando hai cominciato a praticare il trail running? Com’è stato all’inizio? Immagino che sia faticoso. Hai sempre svolto sport in passato? «Ho iniziato il trail running nel 2021 con la ASD Trail Running Project di Arezzo; al tempo pesavo 110 kg. All’inizio camminavo e correvo; è stata dura però sono contento di quello che sono diventato. Non avrei mai pensato di arrivare a correre gare così lunghe però sono soddisfatto. Quell’anno ho preso parte per la prima volta alla “Trail Sacred Forests”. Tra i percorsi disponibili ho scelto il “Sacred Forests Short Trail” da 14 km. Già averlo finito per me ha rappresentato una grande vittoria!».
Perché hai optato per il trail running e non per la corsa tradizionale o per altre tipologie di sport? «Ho scelto il trail running così per mia spontanea volontà. Prima andavo in mountain bike facendo, nel 2015, qualche gara in zona, poi nel 2021 mi è presa questa idea; sono molto soddisfatto! Questo tipo di corsa è uno sport fantastico dal momento che ti permette di restare immerso nella natura, circondato dagli animali. Rappresenta il mio paradiso!».
Come hai proseguito questa tua passione? «Negli anni ho svolto tante gare in zona e fuori andando sempre più a migliorare e a crescere e ora peso ben 78 kg. Purtroppo a fine dicembre 2024 ho avuto una grossa perdita familiare poiché è venuto a mancare mio fratello Matteo che in Casentino conoscevano tutti; pertanto non mi sentivo in ottime condizioni. Tuttavia, ho avuto la forza e la tenacia di cimentarmi in nuove imprese così grazie alla mia fidanzata Samantha, che è sempre con me, ho deciso di intraprendere un percorso della lunghezza di 103 km con 3.600 m di dislivello partecipando alla dodicesima edizione di “Tuscany Crossing” nel cuore della Val d’Orcia, competizione che sono riuscito a portare a termine e solo per questo sono davvero contento!».
Quando e come si è svolta la “Tuscany Crossing”? «La gara si è tenuta la scorso 11 aprile. Siamo partiti da Castiglione d’Orcia attraversando i comuni di Montalcino, San Quirico d’Orcia e Pienza; da notare lungo il percorso anche le varie stazioni termali come Bagno Vignoni».
E dopo la “Tuscany Crossing”? «In seguito alla “Tuscany Crossing”, sempre quest’anno, il 18 maggio ho preso parte al “Trail del Falterona” (con partenza e arrivo in Piazza Tanucci a Stia) optando per il tracciato da 27 km con 1.400 m di dislivello. Ho effettuato questa corsa in relax in compagnia dei miei amici, ma volevo fare ancora di più: una pazzia. Ho deciso così di partecipare alla “Lavaredo 120K”, gara che si è tenuta lo scorso fine giugno a Cortina d’Ampezzo con partenza alle ore 23:00. Purtroppo dopo 4 km dalla partenza sono caduto facendomi male tanto da non riuscire più a correre come avrei voluto, ma grazie ai miei amici, alla mia fidanzata e alla mia famiglia (che erano lì ad incoraggiarmi) sono riuscito a terminare la competizione impiegando 29 ore e 45 minuti a fronte delle 30 previste dal regolamento. Ho dedicato questo traguardo a mio fratello e a tutte le persone che mi stanno vicino».
Come ti sei classificato nelle gare a cui hai partecipato? Hai vinto dei premi, ricevuto dei riconoscimenti particolari? «Nella mia categoria il livello è molto alto (infatti, c’è gente forte) e non è facile però io mi diverto e ci metto sempre il sorriso in ogni gara ottenendo anche qualche podio di categoria in alcune gare di zona di 15/16 km; sono piccole soddisfazioni personali!».
Progetti in serbo per il futuro? «La “Lavaredo 120K” è stata per me una bella soddisfazione dopo i tanti sacrifici e gli allenamenti a cui mi sono sottoposto però non ho intenzione certo di fermarmi qui! Ci saranno ancora tanti sassolini e tante soddisfazioni da togliersi il prossimo 2026 e spero, se Dio mi darà la salute, di togliermeli ancora per parecchi anni a venire. Nel 2026 per prima cosa dedicherò più tempo alla mia fidanzata e farò gare più corte (15/25 km) poi vedrò se fare una 100 km, ma è ancora tutto da decidere; avrò tutto il tempo di cimentarmi nuovamente in gare lunghe ultra trail nei prossimi anni».

Quando parli di sacrifici e di allenamenti cosa intendi? Puoi parlarci un po’ delle giornate in cui ti alleni? Ti prepari da solo o in compagnia? Segui un’alimentazione particolare? «Lavoro in una ditta e per quanto riguarda la corsa, ci vado o presto alle cinque del mattino o la sera dopo il lavoro. Mi alleno quattro volte a settimana raggiungendo un totale di 50/60 km. Ci vuole tanto sacrificio, perché il trail running richiede tempo e poi devo pensare anche alla mia famiglia e alla mia fidanzata però sono contento e soddisfatto di questo bellissimo sport».
Secondo te il trail running è uno sport che possono fare tutti o c’è un range di età preciso? «Per la corsa trail nel bosco o su strada non c’è età, possono farla tutti; puoi iniziarla da giovane o cominciarla a 50 anni. Basta avere voglia e volontà in tutto ciò che si fa!»
Pensi che parteciperai nuovamente alla “Lavaredo 120K” il prossimo anno? «No, penso che correrò la “Lavaredo 80K” visto che non l’ho mai fatta, ma per quanto riguarda la 120K, è però ancora tutto da vedere».


