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martedì, 17 Febbraio 2026

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L’Ostello di Campi

di Lara Vannini – È quasi commovente pensare che, in un passato lontanissimo, alcune strade percorse nella nostra quotidianità, siano state importantissime direttrici di comunicazione. Oggi le attraversiamo senza pensarci, ma un tempo, quando animali da soma e gambe erano gli unici mezzi di trasporto accessibili, il percorso per arrivare a destinazione diventava strategico.

A volte con estrema meraviglia è possibile constatare come gli uomini si siano sempre spostati affrontando anche le condizioni climatiche più avverse, percorrendo migliaia di chilometri a piedi, desiderosi di portare avanti conoscenze e nuove scoperte. Vie di transito impervie, solcate da molti pericoli e incognite che, grazie alla temerarietà dei nostri predecessori, ci hanno permesso di accedere alla conoscenza dei più importanti fatti storici e comprendere come si siano trasformate strade e luoghi, per sentirci ancora più legati da un passato condiviso.

Molte sono le “antiche vie” che percorrono da nord a sud la nostra penisola, cammini affascinanti che oggi sono utilizzati per incantevoli escursioni di trekking o pellegrinaggi. Da soli o in compagnia, affrontare molti chilometri a piedi da una località all’altra, ci permette di assaporare il territorio in maniera genuina e finalmente godere di quella lentezza che la quotidianità spesso ci preclude.

La via “Romeo-Germanica” è un antichissimo percorso che inizia in Germania da Stade vicino ad Amburgo, e con oltre 2000km attraversa la Germania, l’Austria, l’Italia, per poi fermarsi a Roma. Questo antico percorso, segue le orme dell’Abate e letterato Alberto di Stade che fece un lungo viaggio a Roma per chiedere a Papa Gregorio IX una riforma ecclesiastica più rigida per il proprio ordine. Il Papa accettò ma i confratelli benedettini la rifiutarono. Alberto decise di abbracciare l’ordine francescano, ma sfruttò l’occasione del suo lunghissimo viaggio per scrivere un dettagliatissimo manoscritto sui luoghi che toccò per raggiungere Roma.

La via Romeo-Germanica è un antico percorso che abbraccia anche il Casentino e attraversa oggi il piccolo abitato di Campi nel comune di Bibbiena. Proprio a Campi, nel 2023 è stato inaugurato un piccolo Ostello per venire incontro alle esigenze di tutti i pellegrini che desiderano affrontare l’intero percorso fino a Roma o semplicemente dedicarsi ad una parte di esso. La tappa Vallesanta-Chitignano, vede infatti l’attraversamento del piccolo centro abitato di Campi che come scriveva anticamente l’Abate Alberto, era situato “nei pressi di un antico ponte sul fiume Corsalone” che oggi è stato sostituito da una passerella in legno.

L’Ostello, oggi gestito da alcuni volontari, è stato fortemente voluto dall’Associazione della via Romeo-Germanica che l’ha inserito tra i luoghi ufficiali di ristoro per tutti i pellegrini in cammino. Guido, uno dei volontari che insieme a Mauro e Luciano gestiscono l’ostello, ci ha raccontato come questo progetto ha preso vita.

Guido quando nasce l’Ostello di Campi? «Il piccolo abitato di Campi è stato un crocevia di passaggio anche in tempi antichi, prima che venisse realizzata la strada asfaltata che noi tutti conosciamo e che collega Arezzo e Bibbiena al Santuario della Verna e poi alla Romagna. Un luogo che oggi attraverso la via Romeo-Germanica e i cammini di Francesco, si trova a riassaporare l’importanza di un tempo, quando per i pellegrini di passaggio era di fondamentale importanza trovare sul proprio cammino dei ricoveri in cui riposarsi e mangiare qualcosa. Il piccolo Ostello di Campi che si trova alla tappa 29 del cammino di San Francesco, è stato inaugurato nel 2023. Si trova ubicato nella vecchia scuola elementare, che purtroppo è stata chiusa negli Anni ’70 quando iniziò lo spopolamento delle campagne. Oggi l’edificio è di proprietà del Comune e ospita il circolo Arci, ma dal 2023 una parte dei locali è stata data in gestione ad alcuni volontari per la realizzazione dell’Ostello. Il Comune partecipa anche con dei contributi economici. L’Ostello nasce dalla precisa richiesta dell’Associazione “Via Romeo-Germanica”, che ha individuato l’abitato di Campi come una tappa del percorso antico che l’Abate Alberto condusse per raggiungere Roma».

Come è strutturato l’Ostello? «Il locale è di dimensioni contenute e può ospitare fino a quattro brandine. Possiamo dire che d’estate è possibile accogliere anche più persone che spesso si sistemano con le tende o i sacchi a pelo negli spazi esterni. Dentro la struttura che è stata ristrutturata per l’occasione, si trova un servizio igienico anche per disabili e una cucina dove è possibile prepararsi un pasto in autonomia. Questo è molto importante per i pellegrini perché a Campi non ci sono negozi alimentari, ma acquistando del cibo prima di giungere in loco è possibile cenare e pernottare senza doversi spostare. L’Ostello d’inverno è chiuso ma volendo è possibile pernottare. È sufficiente avvertire del proprio arrivo i volontari, per avere il tempo utile a preparare l’ambiente. Nonostante ciò al momento le stagioni con maggior affluenza di pellegrini sono la primavera e l’estate prima che arrivino i rigori invernali.

Chi transita? «Generalmente sono escursionisti o pellegrini che si fermano per una notte e riprendono il cammino il giorno seguente. Sono sia italiani che stranieri ed è capitata una signora molto anziana che arrivava addirittura da Amburgo, percorrendo l’intero viaggio con destinazione Roma. Ovviamente ci sono persone che decidono di fare solo una parte del cammino, magari il tratto toscano o anche distanze più corte, a volte decidendo di fare dei semplici trekking che esulano dalla via Romeo-Germanica. Ad esempio una famiglia con figli è transitata per raggiungere l’abitato di Sarna, Castello di Valenzano e giungere ad Arezzo. Non tutti i pellegrini arrivano a piedi. Alcune persone preferiscono utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto e addirittura una volta due camminatori si sono serviti di un somarello per portare l’attrezzatura. Sono esperienze molto ricche da più punti di vista perché oltre a riscoprire il territorio e le sue peculiarità, l’individuo si può mettersi in ascolto di se stesso e ritrovare quel lato riflessivo che spesso ci viene negato dalla frenesia di tutti i giorni. Anche prima della realizzazione dell’Ostello transitavano da Campi escursionisti e pellegrini, ma purtroppo non potevano vivere il paese come una tappa di sosta per il lungo cammino verso Roma».

Come è stato accolto l’ostello dai campigiani? «Oggi il centro di Campi è un piccolo abitato che conta pochi residenti però in passato, più di un secolo fa, il paese ha contato anche 600 persone tra centro e case coloniche ed essendo storicamente una via di transito l’Ostello è stato accolto favorevolmente come legame naturale con il nostro passato. Come è stato già detto il Comune ci aiuta soprattutto dal punto di vista economico per il pagamento delle spese e delle utenze, ma il lavoro pratico di gestione della struttura ricettiva è effettuato esclusivamente da volontari. Siamo molto orgogliosi di poter contribuire a questo progetto storico-naturalistico e poter mantenere viva l’anima del nostro paese. Chi transita dal nostro Ostello può lasciare un pensiero in un libro delle memorie, un gesto d’affetto che ci lega a tutti coloro che hanno condiviso con Noi anche una sola notte».

Per informazioni e contatti con l’ostello di Campi: www.arcamuseocasentino.it www.viaromeogermanica.it

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