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lunedì, 28 Novembre 2022

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L’autunno del patriarca

Le “storiche” elezioni politiche di domenica hanno lasciato il segno anche in Casentino. Per la prima volta non è più il PD primo partito, ma diventa Fratelli d’Italia e per la prima volta Vincenzo Ceccarelli perde un’elezione. Tranquilli non è che si deve mettere a lavorare, resta nel suo tranquillo scranno di consigliere regionale, non dovrebbe avere problemi a pagare le bollette.

Ma dal punto di vista politico il risultato che esce dalle urne casentinesi deve far riflettere e molto. Soprattutto i dirigenti del PD locale (esistono?). Probabile che se si chiude la maternità e si punta tutto sulle ciclopiste, forse qualcosa non funziona e alla fine non paga…

Ma quale è stata la politica del PD in questi ultimi anni in Casentino? Non ci viene in mente nulla di eclatante. Aver puntato tutto sulle ciclopiste appunto, aver fatto fallire il referendum sul comune unico che poteva essere la sola vera riforma importante per il territorio, insistere sull’anacronistica Unione dei Comuni, puntare su sbiaditi yes-man. Poco altro?

E dopo tanti appuntamenti elettorali in cui Ceccarelli aveva sempre fatto il pieno nel “suo” Casentino, questa volta perde nettamente con la leghista Nisini (più del 6% in meno di voti) e vince solo a Castel San Niccolò, suo paese di origine, Montemignaio e Ortignano Raggiolo, ma perde in tutti centri più importanti: Bibbiena, Castel Focognano, Poppi, Pratovecchio Stia, Subbiano, Capolona.

Non erano elezioni amministrative certo, in cui i partiti contano meno e si guarda di più alla storia e alla competenza del candidato, ma nella scheda della Camera c’era pur sempre il nome di Ceccarelli e almeno in Casentino, nella sua vallata, dove ha raccolto sempre una valanga di preferenze, qualcuno si aspettava un risultato migliore e non una sconfitta così netta e diffusa.

Adesso vedremo se il PD (che in pochi anni è riuscito nell’impresa di dimezzare i propri voti e disperdere un patrimonio politico enorme) e il centro sinistra sapranno riorganizzarsi e proporre qualche idea innovativa per il nostro territorio e qualche personaggio nuovo.

E vedremo se questa “onda nera” si ripeterà anche in futuro, soprattutto se riuscirà a presentare delle figure credibili quando ci saranno da eleggere i nuovi Sindaci dei comuni casentinesi.

Non è che lunedì il Casentino (e l’Italia) si siano svegliati improvvisamente “fascisti”, ma solo che le delusioni, qui e a livello nazionale, sono state davvero, davvero troppe…

Il Badalischio, rubrica di satira politica e controinformazione

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