di Francesca Maggini – Nel cuore di San Piero in Frassino, nel comune di Ortignano Raggiolo, prende forma un progetto che intreccia memoria e futuro, cultura e accoglienza. La nascita di una Biblioteca con Caffè Letterario e di un piccolo Ostello rappresenta molto di più di una riqualificazione edilizia: è un segnale concreto di rinascita per l’intero paese grazie ad un progetto volto a restituire vitalità ai piccoli borghi e al patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni su cui fondano le proprie radici.
Il sindaco Emanuele Ceccherini, ci racconta questo importante progetto curato e portato avanti insieme all’assessore del comune Tiziana Mucci. Un progetto nato grazie ai fondi per PNRR destinato alla rigenerazione culturale di piccoli borghi, un investimento dove la cultura e la socialità diventano il motore trasversale delle politiche di sviluppo attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici e il restauro del patrimonio storico-architettonico.
La riqualificazione è iniziata con l’acquisto di una vecchia casa in via Garibaldi a San Piero, una casa ormai abbandonata, una facciata scrostata, un tetto piegato dal tempo, ambienti silenziosi da anni. Un edificio che sembrava destinato all’oblio è che invece è diventato il simbolo di una possibile rinascita. Nel pieno rispetto dell’identità originaria, le pietre antiche, i solai in legno, i muri spessi sono stati recuperati e valorizzati rispettando quell’identità silenziosa e preziosa, non una semplice ristrutturazione dunque ma un restauro capace di conservare l’anima del luogo.
La parte che una volta era la stalla, è stata adibita a Biblioteca, un piccolo locale arredato con cura, le pareti sono coperte di scaffali già pieni di libri, al centro della stanza un paio di tavoli che invitano a sedersi e a leggere. Il giardino retrostante si trasforma in Caffè letterario, spazio informale di incontro e dialogo, mentre la parte superiore dell’edificio ospita un piccolo ostello. Quest’ultima struttura posta proprio lungo il cammino di San Francesco, nel tratto che collega Vallombrosa a Bibbiena, potrà accogliere piccoli gruppi di viandanti e visitatori. L’ostello posto su due livelli, è caratterizzato da una cucina con un piccolo salotto un bagno e una grande camera con 9 posti letto. Un punto di ristoro semplice ma accogliente pensato per offrire riposo e incontro in un’atmosfera autentica.
Cuore pulsante del progetto resta comunque la Bibliotheca nata grazie a due importanti donazioni, uno spazio di lettura e condivisione per tutta la comunità. I libri sono stati interamente donati ed hanno anche un grande valore internazionale, infatti, c’è ne sono molti in lingua inglese, francese e russa. Alcuni testi sono a disposizione e quindi possono essere presi, altri sono prenotabili altri ancora sono solo per la consultazione in sede in quanto sono opere rare e molto antiche, addirittura alcune risalgono al 1800. La presenza di volumi in tante lingue offre alla comunità una finestra sul mondo, la cultura supera i confini geografici e diventa un ponte tra locale e globale tra tradizione e apertura internazionale.

Dopo una prima fase di selezione e divisione per argomento, è emersa la necessità di una catalogazione accurata, da qui è nata la collaborazione con il Liceo Scientifico di Poppi. Gli studenti all’interno del progetto alternanza scuola lavoro, si occuperanno della catalogazione, sarà messo a disposizione un pc dotato di un software per garantire un’organizzazione ordinata e facilmente consultabile.
Un’esperienza formativa concreta, che unisce scuola territorio e patrimonio culturale, in un contesto dove i giovani studenti diventeranno custodi della memoria collettiva. Nella tarda primavera tutta la struttura sarà a disposizione della cittadinanza, biblioteca e caffè letterario saranno aperti grazie alla disponibilità di alcuni volontari, turni e orari prestabiliti garantiranno una gestione condivisa in un clima di piena collaborazione e convivialità.
In un’epoca in cui la comunicazione e l’informazione sono sempre più digitali, la biblioteca riafferma il valore dello spazio fisico come luogo di crescita culturale e il caffè letterario come punto stabile di incontro fra cittadini di tutte le età. L’intera struttura è quindi un investimento per la socialità, un luogo vivo, inclusivo capace di costudire storie, relazioni e un senso profondo di fare comunità, dove il tempo rallenta e la parola torna ad essere centrale.
In una vallata come la nostra dove ogni piccolo borgo custodisce storie, usanze, sapere e paesaggi unici, la rigenerazione culturale non è certamente frutto del solo scopo di riqualificazione estetica, si mostra come una strategia necessaria e vincente per costruire un nuovo futuro partendo proprio dalle radici del nostro stesso passato.


