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domenica, 26 Giugno 2022

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3, 2, 1… Robo!

di Federica Andretta – Al giorno d’oggi, si sa, essere creativi non basta. Bisogna sempre avere quel qualcosa in più per fare davvero la differenza. Secondo voi che cosa significa la parola inventare? Secondo me, trovare nuove idee da poter poi mettere realmente in pratica nella vita di tutti i giorni. Non si tratta semplicemente di applicare un proprio pensiero (quasi come se fosse una sorta di formula matematica) ma di creare quella magia, tipica delle fiabe per bambini, capace di trasformare un materiale grezzo in un essere quasi dotato di vita propria. Non basta insomma possedere una buona idea ma è necessario che quella stessa idea arrivi al cuore della gente. Ma anche l’esperienza personale e professionale fanno certamente la loro differenza, perché le idee da sole non sono sufficienti per potersi esprimere. Devono essere necessariamente accompagnate dall’esperienza e dalla maestria del loro inventore per poter prendere successivamente forma. Il protagonista del nostro servizio di idee ne ha tante e non solo. Le sue conoscenze in campo elettrico ed elettronico, sviluppate negli anni nell’azienda di famiglia, lo hanno condotto ad importanti traguardi. Stiamo parlando di Ivan Fognani, e non potevamo fare a meno di saperne di più direttamente da lui.

Ha progettato “RoboPull”, un nuovo sistema di allenamento personale brevettato che utilizza il peso del proprio corpo. In che cosa consiste precisamente?
«A differenza dei comuni attrezzi da palestra, che utilizzano pesi molle o elastici per applicare una resistenza all’esercizio, “Robopull” è un sistema che utilizza il peso del corpo della persona come sorgente di carico. È composto da un gruppo di sollevamento che tramite una serie di carrucole alza una pedana dove si posiziona l’utilizzatore; quest’ultimo può decidere la percentuale di peso del suo corpo da sollevare, semplicemente spostando un cursore che cambia il punto di leva. “Robopull”, a differenza dei macchinari esistenti (Assisted Pull-Up Machines), ha notevoli vantaggi: permette di eseguire l’esercizio con carico bilanciato; una volta impostato il livello di difficoltà, questo sarà lo stesso in rapporto al peso della persona che sale in pedana (senza dover cambiare ogni volta i pesi), molto utile nelle palestre dove si fanno lavori di gruppo e adatto all’utilizzo domestico, perché occupa poco spazio, facile da montare e leggero da spostare».

Com’è nata l’idea di creare questo tipo di attrezzo, primo ed unico al mondo?
«Essendo un appassionato di arti marziali e di sport in genere, tempo fa acquistai un attrezzo da applicare a muro per fare le trazioni; dopo due mesi di utilizzo mi resi conto che fare le trazioni partendo subito col proprio peso era difficile e non riuscivo ad eseguire correttamente l’esercizio, mi serviva qualcosa di graduale. Visitando una palestra ho provato un macchinario detto anche Assisted Pull-Up Machine, praticamente una pedana a circa un metro da terra dove si sale tramite una scaletta con cui, inserendo dei contrappesi, posso alleggerire il mio peso e facilitare l’esercizio. Il problema di questa macchina è che costa dai 3.000€ ai 5.000€, pesa 400kg e ha bisogno di molto spazio per essere posizionata, inoltre non permette di lavorare con un carico bilanciato ma si tende a far lavorare maggiormente il braccio in cui si ha più forza. Da qui mi è venuta l’idea di inventare qualcosa da poter applicare anche a casa che avesse caratteristiche simili o migliori nell’esecuzione dell’esercizio ma a costo, peso e ingombro minori».

Quanto tempo ha impiegato per realizzarlo? 
«Sto lavorando al progetto dal mese di aprile 2021 e dovrei essere pronto alla commercializzazione per febbraio 2022».

Ma non è la prima volta che inventa attrezzature innovative. Nel 2000, dall’esperienza sessantennale della famiglia Fognani, nasce Robosystem e così tutta un’intera gamma di macchinari e strumenti brevettati per elettricisti, idraulici, muratori e non solo. Può parlarcene a grandi linee?
«Il mio primo brevetto è stato depositato nel 1999; si tratta di un dispositivo elettronico che permette di realizzare impianti elettrici di comando con metà fili. Poi nel 2000 ho brevettato “Roboguido”, un robot che sostituisce un elettricista nella fase di passaggio dei fili elettrici e lo stesso anno è nata anche la mia azienda Robosystem; da lì poi ho continuato ad inventare macchinari e sistemi per l’automazione».

I vostri prodotti, totalmente Made in Italy, sono amati in tutto il mondo. Come siete ci siete riusciti? E quali sono i Paesi maggiormente interessati?
«La maggior parte dei nostri macchinari sono venduti in Italia, una minima percentuale anche all’estero e comunque nella Comunità Europea.
La mia è una piccola azienda artigianale, le nostre vendite sono quasi tutte legate ai canali internet, Amazon, eBay e il nostro sito www.robosystem.it oltre al mercato locale su palestre, centri di riabilitazione e privati per uso domestico».

Nel 2002 ha partecipato ad un concorso nazionale con il suo “Roboguido”?
«Si, nel 2002 ho partecipato ad un concorso nazionale indetto dalla rivista Focus dove mi sono classificato tra i primi 12 inventori d’Italia; sono andato a Milano per la premiazione, è stata una bella esperienza».

È poi stato chiamato anche in TV per presentare le tue invenzioni?
«Grazie al concorso su Focus, hanno pubblicato le mia invenzione su molti quotidiani nazionali e da lì poi sono stato chiamato a presentare le mie invenzioni su La7e alla Rai».

Ha in mente nuove invenzioni per il futuro?
«Adesso ho iniziato una nuova avventura nel mondo del fitness con la nuova azienda Robogym (www.robogym.it) che nasce presentando il primo attrezzo “Robopull”. Sono già in cantiere altri macchinari che utilizzano lo stesso brevetto, tipo il vogatore, la panca ecc. che spero di mettere a punto entro il 2022. In realtà, ho molti brevetti nel cassetto un po’ su tutti i campi ma essendo una piccola azienda spero di avere in futuro la forza di poterli realizzare tutti…».

E noi non possiamo che augurare di concretizzare tutti questi progetti affinché da piccoli sogni contenuti dentro un cassetto possano diventare grandi un giorno!

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