Se vogliamo fare la guerra dei numeri siamo pronti a confutare con dati certi e fonti autentiche le recenti affermazioni di chi sostiene il No.
Le motivazioni del No al referendum sono tanto ingannevoli e faziose quanto errate primo tra tutti seppur insignificante il dato geografico, Roma ha un’estensione più che doppia e non pari al Casentino.
I comuni prendono i trasferimenti dallo stato in base agli abitanti con il Comune Unico continueremo a percepire gli stessi trasferimenti più un 20% per dieci anni come premio fusione.
Il Comune Unico è un comune Montano e percepirà i fondi regionali per la Montagna e tutti i milioni annuali delle deleghe regionali: lo dice la Costituzione, legge delle leggi, lo conferma la norma Regionale.
Gli incentivi erogati ad oggi per la fusione in Casentino sono 28 milioni di euro in 10 anni. I sostenitori del No si sono dimenticati del contributo statale, che è quello più sostanzioso (20% dei trasferimenti ossia oltre due milioni all’anno). La legge è chiara e noi sul nostro blog ne diamo ampia dimostrazione.
Non ci saranno disagi per la popolazione, la testimonianza di chi ha seguito la via del comune unico è chiarificatrice: miglioramento, efficienza, risparmio, documentatevi sul web autonomamente non cadete in questa rete tessuta di paura.
I veri disagi saranno per la classe politica che da anni governa il Casentino, perché il Comune unico è un atto di generosità e rinuncia (a molte cariche e poltrone) che i nostri governanti non sono disposti a concedere.
Sui costi della politica ci saranno risparmi, eccome, meno duecento politici significano circa 700.000 euro all’anno. L’equivalente di una scuola, o una palestra, insomma una grande opera pubblica in più ogni anno per il Casentino.
La finanziaria ha eliminato le municipalità per i comuni esistenti sotto 100.000 ab (art. 16 Testo Unico per gli Enti Locali- TUEL) ma in caso di fusione le municipalità sono ancora previste, si veda l’ art. 15 del TUEL che non è mai stato messo in discussione da nessuna altra legge.
Non chiuderanno gli uffici postali, non è di competenza comunale, e poi lo Stato lo sta già facendo.
E’ certo ed indiscutibile che un Comune Unico ha più peso politico. Più peso per contattare le tariffe di acqua e rifiuti, più peso per negoziare con lo stato affinché le poste non chiudano, più peso per generare opportunità di crescita e lavoro per i nostri figli, e molto altro.
E’ la politica degli ultimi trent’anni che ha determinato il degrado delle frazioni e delle aree più marginali, non il Comune unico che è l’unico modo dato alle amministrazioni per reagire alla crisi.
Il modello “Comunità Montana” che ha governato fino ad oggi il Casentino deve essere superato oggi, non possiamo più rimandare.
Noi cittadini dobbiamo dare un chiaro segno di autonomia, saggezza e lungimiranza a chi ci governa, dobbiamo votare Sì.
Per una verifica di quanto esposto potete consultare il nostro blog dove sono riportati i link al Ministero dell’Interno ed alle principali leggi in materia, oltre ad un insieme di articoli che approfondiscono ed esplicano tematiche e cifre sul Comune Unico con rigore scientifico. Cfr. http://comunedelcasentino.blogspot.it/
CASENTINO UNITO

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