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mercoledì, 30 Novembre 2022

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Potere al Popolo incontra i cittadini del Casentino

I due candidati casentinesi di “Potere al Popolo” parteciperanno, lunedì 19 febbraio dalle ore 17,30 alle 20,00, ad un incontro con i cittadini presso il Centro Sociale “Il Kontagio” di Poppi. Mauro Meschini, candidato al collegio uninominale per la Camera di Arezzo, e Nimai Mattia Cadenazzi, candidato al collegio plurinominale sempre per la Camera, saranno a disposizione di chi vorrà chiedere informazioni e approfondire i temi che sono al centro del programma della lista nata dall’entusiasmo e dalla partecipazione di tante donne e tanti uomini in tutta Italia. La lista che pone al primo posto i diritti, la difesa dei più deboli e i valori contenuti nella nostra Costituzione.

I candidati aretini di “Potere al Popolo”, cui dobbiamo aggiungere Cristina Betti, candidata al collegio plurinominale della Camera, rappresentano perfettamente lo spirito e le caratteristiche di questo progetto popolare nato dal basso che è riuscito, in soli tre mesi, a mobilitare tante energie e a suscitare speranze nel ricco, eterogeneo oggi smarrito mondo della sinistra. La provenienza da esperienze e storie diverse, l’esperienza acquisita in tanti anni di lotte e impegno stanno spingendo sempre più avanti “Potere al Popolo” che, anche se i sondaggi sono sempre da considerare con estrema cautela, sta costantemente salendo. La proposta che tutti all’inizio snobbavano e non consideravano si è con caparbietà guadagnata consensi e visibilità, a cominciare dalla manifestazione antirazzista e antifascista del 10 febbraio a Macerata che ha visto “Potere al Popolo” indiscusso protagonista per i livelli di partecipazione.

Ci sono tutti i presupposti perché, nelle settimane che ci separano dal voto, questa proposta accresca ancora di più il suo bacino elettorale anche nel territorio aretino, pesantemente colpito da tante vicende negative: la crisi di Banca Etruria, il prolungamento della gestione privata del servizio idrico, i tagli e i disagi che sempre più frequentemente si verificano nella sanità. Tutte queste criticità mettono in luce i limiti di una gestione del bene pubblico ormai non più accettabile e che richiede profonde trasformazioni, trasformazioni che devono vedere il “popolo” come vero protagonista.

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