di Anselmo Fantoni – I tempi della macchina pubblica si sa, sono lunghi, a volte si trascinano per decenni fino a far diventare superate alcune decisioni che al momento in cui furono pensate erano all’avanguardia. Questa volta il rischio non c’è, costruire un parcheggio, o meglio renderlo più ordinato non è cosa che stravolge il territorio.
È previsto anche un vecchio telaio come monumento al passato tessile della cittadina e in questo sarebbe interessante invece una cosa un po’ innovativa, rinchiudere il macchinario in una teca e inserendo una monetina farne vedere il movimento, oppure ancora più suggestivo ricreare intorno al macchinario un operaio che lavora, magari con tecniche olografiche supportate dalla oramai onnipresente Intelligenza Artificiale, sono sicuro che i giovani studenti dell’ITIS Fermi di Bibbiena saprebbero stupirci con effetti mirabolanti.
La volontà spesso però si ferma di fronte alle pastoie burocratiche, alle lungaggini procedurali, a una normativa che nasce per garantire trasparenza e che finisce per ingessare i procedimenti. Eppure Soci ha necessità di un parcheggio degno di tale nome, così come ne hanno le superstiti attività commerciali sempre più svantaggiate nei confronti della grande distribuzione e soprattutto verso il commercio elettronico. È compito dello Stato rimuovere gli ostacoli per un’equa redistribuzione della ricchezza e ciò passa anche attraverso infrastrutture atte a garantire a tutti i cittadini e imprenditori pari opportunità.
Certo, i centri commerciali si costruiscono da se le infrastrutture e i parcheggi, ma ovviamente nei centri storici e nei paesi i negozi di prossimità non hanno ne la forza ne le possibilità di farlo, la collettività allora deve farsene carico per eliminare tutti gli ostacoli possibili affinché anche i piccoli negozi possano garantire i servizi essenziali ai cittadini.
Ma torniamo alla piazza, la sua conformazione potrebbe anche, se opportunamente attrezzata, dare vita nel periodo estivo a un anfiteatro per spettacoli culturali, in questo caso, così come nel periodo natalizio con la pista di pattinaggio, il beneficio dei parcheggi viene meno e siamo di nuovo punto e a capo. Addio ai servizi per i commercianti anche se di contropartita ci sarebbe un richiamo di persone per le attività ludico culturali. Come salvare capra e cavoli?
Non è facile prevedere il futuro, alquanto arduo modulare un progetto al tempo stesso facile dal punto di vista tecnico, qualche sottoservizio, un po’ d’asfalto e la cosa pare essere pronta, complicato nella gestione durante la sua indisponibilità, allora nei periodi in cui il futuro parcheggio non sarà fruibile potrebbe essere chiesto l’utilizzo del parcheggio interno al Lanificio, è grande, ha due uscite che permetterebbero la fruizione in piena sicurezza, e potrebbe far rivivere la storia del nostro paese magari con pannelli illustrativi di come una volta si faceva industria nei paesi.
Intanto speriamo che presto si possa parcheggiare in tranquillità e senza infangarci le scarpe in tempi ragionevoli, il progetto c’è i soldi si troveranno, la cifra non certo di quelle che fanno tremare i polsi, ora aspettiamo soltanto che la burocrazia faccia il suo corso.



