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domenica, 8 Novembre 2026

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Un paese rossoblé: l’ASD Bibbiena riparte dai giovani

di Mirko Goretti – Basta imboccare viale Michelangelo e iniziare a salire verso via Castellare per vedere la maestosa tribuna dello stadio Aldo Zavagli stagliarsi con forza. Da sempre casa del calcio bibbienese, questo impianto trasuda storia: è proprio qui che i rossoblù hanno scritto pagine memorabili tra l’Eccellenza ed il campionato Interregionale tra gli anni Ottanta e Novanta, ed è qui che generazioni di giovani campioni sono salite sul tetto della Toscana, portando la società ai vertici del movimento giovanile regionale. Insomma, se nella nostra regione si parla di calcio dilettantistico, è impossibile non buttare l’occhio in Casentino e su quei colori rossoblù che contraddistinguono Bibbiena da sempre.

L’ASD Bibbiena, oggi, è lontana dalle gloriose categorie della Bibbienese di trent’anni fa: negli ultimi tempi ha attraversato stagioni complesse, segnate da difficoltà gestionali, titoli giovanili persi e un progressivo allontanamento dei tifosi. Da qualche mese a questa parte, però, grazie all’energia e alla passione di un nuovo gruppo di giovani soci e volontari, qualcosa è davvero cambiato. In casa rossoblù tira un’aria tutta nuova: dopo le dimissioni dello storico presidente Mario Rosadini e il riassetto di inizio anno, il club ha voltato pagina affidandosi a una dirigenza determinata a riavvicinare il paese alla propria squadra.

A guidare questo percorso, al fianco del presidente Fausto Beoni, c’è una vera e propria bandiera del calcio locale: Giampiero Bachini, oggi Direttore Generale. Già protagonista in Interregionale con la gloriosa Bibbienese, Bachini porta in dote esperienza e amore viscerale per la maglia: «Quando mi ha chiamato Fausto Beoni, tra la malinconia di vedere uno stadio deserto con soltanto poche persone in tribuna e, soprattutto, le pressioni di un grande amico, non ho potuto dire di no: ho capito che era il momento di mettersi in gioco e dare una mano».

Nell’organigramma che sta prendendo forma, il ruolo di vicepresidente è stato affidato a Gabriele Cungi, mentre la responsabilità dell’area sportiva fa capo al direttore sportivo Luca Martini, con mister Alessandro Regina al timone della prima squadra. Attorno al nucleo dirigenziale gravita un gruppo di volontari composto da circa venti ragazzi di tutte le età, pronti a spendersi quotidianamente dentro e fuori dal rettangolo di gioco per rilanciare una delle istituzioni sportive più iconiche e rappresentative dell’intera vallata: «Quando ad inizio anno il Bibbiena si è trovato ad affrontare un momento di ristrutturazione societaria, il primo a cercarci è stato Gabriele Fini, attuale vice allenatore della prima squadra, chiedendoci se ci fosse la volontà di ricreare un po’ di entusiasmo e fare qualcosa per la società – racconta Michele Zavagli, uno dei soci più attivi del nuovo collettivo – Così si è creato un gruppo completamente nuovo, con persone dai venti ai cinquant’anni, dove tutti stanno dando il proprio contributo per riportare il Bibbiena «in auge». Cerchiamo di coinvolgere ed includere i ragazzi del posto: a dimostrazione di questo clima aperto, proprio nelle ultime partite una ragazza del paese si è avvicinata con grande entusiasmo per fare la fotografa a bordo campo».

Il primo segnale di questo nuovo corso si è visto già quest’estate: la presentazione ufficiale in Piazza Tarlati, realizzata in collaborazione con l’associazione Noi Che… Bibbiena ha richiamato oltre quattrocento persone, un successo di pubblico confermato anche nelle prime uscite casalinghe, dove la risposta del paese è stata immediata. «La presentazione in Piazza Tarlati con quattrocento persone è stata un grande punto di partenza che ci ha fatto capire che potevamo realizzare qualcosa di veramente bello. E poi, nelle prime giornate, a vedere la partita allo stadio c’erano più di duecento persone, contro le circa ottanta dell’anno scorso: sta nascendo qualcosa di positivo per tutto il paese», spiega Michele, rivelando poi come il risveglio del senso di appartenenza per i colori rossoblù si sia tradotto anche nella cura concreta delle strutture: «Un gruppo di una decina di ragazzi e genitori ha passato tutti i sabati mattina dell’estate a sistemare la casina dell’impianto di Bibbiena Stazione: hanno rifatto la cucina, il pavimento ed il tetto, mentre un altro gruppo di volontari ha riverniciato tutti gli scalini dello stadio. In quell’occasione il sindaco ha addirittura condiviso la nostra foto: è stata una grandissima soddisfazione ed è la prova del clima propositivo che si sta respirando».

La spinta dei giovani del territorio è la vera benzina del nuovo ciclo, come conferma orgogliosamente il direttore Bachini: «I ragazzi che si sono avvicinati sono la nostra vera forza, il nostro dodicesimo uomo in campo: durante la presentazione li ho voluti sul palco. Hanno fatto un lavoro eccezionale ammodernando l’impianto di Bibbiena Stazione, pulendo le tribune, risistemando gli spogliatoi a Bibbiena Alta e rendendo di nuovo accogliente l’ambiente attorno al campo. Vedere persone che si avvicinano con questo entusiasmo dà una carica enorme alla squadra e alla dirigenza».

Il nuovo progetto punta anche a ricostruire ponti con il tessuto commerciale e con le altre società amatoriali della zona, come la Bibbienese e il CSBS, invitate sul palco durante la presentazione estiva proprio per valorizzare il senso di comunità: «Trovare sponsor non è stato facile – ammette Zavagli – ma stiamo lavorando per riportare le famiglie allo stadio e riavvicinare partner che mancavano da anni. Se vogliamo riportare entusiasmo in paese, bisogna coinvolgere tutte le realtà del territorio».

Se sul piano emotivo la piazza ha risposto alla grande, sul fronte campo la sfida principale riguarda il settore giovanile, storicamente fiore all’occhiello del territorio ma reduce da stagioni travagliate che hanno visto la perdita di diverse categorie Regionali ed Élite. «Attualmente conserviamo la categoria Élite soltanto con la formazione Juniores, che stiamo cercando di rinforzare e salvare a tutti i costi. L’ambizione a medio-lungo termine è quella di riportare gradualmente il Bibbiena nelle categorie regionali che gli competono», afferma Bachini, sottolineando come il progetto tecnico si incentri tantissimo sui ragazzi del settore giovanile.

Questa linea verde non rappresenta soltanto uno slogan, ma una scelta tecnica precisa, come confermato dalle parole del Direttore Sportivo Luca Martini, intervenuto di recente ai microfoni della trasmissione televisiva Calcio Dilettanti: «Abbiamo una squadra molto giovane, con l’età media tra le più basse dell’intero campionato. Siamo partiti bene, c’è una grande complicità e un entusiasmo travolgente, sia all’interno dello spogliatoio sia nell’ambiente che ci circonda. Lavoriamo ogni giorno in questa direzione, con la consapevolezza che ciò che succede in campo non avviene mai per caso».

L’impostazione è ribadita dal DG Bachini: «L’ossatura della prima squadra è formata dai nostri giovani: abbiamo promosso l’allenatore e il vice della Juniores, e otto undicesimi della formazione titolare sono ragazzi usciti dal nostro vivaio. Per noi questo è già un grandissimo traguardo. Se disputiamo un campionato tranquillo, abbiamo già vinto. – dichiara il DG, prima di lanciare uno sguardo al futuro – Una volta consolidata la struttura societaria, l’ambizione sarà riportare il Bibbiena in categorie più consone alla sua storia, come la Promozione o l’Eccellenza. Non ci poniamo scadenze rigide ad un anno o due: conta il percorso di crescita ed un ambiente basato sulla passione e sul sostegno della comunità».

Prima ancora dei risultati di campo però, l’esigenza prioritaria identificata dai vertici riguarda la solidità strutturale dell’organizzazione. «Vogliamo costruire prima di tutto una società ben strutturata – sottolinea il direttore – L’obiettivo principale è darci un’organizzazione solida, dove ogni figura abbia un ruolo chiaro e la possibilità di lavorare al meglio. L’ambizione sportiva deve sempre camminare di pari passo con la stabilità societaria e l’entusiasmo». «Stiamo giocando con una squadra giovanissima che sta dando l’anima in campo – conclude Zavagli – L’obiettivo per la prima squadra resta una salvezza tranquilla, ma il traguardo più grande che vogliamo raggiungere nei prossimi 4-5 anni è uno solo: creare un profondo e indissolubile senso di appartenenza».

Al di là delle categorie e dei punti in classifica, la scommessa più grande dell’ASD Bibbiena si gioca sull’identità e sul rapporto con la propria gente: rivedere la tribuna dello stadio Aldo Zavagli tornare settimana dopo settimana ad essere viva proprio come nei giorni più splendenti della sua storia, è il segnale che il paese sta riabbracciando i suoi colori, grazie alla guida di una società forte, sostenuta dal volontariato dei suoi giovani e alimentata dall’entusiasmo di una comunità intera. La passione per i rossoblé sta tornando a casa.

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