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sabato, 1 Ottobre 2022

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Benessere alimentare

di Melissa Frulloni – Proprio nei giorni in cui scriviamo questo articolo, Giorgia Meloni, impegnata come i suoi colleghi nella campagna elettorale, in vista delle prossime elezioni politiche, ha definito anoressia e obesità (insieme a droga, alcolismo, tabagismo, ludopatia, autolesionismo, babygang, hikikomori) “devianze giovanili”. Da più parti, da ricerche scientifiche, professionisti del settore, medici e psicoterapeuti, queste sono universalmente riconosciute come malattie, patologie psico-fisiche che colpiscono ragazzi e ragazze anche molto giovani, ma non solo, visto che “attaccano” indistintamente, uomini e donne, di qualsiasi età e in ogni parte del mondo.

Definire quindi deviato/a chi purtroppo cade in questo vortice di dolore e angoscia legato al cibo, ci sembra davvero molto grave e assolutamente non rispettoso verso chi ne soffre. Lasciando comunque da parte i giudizi personali, questa esternazione è stata per noi un motivo in più per scrivere questo pezzo, già ispirato dalla voglia di far passare l’idea che una sana alimentazione è davvero la strada giusta per stare bene ed essere in salute, ma sottolineando con forza che ognuno va bene così come è (vi ricordate la nostra campagna contro body shaming e discriminazioni “Mi vado bene così”?) e che, nonostante tutto intorno a noi ci dica il contrario, non esiste un’unica bellezza, non esiste la perfezione, non esiste un corpo migliore di un altro.

Ad aiutarci nella diffusione di questo, a nostro dire, importantissimo messaggio, abbiamo interpellato un vero professionista che non solo si occupa di nutrizione e benessere, ma che anche parla il linguaggio dei giovanissim*, facendo divulgazione scientifica là dove i ragazzi e le ragazze sono più attenti ed interessati.

Abbiamo intervistato Christian Faffini, Dietista aretino, molto conosciuto anche in Casentino, che su TikTok conta oltre 200 mila follower. “Il “core business” del mio lavoro è senza dubbio il dimagrimento. È la richiesta che mi viene in assoluto fatta più spesso ed è anche l’etichetta che mi viene affibbiata, «quello che fa dimagrire le persone». Un peccato, perché il dietista si occupa di dimagrimento ma non solo, soprattutto fa Educazione Alimentare per grandi e piccini a 360°. Come Dietista collaboro con un team multidisciplinare che si occupa di Disturbi del Comportamento Alimentare. Ho giornalmente occasione di conoscere tante persone nei miei studi e a distanza che soffrono di questo tipo di patologie, come anoressia nervosa, bulimia, Binge Eating Disorder ma anche vigoressia e situazioni borderline non ancora identificate. È una dura battaglia, difficile da ambedue le parti, dove l’obiettivo è quello di imparare a convivere con questa situazione e prenderne consapevolezza, cosa non facile perché i protagonisti sono perlopiù ragazzi/e di giovane età.” Ci ha spiegato il dottor Faffini.

Sempre più spesso sentiamo parlare di «Body Acceptance» e «Body Positive»; lei crede in questi «movimenti»? E che legame hanno con un corretto regime alimentare? «Credo fortemente nella «Body Neutrality». Non sempre è facile accettare e amare il proprio corpo a prescindere, nonostante le forme, il peso e le misure. Quindi, invece che sostenere questa forma di amore incondizionato verso il corpo, ritengo sia più funzionale spostare l’attenzione e vedere il corpo come «strumento», come insieme di funzionalità che ci permettono di vivere la nostra quotidianità. Trasferire il focus alla persona in quanto tale, staccandolo dall’identificazione e dall’iper attenzione per la forma fisica. Questa «Neutrality» la intendo anche nel mondo alimentare, vedendo il cibo in primis come forma di sopravvivenza e poi come tutto il resto. Altrimenti renderemmo ancora più forte il legame cibo-emozione che troppo spesso condiziona la nostra vita alimentare e sociale.»

I social, così come gli spot pubblicitari, gli influencer, le serie tv, ecc. perseguono un certo ideale di bellezza basato sulla magrezza. Cosa ne pensa? E come far capire a chi riceve quei messaggi che magro non è sempre bello? «In ogni epoca della storia ci sono stati ideali di bellezza anche se oggigiorno questo è stato ancora più amplificato dai canali social. Penso che la più grande responsabilità spetti agli influencer, che hanno l’onore di poter raggiungere molte persone e il dovere altresì di moderare i loro contenuti. Come me ci sono tantissimi professionisti che sono sbarcati nelle piattaforme social e che stanno facendo un’ottima informazione in più ambiti. Credo che la sinergia di intenti possa fare la differenza per indirizzare le persone.»

Quale è il principale consiglio che da ai suoi pazienti, ma che darebbe anche ai nostri lettori, riguardo al loro corpo e alla loro alimentazione? «Alimentazione è Benessere. Appropriarsi di uno stile di vita sano per stare bene e vivere al meglio la socialità di tutti i giorni penso sia una felicità enorme. Togliamoci dalla testa l’idea che per mangiare bene bisogna privarsi di tutto e vivere nella tristezza, non è assolutamente così, anzi. Affidatevi sempre a professionisti che parallelamente al raggiungimento del vostro obiettivo vi faranno Educazione Alimentare e vi costruiranno una mentalità sana nei confronti del mondo alimentare. La Salute non ha prezzo!»

Sull’argomento abbiamo voluto anche sentire la viva voce di ragazzi e ragazze casentinesi, per capire quale è la percezione che hanno del loro corpo, ma anche quanto credono che sia importante l’aspetto fisico nella nostra società e quanto conti in ambiti come la scuola o il lavoro.

La maggior parte di loro, alla domanda “ti piace il tuo corpo?”, ha risposto sì, dando (in media) un 7 a “quanto accetti i tuoi “difetti” fisici da 1 a 10?” Sicuramente risulta interessante questa risposta: “Sì, mi piace il mio corpo; anche se è difficile dire che non cambierei nulla. In realtà è così, ma a farlo mi sento quasi in colpa… Credo perché la società e i modelli che quotidianamente ci vengono proposti, sono pressoché perfetti e ci costringono a sentirci inadeguati.”

Ed a sostegno di queste parole c’è anche un bel 8 (in media) dato in risposta a “quanto credi che conti, per la società (luogo di lavoro, luoghi di svago, scuola, ecc.), il tuo aspetto fisico da 1 a 10?”

“In alcuni ambienti di lavoro sicuramente conta 10 su 10! E sicuramente sono le donne a subire molto più degli uomini questa forma di discriminazione, dato che le vogliamo sempre belle, magre, giovani e disponibili. È inevitabile in una società patriarcale come la nostra, in cui sicuramente un maschio, bianco, come me è un privilegiato. Anche a scuola, purtroppo, l’aspetto fisico conta molto ed è da sempre motivo di discriminazione e bullismo.”

Tutt* gli intervistati sono concordi sul fatto che una corretta alimentazione ci aiuti a stare bene sia mentalmente che fisicamente, prevenendo numerose malattie. Molti di loro sono stati seguiti, almeno una volta da un nutrizionista, o stanno attualmente facendo un percorso alimentare, volto al dimagrimento.

“Seguo un’alimentazione sanissima da sempre, al limite dell’ossessione, e pratico corsa e trekking, a volte anche yoga. Credo che l’alimentazione, da 1 a 10, sia importante 9, il resto è fortuna! A 40 anni la consapevolezza di noi stesse cambia in modo radicale, diamo più importanza ad altre cose. A 20 anni avrei dato 5 ad ogni domanda, perché non mi piacevo per niente!”

“Credo che l’educazione alimentare dovrebbe essere insegnata a scuola. Credo che mangiare poco e bene possa salvare noi e il pianeta. Mai stata da un nutrizionista ma credo che ognuno di noi dovrebbe andarci per sapere come seguire una corretta alimentazione.”

Inoltre è stato molto incoraggiante e positivo vedere il punteggio davvero basso (media 2) che i nostri e le nostre intervistat* hanno dato alla domanda “quanto influisce sul tuo modo di essere il giudizio degli altri da 1 a 10?”, dimostrando un totale disinteresse per quello che gli altri pensano del loro corpo e del loro modo di essere e/o apparire.

Ci teniamo a ricordare che anoressia, bulimia, obesità, ecc. sono patologie e che se credete di soffrirne potete rivolgervi a professionisti che vi aiuteranno a superare queste malattie, seguendo un percorso nutrizionale, ma anche di sostegno psichico. Sicuramente la cosa da non fare, per nessun motivo al mondo, è sentirvi dei deviati!

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