di Francesca Maggini – L’ex cementificio Sacci, esempio di architettura industriale del secolo scorso, è diventato nel tempo il simbolo di uno scempio, di abbandono e degrado, una storia infinita legata a lungaggini burocratiche e accordi non trovati che va avanti dai primi anni 2000. Ordinanze, valutazioni tecniche, sentenze dei tribunali, ricorsi, scelte sovracomunali e comunali è passato di tutto sotto i resti dell’imponente cementificio senza trovare però un fine e mettere un punto ad una situazione che garantisse la riqualificazione e la conseguente rinascita di quell’area.
Diverse amministrazioni si sono susseguite nei due comuni coinvolti, Bibbiena e Chiusi della Verna, senza tuttavia riuscire a porre fine ad una situazione che ormai va avanti da più di 20 anni. Da qualche mese è nato un comitato popolare spontaneo di cittadini che ha deciso di prendersi a cuore la situazione in essere nella speranza di riuscire, dando voce a tantissimi cittadini, a smuovere qualcosa. Ne abbiamo parlato con Franca Rinaldelli, Italo Galastri e Marco Giovani ideatori e fondatori del comitato spontaneo “Ripuliamo la Sacci”. Durante la fiera del 2 giugno, proprio al Corsalone, si è tenuto il primo incontro pubblico del comitato ed è iniziata una raccolta firme che, già al momento è molto numerosa e coinvolge cittadini provenienti da tutto il Casentino e non solo, a dimostrazione di come ci sia una coscienza comune che ha voglia di superare, come sottolineano i fondatori, una delle più grandi problematiche urbanistiche e ambientali del Casentino ed è concorde sul fatto di quanto sia necessaria ed urgente una riqualificazione dell’area interessata.
Due sono i motivi principali che hanno spinto la nascita del comitato: prima di tutto tutelare la salute dei cittadini in quanto, ci raccontano i fondatori, pare evidente che ci siano ancora resti di amianto e sostanze pericolose con eventuale spargimento di polveri tossiche e dannose per la salute di tutti; secondo motivo, non meno importante, l’area dell’ex Sacci per collocazione si pone in un punto nevralgico, sia per la viabilità, in quanto crea una sorta di strozzamento pericoloso per la mobilità, sia per quanto riguarda l’aspetto visivo nel senso che lo stato di totale abbandono della vecchia struttura non è certamente un bel biglietto di ingresso per chi entra nel cuore del Casentino un territorio che sempre più si spinge verso la valorizzazione turistica della valle.
Il nascente comitato ha pertanto lo scopo principale e fondamentale di far leva su interessati comuni e su tutta la popolazione affinché l’attenzione su questo problema non venga meno ed anzi venga affrontato una volta per tutte con l’intenzione di risolverlo. Il comitato parla della necessità di far prevalere il buon senso andando oltre le varie idee politiche e prende come unico punto di riferimento l’interesse comune che incentra sulla necessità primaria di bonificare l’area, radere al suolo la fatiscente costruzione e solo successivamente pensare, sulla base di un’attenta analisi dei bisogni collettivi, ad eventuali progetti per la riqualificazione dell’area.
I fondatori ribadiscono, più volte, come il comitato non deve assolutamente essere frainteso e strumentalizzato da politici o tecnici ma deve rimanere un’entità super partes dove i semplici cittadini cercano di far valere i propri diritti assolvendo ai propri doveri al fine di trasformare il degrado dell’area in uno spazio sicuro, pulito e fruibile a tutti. Franca, Italo e Marco sottolineano il fatto di come si siano persi mesi e anni senza concludere nulla e sperano che, anche grazie al loro intervento, la situazione possa volgere ad una costruttiva collaborazione fra privato e pubblico, ad un impegno congiunto che attraverso una maggiore apertura e disponibilità di tutti gli organi competenti riesca ad attivare e garantire interventi tempestivi di demolizione e successiva riqualificazione in quanto appare chiaro e scontato, come in un paese moderno e civile, sia inammissibile non riuscire a semplificare e velocizzare un iter di recupero che appare a tutti necessario e fondamentale.
Ripuliamo la Sacci vuole dare un segnale forte e chissà che sia proprio questo comitato, portavoce di tutti i cittadini, a far smuovere questa situazione di stallo e contribuisca a far dare nuova luce ad un’area di oltre otto ettari che potrebbe ospitare strutture preziose per andare incontro agli innumerevoli bisogni dei cittadini casentinesi.


